Il 3 gennaio di quest’anno, con un’operazione militare statunitense nominata Absolute Resolve, il legittimo presidente del Venezuela Nicolás Maduro, e la “prima combattente” Cilia Flores, sono stati rapiti e portati in carcere negli USA dove saranno posti sotto processo da una Corte distrettuale di New York.
L’intervento militare statunitense, che ha coinvolto massicciamente l’aviazione nord-americana, ha causato la morte di un centinaio di cittadini venezuelani, dovuti ai bombardamenti che hanno colpito strutture civili e militari, e di 32 cittadini cubani che tutelavano la sicurezza del presidente e della sua compagna.
La Repubblica Bolivariana è stata la prima a sperimentare la “nuova” politica delle cannoniere messa in atto da Washington che da metà dell’agosto scorso ha aumentato le pressioni sullo Stato latino-americano con il fine di strangolare il Paese e dare un chiaro messaggio sia sulle modalità con cui voleva ripristinare la propria supremazia su “L’ Emisfero Occidentale” che in generale sul suo modus operandi nel contesto di “iper-compentività” tra blocchi.
Questa forma di pressione incrementale, che ha messo in campo tutte le forme della guerra ibrida, ha fatto un vero e proprio salto di qualità con la militarizzazione del Mar dei Caraibi a metà agosto, cioè a qualche settimana di distanza dalla fine del lungo processo elettorale iniziato il luglio dell’anno precedente con la vittoria alle presidenziali del candidato del Gran Polo Patriótico Simón Bolívar, Nicolás Maduro, che guidava il paese dal 2013.
Come Rete dei Comunisti, uno dei contributi che vogliamo portare alla campagna per la sua liberazione e a quella della “prima combattente” è la ricostruzione del suo percorso esistenziale e politico in quanto si tratta di una delle figure più rilevanti del processo bolivariano ed in generale del movimento rivoluzionario venezuelano prima della nascita del “chavismo”.
Militante rivoluzionario sin dalla giovane età è cresciuto in un contesto familiare popolare di impegno politico progressista, ha legato – dopo l’insurrezione civico-militare del 4 Febbraio del 1992 – la propria vita al Comandante Chávez sposandone appieno la visione ideologica, fino a diventarne colui che ne ha continuato ed approfondito gli orientamenti politici in particolare per ciò che riguarda lo sviluppo del potere popolare attraverso le Comunas, il protagonismo del movimento dei lavoratori nei processi trasformativi.
Chi è il compagno Maduro?
Militante studentesco, “alfabetizzatore” secondo i principi della pedagogia popolare nei quartieri più svantaggiati di Caracas attorno ad El Valle, autista e militante sindacale combattivo del servizio metropolitano della capitale venezuelana, “cospiratore” con il nome di Verde del Movimento Rivoluzionario Bolivariano-200 e poi dirigente del Movimento Quinta Repubblica, poi ancora deputato con incarichi importanti durante la prima presidenza Chávez, successivamente Ministro degli Estreri durante la Seconda Presidenza e poi vice-presidente, prima di essere incaricato e poi eletto Presidente per la prima volta nel 2013 dopo la morte del Comandante ed ora “prigioniero di guerra” nel Ventre della Bestia.
Il contributo che qui abbiamo curato in forma di e-book scaricabile QUI gratuitamente è basato prevalentemente sulla biografia “ufficiale” in spagnolo NICOLÁS MADURO, Presente y futuro di Ana Cristina Bracho, pubblicata nel 2024, a cui volentieri rimandiamo anche per la mole di materiali e testimonianze che abbiamo ripreso nel nostro testo.
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