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La malignità dei voli militari russi

La solita “propaganda filorussa” diffonde la versione di Mosca sul “mancato impatto, dalle conseguenze potenzialmente disastrose”, tra un aereo di linea partito da Copenhagen e un caccia russo. Il “mancato disastro” acuisce ovviamente la tensione “innescata dall’incremento esponenziale dell’attività degli aerei da guerra russi”.

Al momento, in attesa della versione ufficiale statunitense sull’accaduto, cui è sempre lecito per la grande stampa far riferimento in casi del genere, ci affidiamo a quella ufficiosa, premurosamente diffusa dai media italiani e da quelli svedesi. E’ quindi d’obbligo riportare esclusivamente le sacrosante parole del Ministro della difesa svedese, Peter Hultqvist, secondo cui il velivolo russo, viaggiando non lontano dalla Svezia, tra la città di Malmö e l’isola danese di Bornholm, anche se in cieli internazionali, aveva il trasponder spento ed è stato identificato solo dopo che intercettori svedesi si sono alzati in volo.

Ora, come era facile immaginare, la maligna propaganda filorussa riporta invece la dichiarazione rilasciata all’agenzia Interfax dal Maggior-Generale Igor Konashenkov, rappresentante del Ministero della Difesa russo, secondo cui “non si è verificato nessun presupposto per un incidente aereo, legato al volo di un aereo militare russo, venerdì 12 dicembre, nei cieli internazionali sopra il bacino del mar Baltico. Il volo è stato effettuato in stretta rispondenza alle regole internazionali sull’uso dello spazio aereo, senza violare le frontiere di altri Stati e a distanza di sicurezza dalle rotte percorse dai velivoli civili. La distanza dalla rotta dell’aereo passeggeri in volo da Copenhagen superava i 70 chilometri. La dichiarazione del Ministro della difesa svedese circa la ‘non visibilità’ dell’aereo militare russo a causa del trasponder spento per i servizi di controllo svedesi è una malignità”, ha detto Konashenkov.

E se fino a qui le dichiarazioni ufficiali russe non potevano far altro che confermare a grandi linee quelle svedesi, ecco che subito dopo affiora la “nota perfidia imperiale granderussa” e Konashenkov sottolinea che i voli degli aerei militari dei paesi Nato negli spazi aerei internazionali lungo le frontiere russe, il cui numero, stando a Interfax (ma si tratta di un’agenzia russa! ndr) è triplicato negli ultimi mesi, vengono sempre effettuati col trasponder spento. “Ma ciò non significa che i servizi di controllo russi non li vedano. Tra l’altro” e qui la perfidia si trasforma in autentica malvagità post-sovietica, “il 12 dicembre, nello stesso spazio, tra l’aereo russo e la rotta del velivolo passeggeri in volo da Copenhagen viaggiava un aereo da ricognizione della Nato RC-135”.

Ovviamente, ma è il caso di ricordarlo, per definizione mai un aereo di un paese della Nato ha causato o potrà mai causare “potenziali” incidenti in cui siano messi in pericolo velivoli passeggeri. E questo le agenzie di propaganda filorussa dovrebbero tenerlo sempre bene a mente.

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