Menu

Siria. Gli Stati Uniti avviano la sanzioni contro Assad e i suoi collaboratori

L’amministrazione Usa ha deciso di imporre sanzioni contro il presidente siriano Bashar al-Assad e sei dei suoi principali collaboratori. L’iniziativa indica una escalation delle pressioni che l’amministrazione Obama sta effettuando da tempo sul governo di Damasco. Il fatto di colpire con le sanzioni direttamente il presidente Assad concretizza l’ammonimento dato dagli Stati Uniti che il tempo per il presidente siriano è ormai ridotto. Secondo la Reuters “Colpire personalmente Assad con sanzioni, cosa che finora Stati Uniti e Ue avevano evitato, potrebbe rappresentare una nuova rottura con Damasco e sollevare domande sul fatto che l’Occidente cerchi la sua rimozione dal potere”.

Le sanzioni, annunciate dal Ministero del Tesoro, congelano tutti i beni di Assad e dei suoi collaboratori negli Usa e in altri luoghi sottoposti alla giurisdizione statunitense. Oltre ad Assad, le sanzioni colpiscono anche il vicepresidente Farouq al-Shara, il premier Adel Safar, il ministro degli interni Mohammad Ibrahim al-Shaar, il ministro della difesa Ali Habib e due capi dell’intelligence siriano. “Le azioni avviate intendono inviare un messaggio inequivocabile ad Assad e ai leader siriani che saranno ritenuti responsabili per la repressione e la violenza in Siria”, afferma una dichiarazione del ministero del Tesoro Usa. “Il presidente Assad e il suo regime devono immediatamente por fine all’uso della violenza – afferma il documento – rispondendo alle richieste del popolo siriano per un governo più rappresentativo avviato sul sentiero di riforme democratiche significative”.

Il presidente siriano Assad era stato parzialmente “riabilitato” in occidente durante gli ultimi tre anni ma adesso Stati Uniti e Unione Europea stanno condannando l’uso della forza per soffocare le proteste. Secondo il giornale arabo Al Watan, Assad ha ammesso in un incontro pubblico che le forze di sicurezza hanno commesso errori nel trattamento delle proteste. Secondo uno dei presenti Assad avrebbe annunciato che circa 4.000 poliziotti sono stati ammoniti affinchè questi “eccessi non si ripetano”. Il problema è che le vittime della repressione nelle manifestazione sono ormai un numero decisamente elevato.

Si apprende intanto che il capo della polizia politica della citta’ siriana di Homs, la terza del paese a nord di Damasco, e’ stato ucciso in un agguato da parte di alcuni miliziani armati. Lo riferisce una fonte militare siriana citata dalla tv satellitare ‘al-Arabiya’. Secondo la fonte, gli aggressori sarebbero poi riusciti a fuggire nel vicino Libano. La notizia e’ stata anche riportata dal sito informativo ‘Syria News’, secondo il quale a essere stato ucciso e’ stato l’ufficiale della sicurezza Muhammad al-Abdallah.

- © Riproduzione possibile DIETRO ESPLICITO CONSENSO della REDAZIONE di CONTROPIANO

Ultima modifica: stampa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *