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Giappone: base Usa di Okinawa costretta a risarcire i residenti

Con una decisione storica e che ha provocato dibattito e polemiche, il tribunale distrettuale di Naha, in Giappone, ha ordinato alla base aerea dei marines statunitensi di Ginowan di pagare 754 milioni di yen (circa 5,5 milioni di euro) di risarcimento, riconoscendo ai residenti il danno causato dal rumore degli aerei che vi fanno scalo.
Sono almeno 2000 gli abitanti che vivono presso la base che hanno denunciato di soffrire di stress provocato dal rumore dei velivoli, che ha letteralmente sconvolto la loro vita quotidiana. Anche il timore di un incidente che possa coinvolgerli è stato centrale nella causa intentata congiuntamente contro la base.
Al di là di ragioni pratiche legate alla presenza di basi aeree e navali statunitensi in aree densamente popolate dell’isola di Okinawa, l’opposizione crescente ora guidata anche dal governatore Takeshi Onaga, ha ragioni antiche e molteplici, non ultimo il timore che una ricollocazione in aree a minore intensità demografica – come previsto da accordi tra Tokyo e Washington – possa portare a danni ambientali. Infine, l’isola che più di altre ha avuto le basi statunitensi al centro della sua vita e della sua economia dal dopoguerra, ospita tra gli 1,4 milioni di abitanti una militanza pacifista tra le più risolute dell’arcipelago.

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