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Gaza. Scambio prigionieri rinviato. Arrestato direttore ospedale Al Shifa

Il responsabile del Consiglio di sicurezza nazionale, israeliano, Tzachi Hanegbi, ha smentito le anticipazioni dei media che davano già per oggi la liberazione dei primi ostaggi israeliani e ha spiegato che sarà venerdì, il primo giorno utile in cui ci potrà essere lo scambio. Nella nota diffusa dall’ufficio del premier, Hanegbi ha tuttavia assicurato che i negoziati per il rilascio degli ostaggi “stanno continuando”.

“Non c’è motivo di preoccuparsi. Il ritardo non deriva da una rottura dei colloqui, ma piuttosto dalla necessità di risolvere le questioni amministrative che sono in fase di risoluzione”, ha assicurato ad Haaretz una fonte israeliana vicina alla trattativa.

Il rappresentante di Hamas, Moussa Abu Marzouk, aveva dichiarato in un’intervista ad Al Jazeera che la tregua temporanea concordata tra il gruppo palestinese e Israele sarebbe entrata in vigore da questa mattina alle 10.00 (ora italiana). L’annuncio era arrivato dopo che Israele aveva raggiunto un accordo con Hamas per una sospensione di quattro giorni dei combattimenti e il rilascio di almeno 50 dei circa 240 ostaggi rapiti da Hamas il 7 ottobre, in cambio del rilascio di 150 minorenni e donne palestinesi detenuti nelle carceri israeliane.

Secondo Al Jazeera, a partire da ieri sera, Hamas si è impegnato a fornire ogni giorno agli israeliani una lista di circa 10 nomi di persone che verranno rimpatriate da Gaza. Gli ostaggi verranno consegnati alla Croce Rossa che, a sua volta, li porterà a Sud, fino al valico di Rafah, attraverso l’Egitto e poi a casa in Israele. Il primo elenco dei nomi degli ostaggi è stato fornito agli israeliani ieri sera. 

Secondo una fonte governativa citata dal “The Times of Israel” gli ostaggi non dovrebbero essere rilasciati tutti insieme, ma dilazionati in gruppi di 12-13 al giorno, se reggerà il cessate il fuoco. Nello specifico, l’ufficio del primo ministro di Israele ha disegnato un protocollo in cinque punti. In primo luogo gli ostaggi dovranno essere consegnare alla Croce Rossa e da questa all’esercito di Israele. 

Secondo Haaretz, l’accordo tra Israele e Hamas prevederebbe il rilascio di 30 bambini, 8 madri e altre 12 donne israeliane prese in ostaggio durante l’attacco del 7 ottobre in cambio di 150 prigionieri palestinesi. Secondo i media israeliani, si tratterebbe di uno scambio di donne e bambini.

Secondo l’Associazione Addammer per il sostegno ai prigionieri palestinesi e i diritti umani, ci sono attualmente 7.000 prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane, tra cui 2.070 detenuti amministrativi, tra cui 200 minorenni e 62 donne.

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Gaza. Gli israeliani arrestano il direttore dell’ospedale Al Shifa, evacuazione forzata dell’ospedale indonesiano

L’esercito israeliano ha ordinato questa mattina a operatori sanitari e pazienti di evacuare l’ospedale indonesiano nel nord della Striscia di Gaza entro quattro ore. Lo ha dichiarato all’emittente panaraba di proprietà qatariota “Al Jazeera” Munir al Bursh, direttore generale del ministero della Sanità di Gaza. Al Bursh ha anche aggiunto che “i bombardamenti intorno all’ospedale continuano da tutti i lati”, mentre “all’interno della struttura medica assediata ci sono 65 cadaveri che non possono essere seppelliti”. Inoltre, circa 200 pazienti sono rimasti all’interno della struttura “dopo che ieri ne sono stati evacuati circa 450”.

Un medico dell’ospedale Shifa di Gaza City ha detto all’AFP che il direttore della struttura e diversi altri membri del personale medico sono stati arrestati oggi dalle forze israeliane.

“Il dottor Mohammad Abu Salmiya è stato arrestato insieme a molti altri medici di alto livello”, dice Khalid Abu Samra, capo dipartimento dell’ospedale, che è stato uno dei principali obiettivi dell’operazione israeliana a Gaza.. Un rapporto dell’emittente pubblica israeliana Kan afferma che Abu Salmiya è stato interrogato dallo Shin Bet e dall’intelligence dell’IDF, e la radio dell’esercito riferisce che è stato arrestato mentre si stava muovendo per evacuare nel sud della Striscia.

Le autorità di Gaza hanno aggiornato intanto a 14.128 il numero dei morti palestinesi, tra cui almeno 5.600 minori e 3.550 donne, dall’inizio del conflitto con Israele lo scorso 7 ottobre. I feriti sono almeno 33 mila. 

Siamo ormai alla soglia di “dieci palestinesi uccisi per ogni israeliano ucciso”. Una proporzione che nella storia dell’Europa ricorda le pagine peggiori.

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Israele: “Continuiamo l’operazione militare a Gaza”. Scontri con la resistenza palestinese

Il capo di stato maggiore delle forze armate israeliane, Herzi Halevi, ha affermato che l’esercito “non sta ponendo fine alla guerra”.

“Stiamo cercando di collegare gli obiettivi della guerra, in modo che la pressione dell’operazione di terra porti anche alla capacità di raggiungere anche l’obiettivo di questa guerra, di creare le condizioni per il rilascio degli ostaggi rapiti”, ha detto Halevi ai comandanti durante una visita nella Striscia di Gaza. “Non stiamo ponendo fine alla guerra. Continueremo fino a quando non saremo vittoriosi, andando avanti e continuando a colpire Hamas in altre aree”.
Sul piano degli scontri militari, le Brigate Al Qassam (braccio militare di Hamas) hanno fatto sapere in un comunicato che sono stati presi di mira con proiettili tandem e RPG quattro veicoli militari israeliani negli assi di avanzamento a Beit Hanoun, a ovest di Beit Lahia, e nelle vicinanze delle Sheikh Zayed Towers nel nord della Striscia di Gaza.”Nell’arco di ore oggi, i nostri combattenti hanno preso di mira 11 diversi veicoli militari sionisti con proiettili tandem e dispositivi di guerriglia nelle aree di incursione ad Al-Zaytoun, Tal Al-Hawa, Al-Shati’, Sheikh Radwan e nell’area di Juhr Al-Dik”.

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Cisgiordania. Demolite case palestinesi vicino Hebron

Le forze di occupazione israeliane hanno demolito sei case di proprietà palestinese e un fienile a Masafer Yatta, a sud di Hebron.
Il coordinatore dei Comitati popolari per la resistenza al Muro e agli insediamenti nel sud di Hebron, Ratib al-Jabour, ha dichiarato all’agenzia Wafa che le forze di occupazione hanno demolito sei abitazioni di latta e un fienile per le pecore, nel villaggio di Shaab al-Batam, a est di Yatta, appartenenti ai cittadini Ishaq Mahmoud al-Jabarin e Ibrahim Jibreen al-Jabareen, e che ospitano circa 20 persone. Le persone sono state lasciate all’aperto dopo la demolizione delle loro case.
Al-Jabour ha aggiunto che l’obiettivo della demolizione è quello di espandere l’insediamento israeliano illegale di Avigal, adiacente al villaggio, che è stato costruito su terreni e proprietà dei cittadini a sud di Hebron.

Nella stessa zona i coloni israeliani hanno costruito mercoledì una strada che collega un nuovo avamposto stabilito a Wadi al-Hamat con il villaggio di Birin e l’insediamento illegale di Bani Hever, stabilito su terre e proprietà di cittadini a sud della città di Bani Naim, a est di Hebron.
I coloni del suddetto avamposto e della colonia hanno preso d’assalto le terre dei cittadini nel villaggio di Birin, hanno trattenuto per ore tre membri della famiglia Al-Faqir e hanno impedito loro di coltivare le loro terre, con l’obiettivo di rubarle per espandere gli insediamenti intorno a Hebron.

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Libano. Continuano gli scambi di colpi sulla zona di confine con Israele

Le sirene stanno suonando questa mattina in diverse comunità israeliane dell’Alta Galilea, vicino al confine con il Libano.

Gli allarmi sono stati attivati a Yir’on, Dovev, Baram, Kerem Ben Zimra, Dalton, Sassa, Zivon, Jish, Safsufa, Or HaGanuz, Biriyeh, Kadita, Bar Yochai, Rehaniya, il centro regionale di Marom HaGalil e la zona industriale di Ramat Dalton. Non ci sono segnalazioni immediate di feriti o danni. Hezbollah afferma di aver lanciato una cinquantina di razzi e di aver preso di mira la postazione militare israeliana di Birkat Risha.

Le Forze armate israeliane affermano di aver effettuato un attacco di droni e un bombardamento di artiglieria contro una squadra di missili anticarro di Hezbollah nel sud del Libano, vicino alla comunità settentrionale di Zar’it. 

 

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