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Romania: Chevron inizia le perforazioni nonostante le proteste popolari

La compagnia petrolifera statunitense Chevron ha annunciato oggi d’aver avviato le contestatissime perforazioni per la sua prima esplorazione in Romania alla ricerca dello “shale gas”, nonostante la fortissima opposizione da parte dei residenti locali, delle associazioni ambientaliste e di alcune organizzazioni politiche che negli ultimi mesi hanno dato vita a manifestazioni e a blocchi per impedire prima la realizzazione del cantiere e poi l’inizio delle pericolose perforazioni, arrivando anche a tagliare le reti dell’area recintata dalla multinazionale.
“Chevron può confermare che le attività di perforazione sono iniziate presso il suo pozzo” vicino al villaggio di Silistea, in Romania orientale, ha spiegato un portavoce della Chevron che poi ha aggiunto: “L’attrezzatura di perforazione dovrebbe continuare a funzionare fino a che non si raggiungerà la profondità di circa 4mila metri”.
Ma finora i tentativi della multinazionale di partire con le esplorazioni sono stati sospesi per ben due volte alla fine del 2013 a causa delle manifestazioni di opposizione delle comunità locali.
Molti di coloro che vivono e lavorano in quella regione della Romania rurale temono che l’uso del “fracking”, la tecnica di fratturazione, possa provocare danni all’ambiente e alle loro attività, prevalentamente agricoltura e allevamento. E’ provato scientificamente il rapporto tra la pratica della ‘fratturazione’ e l’insorgere di eventi sismici, altro elemento di forte preoccupazione per i residenti.
Il governo di Bucarest ha dato il via libera alle esplorazioni, nonostante il fatto che il primo ministro, quando era all’opposizione, si era espresso contro il progetto.

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