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La “soluzione” al problema di Gaza è ben avviata

Israele ha un piano postbellico per Gaza. L’idea che ne fosse privo era un grave errore. Vorrei che questo piano non esistesse. Lontano dall’attenzione dell’opinione pubblica globale e israeliana, l’attuazione della fase successiva della strategia graduale di Israele è già in pieno svolgimento.

Ora che il Genocidio ha fatto il suo corso e la Striscia è stata quasi completamente distrutta, Israele sta avanzando con sicurezza verso la fase successiva del piano: rendere l’intera popolazione di Gaza permanentemente disabile, ferita, malata, affamata, senza casa e disoccupata.

Una volta che la popolazione di Gaza sarà ridotta a una massa disomogenea senza una società organizzata, senza servizi di base, istituzioni essenziali e, naturalmente, senza un governo, la completa disgregazione del tessuto sociale renderà più facile per Israele passare alla fase successiva, che non ha mai abbandonato, la fase dell’espulsione. Solo allora il problema di Gaza sarà finalmente risolto. Solo in questo modo

Un chiaro eco di questo piano si è potuto sentire la scorsa settimana nelle dichiarazioni dei suoi due architetti ed esecutori: il Primo Ministro Benjamin Netanyahu ha affermato che la sua “direttiva” è quella di espandere al 70%, dal 60%, l’area della Striscia controllata da Israele. Il Ministro della Difesa Israel Katz ha scritto su X: “Abbiamo promesso che Hamas non governerà Gaza né civilmente né militarmente, e così faremo.

Anche il piano di migrazione volontaria sarà attuato, tutto al momento opportuno e nel modo opportuno”. In altre parole, i gazawi saranno trasformati in un “gregge” che sarà facile trasportare lontano “al momento opportuno e nel modo opportuno”. Dopotutto, l’ordine deve essere mantenuto.

L'”eliminazione del Regime di Hamas” a Gaza non mira solo a questo obiettivo. Poiché Israele si è categoricamente opposto al governo di Gaza da parte di qualsiasi ente palestinese, né l’Autorità Palestinese, né un’organizzazione internazionale, né nulla, e non è nemmeno disposto a governare la Striscia stessa, il segreto è svelato: Israele non vuole che nessuna organizzazione governi a Gaza.

Vuole 2 milioni di persone in tende. Renderà più facile la loro espulsione. Quando Katz dice che Hamas non governerà la Striscia civilmente, sa benissimo che non c’è nessuno che possa governare Gaza tranne Hamas, né ci sarà, almeno non nel prossimo futuro. L’unica alternativa al governo civile di Hamas al momento è l’anarchia. Quel caos è un bene per Israele e per la realizzazione del suo piano.

La propaganda israeliana può continuare a urlare che Gaza è uguale ad Hamas e che Hamas è uguale a terroristi. Ovviamente è una bugia. Non solo non tutti a Gaza sono di Hamas, ma non tutti coloro che vengono definiti come membri di Hamas sono terroristi.

Israele sa benissimo che decine di migliaia di insegnanti, medici, agenti di polizia e funzionari governativi i cui stipendi provengono dal governo di Hamas non sono terroristi. Definirli tali ha permesso a Israele di ucciderne migliaia, con l’etichetta di “terroristi”.

I vigili urbani, i contabili e gli insegnanti non sono terroristi e non possono essere condannati a morte. La loro uccisione è stata, ed è, un Crimine di Guerra Allo stesso modo, i giornalisti che portano un tesserino stampa rilasciato da Hamas non sono terroristi. Potrebbero essere propagandisti, come molti giornalisti israeliani, ma non sono terroristi.

Israele ha preso due piccioni con una fava: la legittimità, seppur falsa, per le uccisioni indiscriminate, insieme a un’ulteriore tappa nella realizzazione del suo grande piano. Nessuna società può funzionare senza insegnanti, medici, assistenti sociali, ingegneri e impiegati, e senza una società funzionante è facile espellere gli abitanti di Gaza ai quattro angoli della terra

Giovedì è andato in onda l’ultimo episodio di “The Tucker Carlson Show“, con un’intervista di due ore al Dottor Nick Maynard, un chirurgo britannico laureato a Oxford che ha prestato servizio come volontario a Gaza per circa 17 anni, a intermittenza.

Le atrocità a cui ha assistito, a suo dire, erano sconvolgenti: cadaveri ammanettati, adolescenti portati in ospedale per interventi chirurgici dopo essere stati colpiti ai testicoli, neonati morti di fame e prematuri lasciati in incubatrice, per ordine delle Forze di Difesa Israeliane, durante l’evacuazione di un ospedale, e ritrovati morti poche settimane dopo.

Ogni israeliano (ogni essere umano) deve vedere o ascoltare questa intervista. C’era un unico obiettivo dietro tutte queste atrocità: la “Soluzione” di Israele al problema chiamato Gaza

 * Gideon Levy è editorialista di Haaretz e membro del comitato editoriale del quotidiano. Levy è entrato a far parte di Haaretz nel 1982 e ne è stato vicedirettore per quattro anni. Ha ricevuto il premio giornalistico Euro-Med nel 2008; il premio Libertà di Lipsia nel 2001; il premio dell’Unione dei Giornalisti Israeliani nel 1997; e il premio dell’Associazione per i Diritti Umani in Israele nel 1996. Il suo libro, La Punizione di Gaza, è pubblicato da Verso; il suo libro più recente è Uccidere Gaza: Cronaca di Una Catastrofe. – traduzione: La Zona Grigia

Articolo originale: https://www.haaretz.com/…/0000019e-79d5-d12e-afdf

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