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Tav Torino-Lione. Francia e Italia ratificano l’accordo

Italia e Francia hanno ratificato l’accordo bilaterale per la linea ferroviaria Torino-Lione: a firmare l’intesa sono stati il ministro dei Trasporti francese, Thierry Mariani, ed il viceministro alle Infrastrutture e trasporti Mario Ciaccia. Nel corso di una conferenza stampa nell’ambito della cerimonia, i due ministri hanno confermato i tempi di esecuzione della nuova linea ferroviaria che dovrebbe diventare operativa nel 2023.

È stato poi fatto il punto sul finanziamento della prima fase valutato in 8,2 miliardi. Il 40%, pari a circa 3,3 miliardi, dovrebbe essere a carico dell’Unione europea, mentre i rimanenti 5,1 miliardi a carico dei due Stati dovrebbe essere ripartiti con un onere del 57,9% (2,7 miliardi) a carico del nostro Paese e il 42,1% (2,2 miliardi) da parte dei francesi. L’intesa sottoscritta oggi dovrà poi essere ratificata dal Parlamento di ciascun Paese e sottoposto infine all’Unione europea.

Nel confermare l’impegno del Governo sulla Torino Lione, Ciaccia ha fatto presente che l’impegno finanziario (2,7 mld) è «ampiamente sopportabile, spalmando la cifra nei 10 anni previsti». Nel ribadire che il Governo lavorerà per accorciare i tempi, il vice ministro ha chiesto la collaborazione dell’Unione Europea. «Il Governo italiano – sono parole di Ciaccia – conferma l’importanza strategica della Torino-Lione e si adopererà per una sollecita ratifica dell’accordo che firmiamo oggi e per la realizzazione dell’opera nel rispetto dei calendari definiti con la commissione europea».

«Auspico che la commissione europea – ha aggiunto – continui a fornire stimolo e sostegno alla realizzazione dell’opera, poichè la Torino-Lione è una priorità che richiede impegno e che , come ogni iniziativa che mira al cambiamento, comporta anche sacrifici nel più corto termine, sicché occorre tenere ben presenti i grandi vantaggi che essa offre per il futuro duraturo». E l’impegno chiesto a Bruxelles è anche finanziario. «Insieme alla Francia – ha annunciato Ciaccia – chiederemo alla commissione Europea di destinare all’opera il massimo cofinanziamento possibile, che oggi corrisponde al 40% dell’importo globale».

L’opposizione popolare alla realizzazione dell’opera, naturalmente, non è stata neppure citata. Sarebbe stato “sconveniente”.

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