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Agricoltura contadina, sviluppo sostenibile e sviluppo capitalistico

All’indomani della formazione del governo Draghi, del nuovo Ministero della Transizione Ecologica e alla luce delle recenti minacce di introdurre OGN e NBT in Italia e all’estero, le azioni in difesa dell’agricoltura contadina si stanno propagando in diversi paesi del mondo.
Abbiamo deciso quindi di lanciare una serie di dibattiti online dal titolo “L’agricoltura contadina è nella natura”.

Prima di entrare nel merito del grande rischio che la terra sta correndo a causa della manipolazione dell’uomo sulla #biodiversità e il rapporto tra natura e prodotti della terra, riteniamo importante riprendere un ormai abbandonato pensiero critico sull’incompatibilità del capitalismo come sistema di produzione economico e sociale e l’evoluzione armonica della natura.

Per decenni il pensiero economico capitalista ha cercato di affossare il movimento ambientalista accusandolo di contrastare il progresso; al contrario l’evidenza dei fatti dimostra che la primaria responsabilità della distruzione del pianeta risiede in un cinico liberismo, interessato al continuo e progressivo sfruttamento della natura. Questa evidenza ha convinto gli stessi detentori delle forze produttive e dei grandi capitali finanziari a modificare la narrazione sull’ambiente cercando, con grandi manovre mediatiche di presentare programmi economici ed industriali nocivi come politiche economiche green, allo scopo di convincere l’opinione pubblica mondiale di essersi ormai schierati in favore dell’ambiente.

Niente di più falso : attraverso il primo dibattito sulla transizione ecologica vogliamo evidenziare e contrastare questa enorme mistificazione.

Successivamente, torneremo ad argomenti propri della storia del Centro Internazionale Crocevia e della sua vicinanza con i temi dell’agroecologia e della sovranità alimentare.

L’agricoltura contadina è nella natura: risente del cambiamento climatico ma ne attutisce gli effetti custodendo biodiversità. L’agricoltura contadina rivela chiare le contraddizioni tra capitale e lavoro con le condizioni di ipersfruttamento del secondo, ferme al ‘900. L’agricoltura rivela anche le contraddizioni tra blocchi di potere del terzo millennio con la proposta ipocrita della rivoluzione verde: concentrazione di capitali e investimenti sulle biotecnologie e genetica da un lato e dall’altro rilancio dello sfruttamento delle risorse e accaparramento di terre fertili.

Il programma in aggiornamento, prevede un approfondimento e confronto su:
“Transizione ecologica e modo di produzione capitalistico, una contraddizione insanabile?”
“Agroindustria, PAC, lo sfruttamento di contadini e braccianti: la risposta dell’agricoltura contadina”
“NBT e sementi contadine”
“Il movimento di lotta internazionale, dal vertice del ‘96 ad oggi, le proposte dei contadini al confronto con l’inefficacia della FAO”

Il primo dibattito dal titolo : “Transizione ecologica e modo di produzione capitalistico, una contraddizione insanabile?” si terrà online giovedì 25 febbraio alle ore 18:30 insieme a:

– Stefano Zuppello, VAS Verdi Ambiente e Società
– Antonio Onorati, ARI Associazione Rurale Italiana, ECVC European Coordination Via Campesina
– Monica Di Sisto, Vicepresidente di Fairwatch
– Professor Luciano Vasapollo, Università La Sapienza, centro studi CESTES

– modera : Chiara Ferronato, Contropiano

– presenta i seminari : Stefano Mori, Coordinatore del Centro Internazionale Crocevia

Il dibattito sarà in diretta dal vivo su questo evento (Link all’evento) e sulle pagine Facebook di Crocevia e Contropiano. Inviateci le vostre domande e scrivetele nei commenti della diretta!

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