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Torino: lavoratori Usb e Cobas occupano binari a Porta Nuova

Si è conclusa poco dopo le 12, con una simbolica occupazione di un binario della stazione di Torino Porta Nuova, la manifestazione promossa dai Cobas e dall’Usb a Torino in occasione dello sciopero generale promosso dai sindacati di base nel settore dei metalmeccanici contro i ricatti di Marchionne e contro la manovra finanziaria lacrime e sangue di Monti. Con la parola d’ordine “Noi non ci stiamo” i metalmeccanici aderenti all’USB incroceranno le braccia per tutta la giornata di oggi. 

“Con la sua manovra recessiva- scrive l’USB in una nota- il governo Monti agisce profondamente nel tessuto sociale ed economico, continuando a saccheggiare i redditi dei soliti noti mentre le rendite continuano ad essere tassate in maniera ridicola. Le pensioni –continua il sindacato indipendente – sono l’elemento centrale della lotta ai cosiddetti privilegi, individuati come la causa della mancata crescita; in realtà si tratta del tentativo di mettere le mani sulle risorse del sistema previdenziale pubblico per recuperare profitti attraverso l’allungamento senza fine dell’età pensionabile e l’introduzione dei fondi privati come unica prospettiva per le nuove generazioni. La precarizzazione del mondo del lavoro si estende e diventa precarietà sociale diffusa; il reddito sociale minimo prospettato dalla Fornero, diventa la riedizione delle tessere di povertà. Nel gruppo Fiat Marchionne prosegue nella sua opera di cancellazione dei diritti dei lavoratori e della democrazia sindacale, avviata con il sostegno dei sindacati complici e del precedente governo Berlusconi. Il governo Monti, invece di contrastare il disegno della Fiat, o di ridurre l’impatto della crisi per i settori meno abbienti, ai colpi della crisi economica e della drammatica riduzione del valore dei salari e delle pensioni aggiunge gli effetti dei brutali tagli operati sui trasporti, servizi sociali, scuola e sanità. Il risultato –conclude USB-è la distruzione di quel che resta del sistema di welfare che è stato, ed in molti paesi ancora è, il tratto distintivo dell’Europa”.

Nel giorno dello sciopero generale unitario di sole 3 ore indetto dai sindacati confederali contro la manovra Monti, a Torino in Piazza Vittorio si sono dati appuntamento questa mattina i militanti della Fiom, dell’Usb e delle organizzazioni di sinistra. Circa cinquemila persone hanno marciato dietro lo striscione ‘Libertà per il lavoro’ per manifestare la propria contrarietà alle scelte del cosiddetto “governo tecnico” e contro l’estensione dal prossimo 1° gennaio del modello Pomigliano a tutti gli stabilimenti del gruppo Fiat.
Mentre il grosso del corteo si avviava a Piazza Castello per il comizio finale, i lavoratori aderenti ai sindacati di base, dopo aver sfilato in coda al lungo serpentone, giunti all’altezza della stazione ferroviaria del capoluogo piemontese si sono staccati e sono entrati nella struttura fino a raggiungere il presidio permanente dei lavoratori della Wagonlits licenziati da ieri da Trenitalia dopo la cancellazione di numerosi convogli, soprattutto notturni. Dopo un breve comizio, i manifestanti hanno simbolicamente occupato per un paio di minuti il binario da cui parte il treno Frecciarossa, e poi hanno lasciato la stazione.

I lavoratori aderenti all’Usb hanno già fatto sapere che nel pomeriggio si recheranno di fronte all’Unione industriale di Torino, dove inizierà un altro round delle trattative tra Fiat e sindacati collaborazionisti. I sindacati di base deporranno una simbolica lapide di cartone davanti all’edificio, a indicare la fiducia che i lavoratori della Fiat ripongono sulla trattativa.

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