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La catastrofe ambientale e il “lasciar fare”

Quello a cui abbiamo assistito in questi giorni è un evento che ha resettato completamente ogni precedente parametro.

Le immagini dal Nepal sono così straordinariamente impressionanti che costituiranno un nuovo riferimento per la storia, come lo erano una volta i racconti sulla peste nera, sull’eruzione del Krakatoa o del Tambora, come lo sono state le immagini delle onde nere dello tsunami di Fukujima, come l’undici settembre in America, come il g3n0cidio dei palestinesi.

Quelle immagini sono devastanti.

Ci ho pensato tutta la mattina per raccogliere dati e scrivere.

L’evento ha interessato il distretto di Rasuwa, lungo il sistema fluviale del Lhende Khola. Una enorme quantità di ghiaccio, roccia e detriti è precipitata improvvisamente nella valle, provocando una gigantesca onda di piena che ha trascinato via case, ponti, strade, veicoli e infrastrutture idroelettriche e di servizio. La piena si è poi propagata verso valle.

Il bilancio è ancora provvisorio ma è da considerarsi catastrofico.

Ad oggi, la ricostruzione più probabile della catastrofe avvenuta in Nepal, è relativa al collasso di un ghiacciaio.

Le ipotesi di ieri, in primis quelle del terremoto e delle abbondanti precipitazioni (?),alimentate immediatamente da quelli che di clima non vogliono parlare, e successivamente quelle del GLOF (Glacial Lake Outburst Flood), sembrano essere meno rilevanti di quella attuale.

L’ipotesi più probabile infatti, emerge dalle immagini satellitari e dalle analisi dell’US Geological Survey (USGS).

La catastrofe infatti sembrerebbe esser stata innescata dal collasso di una porzione di ghiacciaio che ha generato una valanga di ghiaccio e rocce che ha provocato un’enorme massa di detriti nel Lhende Khola. Il materiale della valanga avrebbe sbarrato il corso del fiume, creando una sorta di lago temporaneo di sbarramento. La successiva rottura di questo sbarramento può avere prodotto o amplificato l’enorme ondata di piena e la conseguente devastazione a valle.

Le immagini satellitari mostrano il distacco di una massa glaciale di circa 0,2 km², a circa 5.200 metri di quota, che sarebbe precipitata per circa 1.200 metri verso il fondovalle.

L’USGS ha inoltre chiarito un punto molto interessante. Cito testualmente quanto scritto:

– Il 26 agosto alle 8:37 ora locale (10:52 ora standard cinese) si è verificato un evento sismico di magnitudo 5.2 vicino al confine tra Nepal e Cina.

– L’USGS ha stabilito che l’evento sismico è stato causato dal crollo di un ghiacciaio e dalla conseguente colata detritica, che hanno provocato impatti catastrofici a valle.

– Inizialmente, l’evento era stato segnalato come un terremoto di magnitudo 4.4. Ulteriori analisi delle stazioni sismiche vicine, delle onde sismiche a lungo periodo e delle immagini satellitari hanno portato alla conclusione che l’evento sismico fosse in realtà dovuto al crollo di un ghiacciaio e alla conseguente colata detritica, e che non si fosse verificato alcun terremoto.

Si parlava e si parla ancora di GLOF, ma probabilmente non lo è stato, almeno non nel senso classico del termine. Un GLOF è la fuoriuscita improvvisa di un lago glaciale preesistente, ne ho parlato diverse volte nel passato, l’ultima lo scorso anno per un evento avvenuto in Alaska.

Di contro invece c’è qualcosa che dovrebbe farci pensare.

Non abbiamo ancora una attribuzione scientifica che dimostri che il cambiamento climatico abbia causato questo specifico collasso, ma il contesto è molto significativo: il riscaldamento dell’Himalaya sta causando ritiro dei ghiacciai, degradazione del permafrost e maggiore instabilità dei versanti.

Questo può aumentare la probabilità di collassi, valanghe e conseguenti piene improvvise, è palesemente un fattore di aumento del rischio, non necessariamente il “grilletto” dell’evento. Ma è proprio questo che rende l’evento interessante dal punto di vista climatico: un ghiacciaio può diventare l’innesco di una catena di eventi estremamente rapida, senza che sia necessariamente in corso una grande perturbazione meteorologica.

Il cambiamento climatico invece potrebbe avere aumentato la vulnerabilità del sistema.

L’Himalaya si sta riscaldando rapidamente; il ritiro dei ghiacciai modifica la stabilità dei versanti e aumenta la quantità di acqua e sedimenti disponibili nei bacini montani. Inoltre, nell’Hindu Kush-Himalaya stanno diventando più problematici diversi tipi di eventi estremi: piene improvvise, frane, valanghe e collassi di laghi glaciali.

L’Himalaya, che si estende tra Nepal, India, Cina, Bhutan e Pakistan, si sta riscaldando a una velocità doppia rispetto alla media globale, esponendo la regione a un rischio maggiore di valanghe, frane e inondazioni. Una regioen che vive da secoli sull’acqua di fusione.

Le temperature nell’area del ghiacciaio che ha collassato sono aumentate di circa due volte rispetto al tasso medio di riscaldamento globale… circa 2,8°C dal 1940. Sebbene serva un’indagine più approfondita su questo evento specifico, è chiaro che i ghiacciai in tutto il Mondo stanno diventando meno stabili.

Uno studio del 2026 su un ghiacciaio vicino ha rilevato che il tasso di perdita di area glaciale è aumentato di oltre 4 volte, passando da circa 0,11%/anno prima del 1964 a 0,49%/anno durante il periodo 1964–2023, con un’ulteriore accelerazione dopo il 2000.

Nel 2023, le Nazioni Unite hanno affermato che le montagne del Nepal avevano perso quasi un terzo del loro ghiaccio in poco più di 30 anni a causa del riscaldamento globale. Una valutazione pubblicata quell’anno ha rilevato che i ghiacciai dell’Hindu Kush-Himalaya sono scomparsi il 65% più velocemente tra il 2011 e il 2020 rispetto al decennio precedente.

E negli ultimi ultimi anni avviene sempre più spesso. Nel 2021, un ghiacciaio himalayano si è staccato causando un’alluvione lampo nello stato indiano dell’Uttarakhand. Fu una valanga di roccia e ghiaccio di 27 milioni di metri cubi, che si è trasformata in una colata detritica straordinariamente grande e mobile che ha provocando oltre 200 morti o dispersi. Ho messo le immagini dei miei post su quello che è successo in Svizzera, a Blatten lo scorso anno, quello che è successo qui da noi, sulla Marmolada nel 2022, quello che successe in Alaska.

Però se ci fate caso le prime notizie dei TG, riguardano la ricerca dell’elemosina del governo per le accise sul gasolio. Perché quello dobbiamo fare.

Continuare a consumare petrolio.

Dai che domani sarà ancora 38 gradi.

Fonti:

https://earthquake.usgs.gov/…/even…/us7000tbwb/executive

https://www.sciencedirect.com/…/pii/S0921818126002766

* da Facebook

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