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Centinaia di leader politici e sociali di 68 Paesi si uniscono contro le minacce imperialiste

Un incontro che ha attraversato confini e continenti, unendo 534 leader e rappresentanti di partiti e movimenti sociali provenienti da 68 Paesi del mondo (per l’Italia Luciano Vasapollo della Rete dei Comunisti, Rita Martufi cofondatrice del Capitolo italiano della REDH, il direttore di FarodiRoma Salvatore Izzo e i rappresentanti dei giovani dei movimenti OSA e Cambiare Rotta). Una giornata di riflessione e di azione collettiva, che ha ribadito con forza un messaggio chiaro: la verità e la dignità dei popoli non possono essere silenziate.

La denuncia delle Madres Heroínas

Uno dei momenti più forti dell’incontro è stata la voce del “Movimiento de las Madres Heroínas”, che ha denunciato il sequestro di oltre 60 bambini da parte degli Stati Uniti. Una violazione gravissima dei diritti umani, che colpisce l’infanzia e la dignità delle famiglie. L’appello è stato unanime: questo crimine deve essere visibilizzato e condannato in tutto il mondo, senza zone d’ombra né silenzi compiacenti.

America Latina minacciata: la Zona di Pace sotto attacco

I partecipanti hanno espresso preoccupazione per le nuove mosse di Washington, che mira a “sabotare la Proclama de América Latina y el Caribe como Zona de Paz”, firmata a L’Avana nel 2014. Le interferenze e le pressioni statunitensi evocano scenari che si credevano superati: invasioni, colpi di Stato e tutela coloniale. La risposta dei movimenti è stata ferma: la pace conquistata dai popoli latinoamericani non può essere messa in discussione.

L’aberrazione contro Maduro

Ampia indignazione ha suscitato la **dichiarazione di Pamela Bondi**, che ha annunciato una **ricompensa di 50 milioni di dollari per la cattura del presidente Nicolás Maduro**. Una proposta definita *“aberrante sul piano giuridico e politico”*, che non solo colpisce il Venezuela, ma offende l’intera regione impegnata nella difesa della sovranità e del diritto internazionale.

Divisioni seminate dall’imperialismo

Altro tema discusso è stato il nuovo tentativo di infiltrazione attraverso **ONG finanziate e dirette dall’estero**, che cercano di strumentalizzare figure un tempo vicine alla sinistra per generare divisione nei movimenti popolari. Una strategia “riciclata” che, secondo i partecipanti, rivela la debolezza di chi non riesce a piegare la volontà dei popoli uniti.

Solidarietà che non si compra

Il messaggio finale dell’incontro è stato netto: “la solidarietà internazionale non si vende e non si arrende”. Al contrario, cresce di fronte ad ogni aggressione. La voce dei popoli liberi si leva con più forza, in difesa della pace, della giustizia sociale e della sovranità.

Un impegno che non riguarda solo l’America Latina, ma ogni angolo del pianeta dove la dignità umana viene minacciata.

* da Il Faro di Roma

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