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E’ grave che la Tunisia sia senza petrolio e abbia bassi salari?

Dato che i frutti dell’economia in Tunisia vanno principalmente a beneficio delle multinazionali e dei corrotti, quali riforme economiche suggerite?

Said Bouamama. Beh, semplicemente che lo stato riprenda il suo posto e che non sia al servizio di interessi diversi da quelli della sua popolazione. Che esso riprenda il controllo dell’economia, in particolare attraverso la rinazionalizzazione e un sistema fiscale adeguato. In caso contrario è chiaro che non ci sarà equità, perché non ci sarà vera redistribuzione.

Michel Collon. Questo problema si verifica nella maggior parte dei paesi del “terzo mondo” che restano in realtà delle neo-colonie. Il potere dello Stato è sempre subordinato alle grandi potenze e cede le ricchezze alle multinazionali. Questo è il meccanismo che produce povertà e sottosviluppo. Costruire una nuova economia per porre fine alla povertà implica l’uso della ricchezza a beneficio delle persone.

Ma non posso rispondere pienamente alla domanda, sono i tunisini a dover elaborare il programma di queste trasformazioni. Essi possono fare un inventario delle risorse disponibili, individuare le forme di depredazione della ricchezza e le modifiche necessarie per risolvere questi problemi. C’è bisogno di misure per migliorare urgentemente la situazione del popolo, eliminando il potere del vecchio regime e iniziare la costruzione graduale di una economia al servizio delle persone.  

Mohamed Hassan. Bisogna comprendere che la Tunisia non ha mai sviluppato una economia per se stessa. Le relazioni economiche tra le diverse parti del Nord Africa sono state distrutte dalla colonizzazione iniziata nel 1884 e dal neocolonialismo successivo all’indipendenza. In realtà, tutto gli investimenti escono dal paese e nulla rimane. Il sistema economico imposto dall’imperialismo è basato sullo sfruttamento e l’impoverimento del popolo. La Tunisia è un paese ricco ma con un popolo povero.

Se i tunisini saranno in grado di ottenere l’indipendenza politica, potranno garantire l’autosufficienza alimentare, analizzare il territorio e fare le conseguenti riforme, offrire istruzione e assistenza sanitaria gratuita per tutti …

A differenza del Venezuela, la Tunisia non dispone di ricche risorse petrolifere, non è un handicap?

Michel Collon. E’ vero che tutti i paesi non sono così fortunati. Allo stesso tempo, è anche un grande pericolo quando una nazione dipende da una singola risorsa senza sviluppare una sana economia con diversi settori forti. Detto questo, la Tunisia ha delle ricchezze naturali. Sarei curioso di sapere se il popolo tunisino beneficia veramente dei ricavi provenienti dal fosfato o se questi sono confiscati da interessi stranieri.

D’altra parte, le risorse del turismo sono anche una ricchezza che di cui dovrebbe beneficiare la popolazione, come a Cuba. Ciò implica che lo Stato non consenta alle multinazionali di intascare tutto, ma che sviluppi una propria industria del turismo e dei partenariati basati sulla parità, in modo che sia redditizio anche per i tunisini.

Petrolio o no, guardiamo le risorse basilari: chi beneficia del lavoro dei tunisini? Chi sottrae la ricchezza? L’esperienza del Venezuela di Hugo Chavez o della Bolivia Evo Morales è molto stimolante: la questione chiave è quella di fare affidamento sul popolo per distruggere il vecchio potere economico e di avviare riforme radicali a suo vantaggio. Il problema è: al servizio di chi vogliamo far girare l’economia?

Mohamed Hassan. Nessuno sa che cosa c’è veramente sotto il suolo tunisino tranne gli imperialisti. Ma la mancanza di petrolio non è importante. L’Eritrea non ne ha e si sviluppa in maniera significativa, con una crescita del 17%, pur avendo nove lingue e due religioni.

Queste risorse possono anche rappresentare un disastro e causare guerre, come in Gabon e Nigeria. La Tunisia, ha una sola lingua e una religione, e può svilupparsi molto rapidamente. La più grande ricchezza del paese è la sua gente. Un popolo molto istruito e giovane.

Said Bouamama. Ogni stato ha le sue caratteristiche specifiche. La Tunisia è uno Stato di piccole dimensioni e con bassa popolazione, ma largamente autosufficiente. Una gioventù, una popolazione istruita, e anche se non è possibile confrontare le risorse naturali, la Tunisia e la sua gente possono gestirle molto bene e avere una economia prospera.

La Tunisia ha un’economia basata sulle imprese di servizi, attratte dall’alta qualità del lavoro e dai bassi salari. Gli investitori se ne potrebbero andare via?

Said Bouamama. E’ esattamente questo il problema: questa struttura economica rende totalmente dipendente la Tunisia. Bisogna assolutamente che essa abbandoni la strada della dipendenza e costruisca la propria economia in base alle proprie esigenze, ai bisogni della sua popolazione. Per questo, dobbiamo tornare a obiettivi economici locali. D’altra parte, non si può negare che il turismo è un settore chiave in Tunisia; l’esempio di Cuba dimostra che un paese può anche adottare una politica economica autosufficiente, sviluppando un settore come il turismo.

Michel Collon. In effetti, è un problema, e le multinazionali possono fare il loro solito ricatto: “Se volete un aumento di salari, se ne andranno altrove”. E’ una questione difficile, è necessario fare un’analisi concreta delle possibilità. Ma questo dimostra che gli interessi delle multinazionali e quelli delle persone sono in contraddizione: gli uni vogliono salari bassissimi, gli altri una vita dignitosa.

La qualificazione dei tunisini è ampiamente riconosciuta e questi talenti possono essere riorientati in parte o in tutto nel mercato nazionale. Si potrebbero anche sviluppare nuovi settori locali: ci sono tante esigenze non soddisfatte in questo paese! E se i tunisini avranno migliori salari, potranno consumare di più e questi settori potranno essere redditizi.

Mohamed Hassan. Si vuol spaventare la gente sostenendo che, se aumentano i salari, non ci sarà più lavoro. Perché ciò che attrae le potenze straniere è lo sfruttamento attraverso i bassi salari di un popolo colto. Parlano per i loro interessi! Ma il mondo non è solo l’Europa e gli USA! L’India e la Cina rappresentano il 40% della popolazione mondiale …

* da Michel Collon – http://www.michelcollon.info/La-Tunisie-a-des-bas-salaires-et.html?lang=fr

Traduzione dal francese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

 

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