Menu

La rabbia di Israele contro l’Oscar a “No Other Land”

Il primo a scagliarsi contro l’Oscar come migliore documentario a “No Other Land” è stato Miki Zohar, ministro della Cultura e dello Sport di Israele, che ha qualificato il successo del documentario come un “momento triste” per il mondo del cinema. Ai registi ha imputato la colpa di “amplificare narrazioni che distorcono l’immagine di Israele di fronte al pubblico internazionale”, piuttosto che impegnarsi per presentare la complessità della realtà israeliana. Zohar ha specificato che la libertà di espressione è sacrosanta, ma ha parlato di “sabotaggio” per le modalità utilizzate.

Il ministro israeliano ha condannato il tentativo di “trasformare la diffamazione di Israele in uno strumento di promozione internazionale” ed ha immediatamente accennato a ritorsioni, in questo caso non militari ma economiche. Ha infatti rivendicato la riforma del cinema finanziato dallo Stato: “l’obiettivo è quello di far sì che i soldi dei contribuenti vengano destinati a opere d’arte che parlino davvero al pubblico israeliano, ha tuonato il ministro “piuttosto che a un’industria che costruisce la propria carriera sulla diffamazione di Israele sulla scena mondiale”.

Il film è stato premiato come miglior documentario; al centro della storia c’è la distruzione della comunità palestinese di Masafer Yatta, nella Cisgiordania occupata, da parte dell’esercito israeliano. Il documentario è diretto, prodotto, scritto e montato da un collettivo israelo-palestinese composto tra gli altri da Basel Adra, Rachel Szor, Hamdan Ballal e Yuval Abraham.

L’Oscar a No Other Land non solo è ampiamente meritato ma è anche la conferma che il ferreo controllo degli apparati ideologici di stato israeliani e sionisti sulle varie istituzioni non sta più trovando “pasti gratis”.

- © Riproduzione possibile DIETRO ESPLICITO CONSENSO della REDAZIONE di CONTROPIANO

Ultima modifica: stampa

4 Commenti


  • yuri

    Ad un anno dalla sua presentazione a Berlino, premiato anche lì, questo film importantissimo non ha (per ora?) trovato un distributore in USA: paradossale. È questo quello che dice l’Oscar. La miglior promozione resta comunque di dire agli altri di andarlo a vedere. A Torino questo film ci è stato a lungo, anche se localizzato in un paio di sale, e ci è potuto restare anche perché c’è stato il passaparola e le sale erano piene. Bisogna prendere a cuore film simili, vista l’urgenza di ciò di cui parlano e invocare una “chiamata alle armi”: quelle della cultura, cioè far conoscere, dibattere, approfondire.


  • Adri

    Sono senza vergogna: hanno ucciso oltre 150 giornalisti in poco più di un anno, perché la verità del loro terrorismo, non si conoscesse … un Oscar e’ insopportabile … 🤨


  • fernando

    l’Oscar a questo bellissimo e coraggioso documentario suona molto come lo zuccherino allo Star System per addolcire la pillola nel tentativo di alleggerirsi la coscienza per il vile e servile. silenzio, che l’intera macchina mediatica della propaganda occidentale ha imposto e si è autoimposto sul genocidio del Popolo Palestinese perpetrato dai criminali terroristi israeliani. Genocidio ancora in corso che minaccia a breve di riprendere con ancora maggiore ferocia fino alla Soluzione Finale!!! grazie soprattutto alla totale copertura degli USA che. hanno letteralmente fornito decine/centinaia di miliardi di dollari e di armi di sterminio ai criminali israeliani, popolo e governo affasciati in un solo immondo, criminale e terroristico intento : lo sterminio del Popolo Palestinese!!! questi governanti e la stragrande maggioranza degli israeliani , fanatici sionisti, che li appoggiano meritano il disprezzo definitivo dell’intero genere umano dal quale vanno banditi. al pari degli immondi nazisti che hanno sterminato ebrei e dissidenti politici nei lager !!!!


  • Serena Sistemi

    gli statunitensi sono tutti un popolo di immigrati che ha sterminato che ci viveva. Solidarizzano con Israele che sta facendo altrettanto..

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *