Cecilia Sala è chiaramente stata arrestata come ritorsione per l’arresto – illegale – dell’ingegnere iraniano Mohammad Abedini Najafabadi, bloccato il 16 dicembre scorso su ordine della giustizia americana all’aeroporto di Malpensa.
L’accusa, per lui, mossa da Washington, è di “traffico d’armi”. Ma è un’accusa farlocca, senza alcuna base giuridica.
L’ingegnere lavora per lo Stato iraniano: se lo Stato iraniano vende armi a un paese terzo (poniamo la Russia o l’India), questo non è un reato di “traffico d’armi”, è un libero commercio garantito dal WTO e dalle leggi internazionali, che piaccia o non piaccia all’America.
Se vendere armi da uno Stato all’altro fosse un reato, allora ci dovrebbe essere un ordine di arresto per Biden e per tutti i presidenti americani, che sono i maggiori venditori di armi del mondo.
Aggiungo, per quelli che dicono che “l’Iran viola le sanzioni”: le sanzioni sono un atto politico, arbitrario, non giuridico, in altre parole non sono una legge.
Anzi, per la giurisprudenza internazionale le sanzioni sono addirittura fuorilegge se attuate al di fuori di un mandato dell’ONU, come avviene in questo caso. Quindi se non c’è una legge, non c’è alcun reato.
La verità è che gli americani vogliono interrogare, con le buone o con le cattive, l’ingegnere iraniano per conoscere i segreti dei droni iraniani, come li fabbricano, dove, se li vendono alla Russia, ecc.
Questa è la vera ragione. L’arresto dell’ingegnere è un sequestro di persona, non un arresto: è un atto di pirateria di Stato.
* da Facebook – Paolo Di Mizio è stato per 20 anni un giornalista e vicedirettore del Tg5

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Mara
Auguro all’ingegnere iraniano venga liberato in Italia e non estradato negli Usa insieme alla liberazione di Cecilia Sala.
Andrea Graziani
Tuttavia l’accusa principale all’ingegnere iraniano insieme al suo partner arrestato in USA lo stesso giorno, è quella di aver fornito ai pasdaran tecnologia USA (il software di navigazione di droni e missili, che per legge non può essere esportata dagli USA e non può essere fornita a organizzazioni terroristiche, come i pasdaran.
Redazione Contropiano
Come spiega persino il Corriere della Sera i pasdaran iraniani sono definiti “organizzazione terroristica” solo dagli Usa e dal Canada.
Non dall’Unione Europea, per esempio. E tanto meno dal resto del mondo.
Un po’ meno servilismo verso gli Stati Uniti e i loro diktat aiuta a vivere meglio, in pace con la coscienza e un po’ di rispetto per la propria intelligenza.