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Muore in un carcere israeliano leader della Jihad palestinese

Uno dei principali esponenti della Jihad islamica in Cisgiordania, lo sceicco Khader Adnan,è  morto in un carcere israeliano dopo uno sciopero della fame protrattosi per 86 giorni. Adnan è stato trovato privo di sensi nella sua cella ed è stato trasferito in un vicino ospedale dove ne è stato confermato il decesso.

Adnan, 44 anni, in passato era stato protagonista di altri scioperi della fame, lo sceicco godeva di grande popolarità nel mondo palestinese.

Domenica, un tribunale israeliano ha rifiutato di rilasciare il palestinese in sciopero della fame, nonostante il deterioramento delle sue condizioni di salute.

In una dichiarazione, la moglie di Adnan, Randa Musa, ha affermato che un tribunale israeliano aveva respinto l’appello presentato per il rilascio su cauzione del marito. La corte aveva fissato un’altra sessione per il 10 maggio.

Dal momento del suo arresto, Adnan è stato portato diverse volte davanti ai tribunali israeliani senza alcuna accusa, ma recentemente l’autorità giudiziaria israeliana ha presentato una richiesta ufficiale chiedendo la sua detenzione per cinque anni.

I familiari di Adnan hanno accusato le autorità israeliane per una serie di gravi negligenze nei suoi confronti. La Jihad islamica ha già accusato Israele di essere responsabile della morte in carcere di Adnan: “Questo crimine – ha avvertito in un comunicato – non passerà senza una reazione”.

La notizia della morte di Adnan è stata immediatamente divulgata dai minareti delle moschee di Gaza.Alcuni razzi sono stati sparati dalla Striscia verso Israele, poco dopo l’annuncio. I razzi sono caduti in zone aperte senza provocare danni né vittime, secondo la radio militare israeliana. In precedenza erano state attivate sirene d’allarme nel kibbutz Saad, nel Negev.

Dura reazione anche dell’Autorità nazionale palestinese (Anp) alla morte dello sceicco Khader Adnan dopo un lungo sciopero della fame condotto nel carcere israeliano di Ramle. Il premier palestinese Muhammed Shtayeh, citato dall’agenzia di stampa palestinese Wafa, ha accusato Israele di aver compiuto “un assassinio deliberato” e di essersi macchiato di negligenze mediche. Il ministero degli Esteri palestinese ha invocato la costituzione di una commissione internazionale di indagine sulle circostanze della morte. Ha anche anticipato che sottoporrà la questione alla Corte penale internazionale. Intanto, in diverse località della Cisgiordania sono stati annunciati scioperi di protesta.

 

 

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