Il presidente russo Vladimir Putin ha inviato alla Duma – ieri, giovedì 16 – l’accordo di associazione strategica e cooperazione con il Venezuela per la sua ratifica finale.
Il documento presentato al Parlamento russo si intitola “Accordo tra la Federazione Russa e la Repubblica Bolivariana del Venezuela sull’associazione strategica e la cooperazione” ed è stato originariamente firmato a Mosca il 7 maggio 2025.
L’accordo amplia l’interazione tra i due Paesi in ambito politico ed economico, compresi i settori dell’energia, dell’estrazione mineraria, dei trasporti e delle comunicazioni, nonché della sicurezza e della “lotta al terrorismo”.
Come riporta l’agenzia Tass, l’accordo “creerà nuovi meccanismi di coordinamento in tutta l’agenda bilaterale, nonché nelle questioni internazionali e regionali di attualità di reciproco interesse“.
Il Parlamento venezuelano ha già ratificato il documento lo scorso 30 settembre e il 7 ottobre il presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, lo ha promulgato ufficialmente.
Caracas ritiene che le relazioni tra i due Paesi siano sempre più solide e fruttuose. Il deputato chavista Roy Daza ha affermato che tutto questo “ha a che fare con il nuovo momento della geopolitica mondiale”.
Le difficoltà dell’amministrazione Trump di mantenere le promesse sbandierate in campagna elettorale e in questi primi mesi di presidenza hanno riacceso i riflettori dell’imperialismo yankee sull’ex giardino di casa.
Al largo del Venezuela infatti è più di un mese che sono presenti navi da guerra statunitensi, le quali con la scusa della “lotta al narcotraffico” hanno già causato 30 morti civili nel silenzio-complicità della comunità internazionale.
È appena il caso di ricordare che in nessuna relazione della Commissione Onu sul traffico internazionale di sostanze stupefacenti il Venezuela viene citato come “Paese di rilievo” per la produzione o anche solo il transito di tali sostanze.
L’accordo allora si innesta in questa congiuntura internazionale e in concreto fa riferimento al “carattere irreversibile del processo di instaurazione di un ordine mondiale giusto, sostenibile, multipolare, basato sul diritto, sulla sovranità e sull’uguaglianza degli Stati“, ha dichiarato Roy Daza.
La Federazione russa continua a sostenere diplomaticamente il Venezuela sulla scena internazionale, mentre Maduro da parte sua non perde occasione di portare la rivoluzione bolivariana in tutti gli appuntamenti internazionali che pongono al centro la liberazione dall’unipolarismo amerikano.
Inoltre, è notizia dello scorso luglio che la società russa Rostec ha annunciato la costruzione di una fabbrica di munizioni per fucili d’assalto Kalashnikov proprio in Venezuela, ponendo il Paese caraibico sulla scia di alleanze strategiche siglate dalla Russia con alleati come la Corea del Nord e l’Iran.
Esempi di come il multipolarismo, e i conseguenti scossoni prodotti dalla perdita di egemonia degli Stati Uniti, sia una realtà dei rapporti di forza internazionali.
Fonti: TeleSur, SwissInfo.
- © Riproduzione possibile DIETRO ESPLICITO CONSENSO della REDAZIONE di CONTROPIANO
Ultima modifica: stampa
