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Il Commissario Bretòn getta la maschera: 50 miliardi all’anno per il nucleare

L’Unione europea deve investire 500 miliardi di euro nell’energia nucleare da qui al 2050. Ad affermarlo è il Commissario europeo per il Mercato Interno e i Servizi, Thierry Breton, intervistato dal settimanale francese Le Journal du Dimache.

Questa cifra astronomica, secondo il commissario europeo, è necessaria allo sviluppo dell’energia atomica di nuova generazione. “Ho sempre sostenuto che l’energia nucleare è uno dei vettori della transizione energetica e, come tale, non può essere esclusa dalla tassonomia”.

Breton ha reputato “cruciale” il fatto di etichettare come green l’energia nucleare lungo la strada della transizione energetica. “Da sole, le centrali nucleari esistenti richiederanno 50 miliardi di euro di investimenti entro il 2030”, ha spiegato il commissario Ue.

Il 31 dicembre la Commissione europea ha deciso di inserire oltre il gas anche il nucleare nella sua tassonomia verde, che mira ad agevolare gli investimenti della cosiddetta transizione ecologica.

Secondo Breton l’inclusione dell’energia nucleare è fondamentale “per consentire al settore di attirare i capitali di cui ha bisogno”. Oggi il nucleare rappresenta il 26% della produzione di energia elettrica in Ue, Breton prevede che questa percentuale scenderà al 15% nel 2050.

Rispetto alle proposte della Commissione sull’energia, il Parlamento e il Consiglio Europeo entro quattro mesi dovranno aver esaminato il documento e, se non lo condividono opporsi alla sua realizzazione. Entrambe le istituzioni potranno richiedere ulteriori due mesi di tempo per l’esame.

Il Consiglio Europea avrà il diritto di opporsi ma solo a maggioranza qualificata rafforzata inversa (il che significa che per opporsi all’atto delegato è necessario almeno il 72% degli Stati membri (ossia almeno 20 Stati membri) che rappresentino almeno il 65% della popolazione dell’UE), e il Parlamento europeo a maggioranza semplice (ossia almeno 353 deputati in plenaria).

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