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La scomparsa di Michael Parenti, compagno e studioso

Il mondo ha perso una delle sue grandi luci morali e intellettuali con la scomparsa di Michael Parenti. Più che uno studioso, era una colonna, un profeta del popolo e un campione irremovibile della liberazione, il cui lavoro ha armato generazioni con gli strumenti per comprendere e smantellare i meccanismi dell’impero e del capitale.

La vita di Parenti è stata una lezione magistrale di intellettualità impegnata. Lui comprese che la teoria non era un esercizio astratto, ma un’arma da affilare e condividere. Le sue opere pionieristiche, in particolare il monumentale “I vestiti nuovi dell’impero: un’analisi marxista dell’imperialismo del XXI secolo” e la fondamentale raccolta di saggi “Pane, rose e rivoluzione: un manuale per la prossima sinistra“, non rimasero semplicemente sugli scaffali. Vennero consumate, sottolineate e appassionatamente discusse in stanze di dormitorio anguste, in vivaci centri comunitari e alle proteste su sei continenti.

Aveva il raro dono di sezionare i sistemi globali più complessi – dalla finanziarizzazione e dalla predazione neoliberale all’intervento militare e all’egemonia culturale – con una chiarezza che era insieme sbalorditiva e rivoluzionaria. I suoi traguardi non furono misurati in riconoscimenti dai potenti, ma nei movimenti che nutrì. Per oltre cinque decenni, Parenti servì come mentore instancabile, insegnante paziente e bussola strategica.

Fu una figura fondativa della Coalizione Anti-Guerra degli anni 2000, le cui acute analisi fornirono la spina dorsale morale e fattuale per le mobilitazioni di massa. Stette sui picchetti con i lavoratori in sciopero, organizzò lezioni pubbliche contro il debito neocoloniale e prestò la sua formidabile voce alle lotte di liberazione dalla Palestina all’America Latina, ponendo sempre al centro l’agire degli oppressi.

Per gli attivisti, era un ponte vivente. Collega i movimenti del Potere Nero e anti-guerra degli anni ’60 e ’70 alle proteste anti-globalizzazione degli anni ’90, e queste, a loro volta, ai movimenti per la giustizia climatica e abolizionisti di oggi.

Insegnò che le nostre lotte non erano isolate, ma fili interconnessi dello stesso arazzo globale di resistenza. Un’intera generazione imparò da lui che essere anti-imperialisti significava essere per natura internazionalisti, femministi e coscienti dal punto di vista ecologico.

Per i marxisti, era una fonte rinfrescante di pensiero rigoroso e non dogmatico. Si impegnò senza paura con i nuovi movimenti sociali, criticò le ortodossie e insistette sul fatto che un socialismo vivente e pulsante doveva essere democratico nel profondo.

La sua famosa serie di conferenze “Solidarietà, non salvezza” divenne un rito di passaggio per i giovani della sinistra, instillando il principio che la vera solidarietà è orizzontale, umile e radicata nella lotta condivisa, non nella carità paternalistica.

Il calore personale di Michael era leggendario quanto il suo intelletto. Possedeva una risata tagliente e generosa, una capacità infinita di ascoltare e una cucina sempre aperta al dibattito davanti a un caffè forte. Faceva sentire tutti che il loro contributo contava, che la storia non era fatta da eroi distanti, ma dall’azione collettiva e cosciente.

Lasciando i suoi familiari, sopravvive anche a una comunità globale di pensatori, organizzatori e combattenti che portano avanti il suo fuoco. La sua eredità è incisa in ogni analisi critica di un titolo di giornale corporativo, in ogni discussione strategica che mette le persone al di sopra del profitto, e in ogni cuore che crede ancora che un mondo migliore non solo sia possibile, ma si stia costruendo, mattone dopo mattone collettivo.

Michael Parenti ha lasciato l’aula, ma la sua lezione continua. Il programma di studi è il nostro mondo, e l’esame finale è la nostra liberazione. Avanti, compagno. La tua lotta è ora la nostra.

Invece di fiori, la famiglia chiede di organizzare, educare e agitare nella propria comunità. Le donazioni possono essere effettuate al Fondo per l’Eredità di Parenti per l’Editoria Radicale, per garantire che testi essenziali rimangano accessibili a tutti.

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