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Alcoa. Ok alla Cigs, ma occhi paerti

Il primo passo di un lungo cammino rimanendo «ben attenti». Sono cauti gli operai dell’Alcoa di Portovesme sull’accordo raggiunto due giorni fa al ministero dello Sviluppo economico che ha scongiurato l’imminente chiusura degli impianti in Sardegna e l’avvio della mobilità.

Oggi pomeriggio si sono riuniti in assemblea per valutare, con i dirigenti nazionali di Fiom, Fim e Uilm, le sei pagine del documento sottoscritto a Roma, dopo una notte di trattative, con la mediazione del ministro Passera e del governatore sardo Cappellacci. Circa tre ore di discussione, poi alla fine l’accordo è stato approvato all’unanimità.

«Un primo passo è stato fatto, nel senso che avevamo una spada sulla testa – spiega Laura Spezia della Fiom -, rappresentata dalla procedura di licenziamento collettivo a partire dal 6 aprile, che ora è stata tolta. Adesso la partita è tutta da giocare perchè bisogna favorire l’ingresso di nuovi acquirenti: il Governo dovrà fare ciò che ha promesso sul fronte dell’energia e le istituzioni locali dovranno accelerare sulle infrastrutture per consentire che le offerte siano oggettivamente credibili».

«C’è un percorso da costruire – ribadisce Franco Bardi, segretario provinciale della Fiom – e non c’è tempo da perdere».

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