Il Ministro dei Trasporti Salvini procede ostinato al servizio di Stretto di Messina SpA per spianare la strada all’approvazione del progetto del ponte sullo stretto. Dopo aver messo mano alla commissione della Valutazione di Impatto Ambientale – che si era permessa di porre delle prescrizioni ambientali e di salvaguardia – adesso è stato il turno del Consiglio superiore dei lavori pubblici.
Salvini ha rinnovato i componenti dell’organo inserendo un componente del comitato scientifico della società Stretto di Messina SpA, Mauro Dolce, e un iscritto al comitato Ponte Subito, Giuseppe Roberto Tomasicchio.
Una misura necessaria nel momento in cui l’organo è chiamato a valutare gli approfondimenti richiesti dalla Corte dei conti, e ad approvare il progetto entro fine estate, secondo la tabella di marcia annunciata dal duo Salvini-Ciucci, amministratore delegato della società Stretto di Messina.
Il governo forza quindi la mano sulle valutazioni economiche e ambientali per dare il via libera al progetto, mentre la procura di Roma ha aperto un processo per corruzione che coinvolge la SdM SpA. La stretta sinergia tra governo e imprese smaschera gli interessi speculativi che portano soltanto devastazione nei territori di Messina e Villa San Giovanni.
Ma la funzione strategica del ponte ha origine nei palazzi dell’Unione Europea, per la quale l’opera si inserisce nella realizzazione del corridoio Scandinavo-Mediterraneo, parte della rete di trasporti transeuropea funzionale alla mobilità bellica di truppe e rifornimenti verso il confine mediterraneo.
Nel libro bianco European Defence Readiness 2030, pubblicato dalla Commissione UE, si spiega che “La mobilità militare è un facilitatore essenziale della sicurezza e della difesa europea. Grazie ad essa cresce l’abilità delle forze armate degli Stati membri e degli alleati di spostare rapidamente truppe e attrezzature attraverso l’Unione europea in caso di conflitto o di guerra ibrida intensificata”.
Non è un caso che la salvaguardia dell’ambiente, testa d’ariete della presunta transizione ecologica, si dissolva di fronte agli interessi economici e militari che stanno alla radice della vera transizione bellica in atto.
Contro al progetto utile solo per il profitto delle imprese costruttive, ci troveremo a Messina per il corteo No Ponte per dire no a un’opera che grava sulle persone e sul territorio con costi economici enormi e ricadute di impatti incalcolabili. Il territorio del meridione e della Sicilia, è già strangolato da eventi climatici estremi, cicloni, siccità, onde di calore e divorato dagli incendi.
L’unica necessità urgente sono investimenti nella messa in sicurezza del territorio. La frana di Niscemi, le enormi devastazioni dei due cicloni Harry e Jolina e i bacini idrici a secco non sono eccezionalità, ma gli effetti del cambiamento climatico congiunto a un modello economico volto alla speculazione e allo sfruttamento dei territori, incapace di mettere al centro la prevenzione e la messa in sicurezza dei territori.
Per rovesciare questo sistema, che investe in grandi opere e riarmo, facendo ricadere i costi economici e ambientali sui territori, saremo sempre al fianco di lotta. Ci troveremo al corteo No Ponte, sabato 8 agosto ore 18.30 a Piazza Cairoli, Messina!
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Antonella Baldanza
considero una forzatura estrema di carattere solamente speculativo e di strumentalizzazione e spettacolarizzazione politica quest’iandare avanti a tutti i costi sul progetto ponte senza mettere in prima linea le aspettative di messinesi e reggini che di tante problematiche gravi soffrono e vedono di pessimo occhio queste estreme sollecitazioni su progetto ponte e sul’lattivita della societa stretto si messina spa
Armando Liprino
IMPIETOSO ! In Sicilia manca pure l’acqua e si vuole costruire il ponte SENZA CERTEZZE !
Romano Dallai
mentre il sistema idrico siciliano perde più del 70% dell’acqua, si pensa di compiere un’opera costosa e pericolosa dato che verrebbe eseguita su una faglia soggetta a movimenti tellurici .Credo che i cittadini di Messina e Billa S. Giovanni dovrebbero m manifestare il loro dissenso e chiedere al governo di bloccare questo progetto..
Anna
sicuramente il ponte può portare modernità alla Sicilia, nel frattempo però sarebbe opportuno che il governo siciliano facesse le infrastrutture che servono per spostarsi nell’ isola, es. la Catania Palermo è un’ autostrada da terzo mondo, sempre con cantieri in mano all’ Anas siciliana, solo caos , infrastrutture per la rete idrica che perde acqua in % altissime, depuratori delle acque, una vergogna non avere la balneabilità anche in luoghi famosi, e la sanità? tutto fermo da decenni, io sono a favore di tutte le opere che modernizzano e rendono più facile il vivere quotidiano