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Bologna. Lorusso e la lotta degli anni ’70 sono la nostra lotta di oggi

La lotta del Movimento rivoluzionario degli anni ’70 è la nostra lotta di oggi!

L’11 marzo del 1977, cadde sotto il piombo democristiano Francesco Lorusso, militante di Lotta Continua, nel corso di una protesta di Movimento di fronte al pestaggio di quattro compagni ad opera di mazzieri di Comunione e Liberazione durante un’assemblea ciellina a Fisica.

In risposta alla manifestazione che seguì nelle ore successive, ci fu una militarizzazione di Bologna con mezzi corazzati, cariche selvagge di polizia e carabinieri nel centro della città. Venne chiusa manu militari Radio Alice, voce del Movimento, fatto mai accaduto verso le emittenti libere e la stampa, numerosi furono gli arresti. Iniziò contro il Movimento, una caccia alle streghe degna di un regime fascista bananiero.

Il Movimento di quegli anni rappresentava la parte più matura e cosciente di una sinistra che lottava contro lo sfruttamento salariato e contro il dominio di classe nelle sue più diverse espressioni. In particolare si oppose alla “politica dei sacrifici”, alla concertazione di allora tra regime democristiano, PCI e sindacato, che stava svendendo diritti e condizioni di lavoro e salariali, conquistate dal movimento operaio e dalle classi popolari a prezzo di una sanguinosa Resistenza popolare e operaia al nazifascismo e di dure lotte di fabbrica e di piazza nel dopoguerra.

Una concertazione antipopolare che vediamo oggi, tra quelle forze eredi dei quei partiti, come il PD e i sindacati CGIL, CISL e UIL, che si esprime in un autoritarismo al servizio della Troika europea, che impone la ricetta neoliberista della precarizzazione e compressione salariale, nella privatizzazione di servizi e beni comuni.

La repressione delle lotte degli anni ’70 e del suo Movimento è un insieme di pratiche liberticide che oggi viene riproposto fedelmente da magistratura e forze di polizia contro i movimenti sociali e antagonisti in ogni angolo del paese: i compagni condannati per gli scontri dell’11 ottobre 2011 a Roma, le incriminazioni delle ultime settimane a Roma, a Napoli, i teoremi “antiterroristici” in Val di Susa, le persecuzioni giudiziarie contro i militanti NO MUOS, contro esponenti del M9D. Sino ai fogli di via emessi pochi giorni fa, contro decine di compagni a Bologna, in prima fila nelle lotte sociali e all’università.

E’ una repressione contro chi lotta, che da 40 anni a questa parte non si è mai fermata.

ROSS@ Bologna, Movimento Anticapitalista e Libertario che si batte per la rottura con questa Unione Europea delle banche e dell’autoritarismo tecnocratico e contro i suoi trattati del massacro sociale, aderisce alla manifestazione di martedì 11 marzo 2014 alle ore 18 in piazza Verdi, indetta dalle forze dell’antagonismo di classe.

Invita le lavoratrici, i lavoratori e la cittadinanza a fare di questa manifestazione un’iniziativa di lotta contro l’ennesimo governo dei banchieri, della troika e delle élite capitaliste, il terzo governo non eletto da alcun cittadin*. Una lotta contro la repressione poliziesca.

Se toccano un*, toccano tutt*!

Abbiamo sempre rivendicato la resistenza che opponemmo ai carri armati che tentarono di occupare Piazza Verdi nel Marzo del ’77, così come rivendichiamo tutte le azioni avvenute nelle giornate del 23 e 27 Maggio. A chi parla di “gruppi addestrati alla guerriglia” rispondiamo che la nostra forza, la nostra determinazione, la nostra ribellione le traiamo dall’ingiustizia sociale e dalla crisi che ci priva del futuro.

La nostra lotta di oggi è in continuità ideale e politica con la lotta del Movimento rivoluzionario degli anni ’70!

Onore a Francesco Lorusso, Barbara Azzaroni, Bruno Valli e a tutti compagni caduti per una società senza classi e senza sfruttamento!

ROSS@ Bologna

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