Una delegazione della Banda Bassotti e della Carovana Antifascista si trova in Libano di nuovo sotto le bombe israeliane nonostante il cessate il fuoco.
Mercoledi sera alle 20 le bombe sioniste sono tornate a cadere a Beirut. Parlando con la gente di qui, nessuno si aspettava un nuovo attacco israeliano sulla capitale libanese. Quella sorta di trattativa aperta tra gli USA e l’Iran, teneva le bombe lontano da Beirut.

Ma ieri sera Israele ha cercato di assassinare Malik Balouth, Comandante delle Forze Speciali degli Hezbollah. In questo mondo quando Israele cerca di assassinare qualcuno, bombarda interi palazzi.
Questo è di fatto il primo bombardamento sulla capitale libanese dopo il cessate il fuoco del 16 aprile
In questi giorni a Beirut la delegazione ha visitato la tomba di Franco Fontana, conosciuto come il ‘compagno Joseph’,
A metà degli anni ‘70 si era unito in Libano, al Fronte Democratico per la Liberazione della Palestina (Fdlp), andando a combattere a fianco dei palestinesi. Nel 1982 era poi tornato in Italia.
Dopo più di 30 anni era tornato in Libano e la sua volontà era di essere seppellito insieme ai combattenti palestinesi. La sua tomba è nel campo di Chatila nel Cimitero dei martiri della Rivoluzione palestinese.
Nello stesso campo oggetto dei massacri falangisti e israeliani del 1982, la delegazione si è incontrata con Naji Dawali, presidente del Comitato Popolare che gestisce le varie problematiche del Campo di Chatila. La delegazione ha poi visitato il campo profughi palestinese di Burj el Barajneh.

Venerdi la delegazione ha incontrato George Abdallah il militante antimperialista rinchiuso per decenni anni nelle carceri francesi e liberato nel 2025. La Francia dopo più di 40 anni l’ha scarcerato e lo ha subito espulso verso il Libano.
Giovedi eravamo stati nel sud del Libano a cercare testimonianze sui crimini di guerra commessi dall’esercito israeliano.
Mentre eravamo sulla strada del ritorno diretti a Beirut, una notizia arriva al telefono del giornalista che ci accompagna. Un missile ed un drone avevano appena colpito una casa nel suo piccolo paese di origine.
La notizia ci arriva senza molte altre spiegazioni. Così mentre eravamo sulla via del ritorno, prendiamo una svincolo per dirigerci al paese dove ancora risiede la famiglia del giornalista.
Qui moltissimi abitanti hanno abbandonato le proprie abitazioni. Spinti dalla guerra e dai continui proclami del governo di Netanyahu che incita le popolazioni del sud del Libano ad abbandonare le proprie case.
Per arrivare a Doueir, attraversiamo alcuni piccolissimi paesi deserti. Così improvvisamente faccio caso che non vedo più nessuno per strada. Tutti negozi chiusi, nessun abitante visibile.
Città fantasma le definirei. Appena entrati nel paese ci infiliamo su una stradina che costeggia un cimitero distrutto dai bombardamenti.
Di lato al piccolissimo cimitero vediamo due ragazzi che ci fanno segno di andare avanti e di non ostruire la stradina. Devono arrivare mezzi di soccorso…Meno di 50 metri e parcheggiamo di lato ad una casa distrutta. Vediamo fumo e pietre ovunque. Ci sono persone che si muovono velocemente e subito dietro a noi arriva un ambulanza.
Il missile israeliano era arrivato da meno di un ora e aveva distrutto la casa. Chiedendo notizie dell’esplosione, ci dicono che ci sono due morti sotto le macerie. Forse anche una bambina. Ci chiedono di non fare foto e non fare riprese. Mentre prendono ferri da lavoro per tirare fuori dalle macerie, ci suggeriscono ancora una volta di non muoverci.
Cosi ci fermiamo una decina di minuti di lato alla casa colpita, ma impossibilitati a fare qualsiasi cosa, decidiamo di andare via. Di contorno a tutto questo, si ascoltavano distintamente suoni sordi di esplosioni.
Arrivati a Beirut ci arriva la notizia che poco dopo la nostra uscita di scena, un altro missile aveva colpito la casa vicina e un drone aveva ucciso due ragazzi su una moto. E sembra anche sia stato assassinato uno dei soccorritori che avevamo visto poco prima. Qui le notizie arrivano talmente di corsa che non abbiamo notizie certe sull’accaduto né tempo né voglia per verificare. Quello che abbiamo visto ci è sufficiente.
Da queste parti un paio di cose sono certe. Qui in Libano la tregua non esiste. E i civili, le case, le ambulanze, le scuole sono obbiettivi primari per l’esercito sionista.
Siamo stati testimoni diretti degli omicidi sui civili.
I crimini sui civili sono vietati ovunque. Chiediamo ai governi di fermare questa pratica criminale!








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