La Corte Suprema di Panama ha stabilito che la concessione dei porti di Balboa (lato Pacifico) e Cristobal (lato Atlantico) alla compagnia CK Hutchinson è incostituzionale. La decisione, arrivata nella tarda serata di giovedì, segna un passaggio centrale nel braccio di ferro sul Canale che si è aperto più o meno un anno fa tra Washington e Pechino.
Al centro della disputa c’era un contratto della Panama Ports Company (PPC), sussidiaria del gruppo di Hong Kong. La PPC, negli anni Novanta, aveva stipulato un contratto per la gestione dei terminal in quesstione, che si è rinnovato automaticamente nel 2021. Secondo la Corte panamense, gli atti alla base della concessione violano la Costituzione del paese.
Tra i motivi addotti dai giudici ci sono anche le addotte irregolarità fiscali. Infatti, l’equivalente della Corte dei Conti di Panama afferma che la società cinese non avrebbe versato le tasse dovute, con errori contabili che avrebbero causato al paese centro-americano una perdita di circa 300 milioni di dollari dal rinnovo del 2021 e di ben 1,2 miliardi di dollari durante i primi 25 anni del contratto.
Il Presidente di Panama, José Raúl Mulino, ha sostenuto apertamente che tali contratti fossero contrari agli interessi del paese. La sentenza non è però semplicemente un pronunciamento giudiziario, ma è il risultato di uno scontro politico in cui gli Stati Uniti hanno fatto pesanti pressioni su Panama, fino a ottenere di farci tornare in pompa magna persino i propri militari.
Appena arrivato alla Casa Bianca, Trump aveva sollevato il nodo del Canale, a suo avviso controllato dal Partito Comunista Cinese (in questo caso, da una società di Hong Kong, che non è esattamente la stessa come dovrebbe sapere bene The Donald) che lo usava come arma contro gli interessi stelle-e-strisce.
Le sollecitazioni avevano portato infine la CK Hutchinson a vendere la gestione di vari porti a una cordata guidata da Blackrock e MSC, ma Pechino aveva fermato la transazione attraverso un provvedimento dell’Antitrust. Lo stallo è stato superato per iniziativa panamense, ma è chiaro che questa è stata dettata dalle minacce della nuova dottrina Monroe di Washington, il cui risultato si è già visto col rapimento del presidente del Venezuela Nicolas Maduro.
Con questa nuova evoluzione, la CK Hutchinson perde un suo asset fondamentale. Dalla società hanno immediatamente dichiarato che la sentenza è “priva di fondamento giuridico e mette a repentaglio non solo la PPC e il suo contratto, ma anche il benessere e la stabilità di migliaia di famiglie panamensi che dipendono direttamente e indirettamente dall’attività portuale“.
Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Guo Jiakun, ha affermato che il governo “adotterà tutte le misure necessarie per salvaguardare con risolutezza i diritti e gli interessi legittimi delle aziende cinesi“. Ma è innegabile che, per ora, l’amministrazione Trump sembra essere riuscita a strattonare il Dragone e a ottenere quel che voleva.
Difatti, con la sentenza il piccolo paese americano è ora costretto a ristrutturare una parte importante delle sue operazioni portuali legate al Canale, dove passa un terzo delle merci globali, di cui un quinto è Made in China. Dovrebbero essere indette nuove gare d’appalto, aprendo la strada a operatori che potrebbero essere più graditi a Washington. Il governo panamense, inoltre, ha già bandito un’asta per la costruzione di altri due porti e di un nuovo gasdotto strategico.
Tutti settori in cui le compagnie stelle e strisce potrebbero farla da padrone, segnando una nuova ondata neocoloniale in linea con il dominio sull’emisfero occidentale che Trump ha dichiarato essere al centro della propria politica estera.
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Ugo Ciurlo
trovo che sia giusto rivedere le condizioni attuali Cinesi circa l’ amministrazione del Canale. in questo momento sembra che i Cinesi abbiano il controllo del Canale, sarebbe bene seguire quanto dice la Corte Suprema di Panama.per me i cinesi sono molto seri, ma credo che cambiare il.controllo sarebbe conveniente per Panama e per le Americhe
Redazione Contropiano
Solo per gli Usa… Alle Americhe non va mai un soldo, semmai glielo levano.
Loris
L’america è al collasso
Giampiero Spinelli
è senz’altro un nuovo tassello di quanto dichiara lo stesso periodico. un nuovo punto a favore del Capitale usz e del dio approccio vetero coloniale. un altro elemento di grave vulnus a Cuba e la sua autonomia. Le risposte vanno individuate con urgenza e mi aspetto che i Paesi dell’Africa Australe intervengano quanto prima.
Vi sono altre riflessioni e proposte da attuare.
È anche chiaro che l’asse BRICS sta subendo un poderoso attacco senza reagire gran chę.
Carlo Gozzini
tramp è il nuovo dittatore e sta sconvolgendo tutto il mondo speriamo che non ci porti alla 3 guerra mondiale
SILVANO NALIN
La dottrina Monroe, America First. tutta fuffa ai danni di chi non sta con loro.
Luigi
i soliti capitalisti globalisti con il cu*o degli altri, fino a quando non possono più fare come vogliono e allora si incazzano. ma tanto, gli USA sono comunque destinati al declino e i cinesi gli faranno sempre il cu*o! ahahahahahahah!!!!
Maurizia pertegato
I cinesi possono, per ritorsione vendere I buoni del tesoro USA, come han fatto già norvegesi e altri. Donald e Blackrock fanno i furbi ma li può costare caro
Cristian
CK proprietaria di WindTre in Italia. Ma quanti affari hanno nel mondo questi ?
Cosmo Damiano Paterno’
le stelle e strisce: arrivano i nostri!
gli altri stanno a guardare e… subire!
Antonio
vediamo di dare più diritti a chi la progettato e costruito in due tranche subendo molti morti per malaria (26.000 circa)
Redazione Contropiano
Gli Usa hanno sfruttato il canale per decenni… e i morti sono stati tutti operai locali. Non servono altri avvocati per gli yankee…