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Notizie discordanti sulla controffensiva ucraina. In Russia contrasti sulla difesa del confine

Le forze armate ucraine avrebbero dato inizio alla tanto attesa offensiva primaverile per la riconquista dei territori occupati dalle forze russe. A sostenerlo è il ministero della Difesa della Russia, che in una nota afferna di aver arginato ieri la prima ondata di una vasta offensiva nella regione di Donetsk: secondo la nota, le forze ucraine hanno attaccato le linee avanzate russe con forze ingenti nell’area di Velyka Novosilka – una sezione del fronte dove le difese russe sono ritenute relativamente vulnerabili – utilizzando ben sei battaglioni meccanizzati e due battaglioni di carri armati. “Questa volta le notizie sono molto più allarmamanti… Come abbiamo scritto in precedenza, quella di ieri è stata solo la prima ondata. L’assalto di oggi è chiaramente più potente” scrive il canale telegram russo Wargonzo.

Secondo il ministero della Difesa russo, artiglieria e campi minati hanno inflitto perdite significative alle forze ucraine, bloccandone l’avanzata. Ciononostante, le forze ucraine sarebbero riuscite a impadronirsi di due piccoli insediamenti lungo la linea di contatto, Neskuchne e Novadarivka.

Il canale russo Intel Slava Z riporta che la mattina del 4 giugno, il nemico ha lanciato un’offensiva su larga scala in cinque settori del fronte nella direzione sud di Donetsk, portando in battaglia le brigate meccanizzate delle riserve strategiche delle Forze Armate dell’Ucraina con il supporto di altre unità e sottounità militari.

“In totale, sono stati coinvolti sei battaglioni meccanizzati e due battaglioni di carri armati nemici. L’obiettivo del nemico era quello di sfondare le difese nel settore ritenuto più vulnerabile del fronte. Il nemico non ha raggiunto i suoi obiettivi e non ha avuto successo. Nel contesto di un’offensiva locale sulla cengia di Vremievsky, all’incrocio tra i settori di Zaporozhye e Yuzhnodonets del fronte, il nemico ha perso una quantità significativa di veicoli blindati trasferiti dagli americani, tra cui gli MRAP” scrive il canale telegram russo.

L’agenzia Reuters riferisce che il rapporto quotidiano dello stato maggiore ucraino afferma solo che ci sono stati 29 scontri di combattimento nelle regioni di Donetsk e Luhansk dell’Ucraina orientale

Una controffensiva delle forze armate ucraine potrebbe aiutare Kyiv a riprendere “territori strategicamente importanti” ora controllati dalla Russia, ha dichiarato alla CNN il consigliere per la sicurezza nazionale USA Jake Sullivan.

Sullivan non ha specificato a quali aree si riferisse, osservando che “dipenderà dagli sviluppi sul campo quando gli ucraini lanceranno questa controffensiva”. “Ma crediamo che gli ucraini avranno successo”, ha detto.

Il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelenskij aveva affermato che l’Ucraina era pronta per una controffensiva. “Secondo me da oggi siamo pronti per farlo. Certe cose non sono come vorremmo, ma non possiamo aspettare mesi. Crediamo fortemente che ce la faremo. Non so quanto tempo ci vorrà ”, aveva detto in un’intervista al Wall Street Journal pubblicata sabato.

Secondo altre fonti l’operazione ucraina sarebbe in corso da diversi giorni. Il 25 maggio il consigliere presidenziale Mykhailo Podoliak aveva dichiarato che “La controffensiva è in corso da diversi giorni e c’è un’intensa  guerra lungo il confine di 1.500 chilometri, ma le azioni sono già iniziate”.

A metà maggio, il Washington Post ha riferito che l’Ucraina stava addestrando unità per attraversare il Dnepr e costruendo chiatte per il trasporto di attrezzature pesanti. Secondo i resoconti dei media, il compito prioritario delle forze armate ucraine è stabilire il controllo delle isole sul fiume.

Allo stesso tempo, il giornale ha osservato che l’esercito russo sta sopprimendo tutti i tentativi delle forze armate ucraine di sbarcare e prendere piede sulla riva sinistra del grande fiume.

Secondo l’agenzia russia Ria-Novosti, le autorità delle regioni di Kherson e Zaporozhye hanno anche avvertito che le forze armate ucraine si stavano preparando a forzare il Dnepr, ma che un tale tentativo finirebbe in un disastro per l’esercito ucraino, poiché l’esercito russo ha eretto potenti strutture difensive sulla riva sinistra del fiume.

Lo statunitense Institute for Study of War riferisce che il 3 giugno il vice ministro della Difesa ucraino Hanna Malyar ha dichiarato che “i piani militari amano il silenzio” e che nel frattempo “discuterà di qualcos’altro“, probabilmente riconoscendo che i funzionari ucraini hanno iniziato a imporre più rigorosamente un regime di silenzio informativo sulle operazioni in preparazione per imminenti controffensive.

Il ministro ucraino degli affari interni Ihor Klymenko ha dichiarato il 3 giugno che l’Ucraina ha formato tutte e nove le brigate della “Guardia offensiva” e che queste formazioni sono pronte a prendere parte alle ostilità.

Finora, i funzionari del regime di Kiev si sono dimostrati ansiosi di minimizzare le aspettative che la controffensiva si risolva in un’unica battaglia decisiva.

D’altra parte, se le linee russe tengono e la controffensiva non riesce a fare una vera svolta, un tale scenario potrebbe segnalare l’inizio di una situazione di stallo militare più profonda, dove nessuna delle due parti è in grado di nuove importanti operazioni offensive” scrive in un reportage dal fronte il giornale ucraino Kyev Indipendent.

Sebbene non sia stata ancora osservata alcuna grande spinta attraverso truppe corazzate, quelle che sembrano operazioni deliberate per “saggiare” le difese delle forze armate russe hanno avuto luogo per tutto il mese di maggio, e non solo nel sud. Ma i risultati sul campo si sono rivelati scarsi.

Secondo le fonti del canale russo Wargonzo, in direzione di Ugledar le forze armate ucraine hanno intrapreso una serie di azioni offensive su questo settore del fronte. I combattimenti attivi si sono svolti a sud-ovest di Ugledar. Attualmente, gli ucraini continuano a raccogliere riserve sulla linea di contatto di Elizavetovka.

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Sul fronte russo si segnalano le affermazioni di Prigozhin di essere disposto a spostare i miliziani della compagnia Wagner a Belgorod per difendere il confine dalle incursioni ucraine.  Prigozhin potrebbe vedere il confine tra Belgorod e Ucraina come una linea del fronte abbastanza facile da difendere, dato che le incursioni in Russia si sono finora verificate su scala estremamente limitata.

Dall’inizio del conflitto, la regione di Belgorod è stata costantemente bombardata dalle forze armate ucraine. Parte dei villaggi di confine sono stati completamente evacuati, gli abitanti della regione si stanno trasferendo a vivere in altre regioni, ma ci sono ancora persone che, nonostante la situazione, rimangono nella regione.

Il dispiegamento delle forze della Wagner al confine di Belgorod consentirebbe a Prigozhin di mantenere la sua posizione di comandante delle forze in prima linea senza le estenuanti richieste di condurre assalti frontali contro città ucraine pesantemente fortificate.

L’apparente minaccia di Prigozhin di intraprendere operazioni militari, anche difensive, sul territorio russo senza il permesso del Ministero della Difesa russo va verificata per distinguere la retorica dai fatti concreti.Ciò implicherebbe che Prigozhin si consideri in grado di utilizzare forze militari a lui fedeli a sua discrezione e al di fuori del controllo dell’attuale ministero della Difesa.

Il primo vicepresidente della Duma della commissione per gli affari della Comunità degli Stati indipendenti (CSI) Konstantin Zatulin ha sottolineato che tra gli obiettivi ufficialmente dichiarati dalla Russia all’inizio dell’invasione dell’Ucraina: “denazificazione, smilitarizzazione, neutralità dell’Ucraina e protezione degli abitanti delle Repubbliche popolari di Donetsk e Luhansk” – nessuno è stato effettivamente raggiunto.

Zatulin ha inoltre osservato che con il progredire della guerra, questi obiettivi hanno cessato di avere un significato effettivo e ha suggerito che le forze russe avrebbero dovuto essere più aggressive negli sforzi per respingere le forze ucraine dai confini degli oblast di Donetsk e Luhansk.

Le osservazioni critiche di Zatulin sono degne di nota considerando che è un collaboratore del Valdai Club, molto vicino al Cremlino, che notoriamente sostiene opinioni complementari al presidente russo Vladimir Putin e alla linea ufficiale del Cremlino.

“L’impatto militare delle operazioni in atto lungo il confine russo-ucraino resta quindi limitato ma quello psicologico e politico appare ben più rilevante” – scrive il sito specializzato Analisi Difesa“Certo gli ucraini hanno già colpito più volte il territorio russo con droni, missili, e sabotaggi ma è la prima volta che migliaia di cittadini russi residenti nel territorio della Federazione vengono costretti a sfollare dagli attacchi delle forze ucraine e dei loro alleati russi che in ogni caso operano in territorio ucraino e sono armati ed equipaggiati da Kiev”.

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6 Commenti


  • matteo

    E se invece questa famigerata controffensiva altro non fosse che un primo tentativo, allo stadio embrionale, di un’invasione vera e propria della Russia da parte della NATO… mediante l’Ucraina?


    • Redazione Roma

      La vediamo dura


  • Mara

    Secondo me non è peregrina l’idea che la nato voglia invadere la Russia tramite l’Ucraina. Altrimenti perché avrebbe messo basi nato nelle nazioni ex patto di Varsavia e alcune regioni asiatiche rompendo gli accordi fatti con Gorbaciov dopo la caduta del muro di Berlino :da chi si sarebbero dovuti difendere visto che era stata concessa a quei paesi indipendenza dalla stessa Russia.? Inoltre gli Usa ha no voluto ritirarsi dagli accordi più importanti per la non proliferazione delle armi nucleari che ora che è in atto questa guerra che gli Usa appoggiano per la parte Ucraina vorrebbero riammettere tali accordi forse per togliere alla Russia l’unica arma che fa loro paura cioè il possesso dell’arma nucleare senza la quale a pare mio avrebbero invaso da un bel pezzo quel paese.


    • Redazione Contropiano

      Non è mai solo questione di intenzioni (quelle ci sono, certo), ma di numeri e mezzi. Le guerre sono scontro di forze, e quelle sono abbastanza chiare…


  • Gianfranco

    Secondo il canale ufficiale del Ministero della Difesa Russo (attendibile ?) l’offensiva continua.
    In direzione sud-Donetsk il gruppo Vostok avrebbe fermato gli Ucraini infliggendo perdite per 1500 militari ed una 30ina di carriarmati, fra cui 8 Leopard. A quanto pare i famosi leopard cominciano ad essere impiegati (e persi). Nessuna cifra, come sempre del resto, sulle perdite subite dai Russi. Quanto agli arretramenti fatti dalle truppe Russe, sembra in realtà che siano trappole preparate per portare le punte avanzate ucraine nelle zone di tiro dell’artiglieria.


  • Mara

    La guerra in Ucraina è ormai un buco nero che risucchiera tutto e tutti se non si approntano da subito negoziati di pace.

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