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Una protesta dalla Fondazione Monte Tabor nei nostri confronti

Raccomandata AR anticipata via mail a redazione@contropiano.org

a Contropiano

Spett.le Redazione,

il sottoscritto Claudio Macchi, in proprio ed in qualità di componente del Collegio dei Liquidatori Giudiziali della Fondazione Monte Tabor ha appreso ed accertato che il Vostro Giornale online “Contropiano” ha diffuso notizie false e diffamatorie nei confronti dello scrivente e della Fondazione Monte Tabor.

Mi riferisco all’articolo pubblicato in data 4 giugno 2020 ove si dice che “Una delle cosiddette “eccellenze” della sanità privata lombarda, l’ospedale San Raffaele di Milano, è tornato al centro di una inchiesta giudiziaria per presunti rimborsi illeciti da parte della Regione, un po’ come era già accaduto alla fine degli anni ’90. Questa volta la Procura di Milano contesta alla dirigenza del San Raffaele una presunta truffa da 28 milioni di euro su circa 4 mila interventi chirurgici e si appresta a chiedere il processo per nove persone, tra amministratori, dirigenti e primari dell’ospedale privato. (…) Infine, risultano indagati per la legge sulla responsabilità amministrativa degli enti, anche l’ospedale (formalmente rappresentato dal presidente Gabriele Pelissero) e la Fondazione Monte Tabor (di cui il legale rappresentante è Claudio Macchi).”.

L’articolo attribuisce alla Fondazione Monte Tabor ed al sottoscritto fatti che sono evidentemente lesivi della dignità oltre ingiustamente dannosi e che per quanto si dirà sono del tutto contrari a verità.

Come avreste dovuto e potuto agevolmente verificare, non pende alcun procedimento giudiziario penale nei confronti delle persone fisiche da Voi indicate nell’articolo, né alcun procedimento ex D.Lgs. n. 231/2002 per responsabilità amministrativa dell’ente a carico della Fondazione Monte Tabor in liquidazione e concordato preventivo.

La vicenda al quale il Vostro articolo (datato 4 giugno 2020) si riferisce risale al lontano 2015 (!!) ed in particolare al Giudizio processo penale 13650/15 R.G.N.R. mod. 21, istruito dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano, Dott. Giovanni Polizzi. Al riguardo segnalo che in relazione a tutti i capi di accusa formulati in sede di avviso di conclusione delle indagini preliminari ai sensi degli artt. 415 – bis, 369 e 369-bis c.p.p., l’autorità inquirente non riteneva di avere elementi sufficienti per procedere e dunque nemmeno richiedeva il rinvio a giudizio degli indagati.

Per completezza e per evitare che incappiate in altre grossolane e diffamanti inesattezze, si precisa tale procedimento proseguiva con derubricazione del reato (inizialmente qualificato come truffa ai danni dello stato e falso) a frode in pubbliche forniture (art. 356 c.p., reato non rilevante ai sensi del D.Lgs. n. 231 del 2001). In tale contesto la Fondazione Monte Tabor veniva citata da ATS (Agenzia di Tutela della Salute) di Milano in qualità di responsabile civile del reato.

Anche tale fase si è già da tempo conclusa con sentenza passata in giudicato che ha assolto con formula piena tutti gli imputati e conseguentemente escluso qualsivoglia obbligo restitutorio in capo alla Fondazione Monte Tabor.

L’articolo da Voi pubblicato attribuisce al sottoscritto ed alla Fondazione Monte Tabor gravissimi fatti di truffa ai danni dello stato per la ingente somma di 28.000.000,00 (fatti ai quali peraltro il sottoscritto era del tutto estraneo, essendo stato nominato Liquidatore Giudiziale della Fondazione Monte Tabor con decreto di omologa del concordato preventivo, emesso dal Tribunale di Milano il 10 maggio 2012, nell’imminenza dell’acquisto dell’azienda da parte del gruppo Rotelli).

Tali fatti sono evidentemente lesivi della dignità, gravemente ed ingiustamente dannosi e comunque sono contrari a verità poiché l’indagine cui fate riferimento (e che “fate passare” come attuale) si è conclusa da lungo tempo con una sentenza di piena assoluzione del 5 ottobre 2018, passata in giudicato, per mancata impugnazione degli inquirenti, nel giugno del 2019.

Tutto quanto sopra premesso, riservandomi ogni iniziativa presso ogni competente sede a tutela dei miei interessi e degli interessi della Fondazione Monte Tabor, Vi intimo di procedere alla seguente rettifica:

con riferimento all’art. del 4 giugno 2020 si procede alla seguente rettifica: i fatti di truffa ai danni dello stato e di frode in pubbliche forniture per la somma di 28.000.000,00 Euro, oggetto di indagini a carico dei vertici del San Raffaele e della Fondazione Monte Tabor, che la nostra testata erroneamente indicava essere pendenti, sono stati oggetto di sentenza di n. 8282/2018 del 2 ottobre 2018, emessa dal Tribunale di Milano, passata in Giudicato, la quale ha assolto tutti gli imputati perché il fatto non sussiste”.

Distinti saluti

Claudio Macchi

Allego copia dell’articolo citato

Claudio Macchi

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