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La scelta di campo: Cuba o Stati Uniti 

Nella complessa scacchiera della storia contemporanea, arriva sempre un momento in cui la neutralità cessa di essere una posizione comoda e diventa, di fatto, un’omissione di responsabilità. È il momento della scelta di campo.

Oggi più che mai, decidere da che parte stare non è solo un esercizio di politica estera, ma una dichiarazione di valori umani. Da un lato abbiamo l’egemonia di un sistema che troppo spesso ha anteposto il profitto alla dignità; dall’altro c’è l’isola di Cuba, che nonostante un assedio economico decennale, continua a resistere con una dignità che interroga le coscienze di tutto il mondo.

Perché la scelta è chiara

Schierarsi al fianco di Cuba rivoluzionaria significa riconoscere che un altro mondo è possibile. Nonostante le narrazioni distorte, i fatti parlano di un popolo che ha saputo trasformare la scarsità in solidarietà creativa.

Il Faro della Speranza: Cuba non ha esportato armi, ma medici. In ogni angolo del pianeta dove la sofferenza chiamava, i camici bianchi cubani hanno risposto, portando vita dove c’era abbandono.

La Sovranità come Libertà: essere con Cuba significa difendere il diritto di ogni nazione di autodeterminare il proprio destino, senza inchinarsi ai diktat di potenze che usano sanzioni e blocchi come strumenti di soffocamento.

La Resistenza Culturale: Cuba rappresenta la prova vivente che l’istruzione e la salute universale non sono “servizi”, ma diritti inalienabili che devono restare fuori dalle logiche di mercato.

L’impegno concreto: la manifestazione dell’11 aprile

L’Italia, insieme a molti altri popoli del mondo, sente un legame profondo con l’isola. Non è solo una questione di affinità elettive, ma di profonda gratitudine. Ricordiamo bene quando, nel momento più buio della nostra storia recente, sono state le mani dei medici cubani ad aiutarci a rialzarci.

Ed è proprio per questo motivo che, come Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba, abbiamo indetto la manifestazione dell’11 aprile. Un appuntamento cruciale che ha raccolto un consenso straordinario e trasversale:

Personalità: hanno aderito decine e decine di nomi illustri del mondo della cultura, dello spettacolo, della politica, del mondo accademico, dello sport e del giornalismo.

Realtà Sociali: al nostro fianco camminano organizzazioni politiche, associazioni di solidarietà, movimenti, sindacati di base e innumerevoli altre realtà della società civile.

La solidarietà con Cuba è la scelta di chi crede nella fratellanza dei popoli contro l’isolamento dei muri. Schierarsi con l’isola significa stare dalla parte della luce, di quella speranza che rifiuta di spegnersi e che continua a indicare una rotta di emancipazione e giustizia sociale.

“Essere solidali con Cuba non è solo un atto politico, è un dovere morale verso chiunque sogni un domani dove la dignità umana sia il vero motore della storia.”

In questo bivio epocale, la nostra scelta è fatta: al fianco di chi resiste, al fianco della libertà autentica, al fianco di Cuba. Ci vediamo l’11 aprile!

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