L’ Università dell’Avana, il Comitato per la pace e la Casa de las Américas hanno ospitato il 14 agosto la delegazione della Rete dei Comunisti che nelle ultime ore ha intensificato il confronto politico, con nuovi incontri per rafforzare la solidarietà con Cuba, che, ha sottolineato l’ economista Luciano Vasapollo, “deve diventare anche solidarietà culturale e mobilitazione internazionale”.
Un programma intenso che abbracciando università, cultura, solidarietà internazionale e confronto politico, ha confermato quanto il rapporto costruito negli anni tra realtà cubane e organizzazioni, intellettuali e movimenti italiani rappresenti oggi una relazione strutturata, capace di tradursi in nuovi progetti e iniziative comuni.
Il primo appuntamento si è svolto all’Università dell’Avana, dove la delegazione composta da Luciano Vasapollo, Rita Martufi e Giacomo Marchetti ha incontrato la rettrice Miriam Nicado Garcia, componente dell’Assemblea nazionale e del Consiglio di Stato, insieme alla vicerettrice e ai responsabili dell’area internazionale e gestionale, al rappresentante degli studenti e alla rappresentante del Partito all’Università dell’Avana.
È stato un incontro segnato da un forte clima di amicizia, nel quale è stato ripercorso il lungo cammino di collaborazione sviluppato negli anni. Un rapporto che ha visto Vasapollo protagonista di diverse attività accademiche fino al conferimento del dottorato honoris causa da parte dell’Università dell’Avana, e che si è intrecciato con il lavoro della Rete dei Comunisti e con quello della Rete degli intellettuali e bffdegli artisti in difesa dell’umanità.
Nel corso dell’incontro è stato riconosciuto anche il valore concreto delle iniziative di solidarietà sviluppate negli ultimi anni, comprese le donazioni realizzate dai compagni di Cambiare Rotta, con attrezzature destinate all’università, tra pannelli e lampade solari. Bbbb
Ma l’obiettivo non è soltanto conservare quanto costruito. La discussione ha posto le basi per una nuova fase di collaborazione, con l’ipotesi di accordi bilaterali capaci di sviluppare interscambi accademici e culturali, progetti di ricerca e rapporti più stretti tra studenti, giovani, organizzazioni e strutture universitarie.
“La solidarietà materiale e politica deve diventare sempre più anche solidarietà culturale”, ha sottolineato Vasapollo, indicando nella cooperazione accademica uno degli strumenti attraverso i quali rafforzare la conoscenza reciproca e costruire nuove relazioni internazionali.
Particolarmente significativo è stato anche il momento dedicato a Rita, che al termine dell’incontro ha ricevuto una decorazione ufficiale dell’Università dell’Avana, con il logo e la medaglia dell’ateneo, come riconoscimento per il lavoro di ricerca, studio e collaborazione sviluppato nel corso degli anni. Un gesto accolto dalla delegazione come un riconoscimento non soltanto personale, ma anche del lavoro collettivo costruito attorno alla cooperazione con Cuba.
La seconda tappa ha riguardato il Comitato per la pace, la giustizia e l’amicizia fra i popoli, diretto da Graziella Ramírez. All’incontro hanno partecipato circa 45 militanti di diverse nazionalità residenti a Cuba, a testimonianza della dimensione internazionale del lavoro svolto dal Comitato.
Il confronto ha permesso di mettere in relazione le diverse crisi internazionali e, in particolare, le conseguenze delle politiche di potenza degli Stati Uniti in America Latina e in Medio Oriente. Al centro, ancora una volta, la situazione di Cuba e la necessità di rafforzare la solidarietà internazionale nei confronti dell’isola.
Per la delegazione italiana, difendere Cuba significa infatti difendere un’esperienza politica e sociale che continua a rappresentare, nonostante le difficoltà, un punto di riferimento per settori importanti dei movimenti internazionali.
L’attacco contro Cuba, è stato sottolineato, non può essere considerato una questione esclusivamente nazionale, perché investe il diritto dei popoli a scegliere autonomamente il proprio modello politico, economico e sociale.n nn
Il confronto si è quindi concentrato sulla necessità di trasformare la solidarietà in iniziativa politica, consolidando nei prossimi mesi il rapporto tra la Rete dei Comunisti e le realtà cubane impegnate sul terreno della pace, dell’amicizia tra i popoli e della difesa della sovranità.
La giornata si è conclusa alla Casa de las Américas con un incontro di particolare rilievo politico e culturale. Presenti il presidente della Casa de las Américas, il ministro della Cultura, il coordinatore della Rete degli intellettuali e delle artiste e degli artisti in difesa dell’umanità Fernando Rojas e numerosi rappresentanti dei diversi capitoli nazionali della Rete.
Alla riunione hanno partecipato delegazioni provenienti, tra gli altri, da Argentina, Messico, Spagna, Stati Uniti e Brasile, insieme a quella italiana. Un confronto internazionale che ha avuto al centro la costruzione del programma di attività per i prossimi mesi e il ruolo della Rete in una fase caratterizzata da guerre, sanzioni, blocchi economici e crescente conflittualità internazionale.
A nome del capitolo italiano della Rete in difesa dell’umanità è intervenuto Vasapollo, insieme ai rappresentanti delle organizzazioni e delle realtà che partecipano alla delegazione. La posizione espressa parte dalla lettura delle attuali crisi internazionali come manifestazione di una più generale offensiva delle potenze imperialiste.
Nel ragionamento della delegazione, le guerre in Europa e in Medio Oriente, le politiche di pressione contro l’America Latina e il blocco imposto a Cuba fanno parte di un quadro complessivo nel quale la dimensione militare si combina con quella economica, finanziaria e politica.
Particolare attenzione è stata dedicata al ruolo dell’Unione Europea. Secondo Vasapollo, non è sufficiente considerare l’azione contro Cuba come responsabilità esclusiva degli Stati Uniti: anche l’Europa, attraverso le proprie scelte politiche ed economiche, contribuisce a mantenere un sistema di pressione che colpisce direttamente la popolazione cubana.
“La questione centrale è quella della guerra, anche quando la guerra assume forme economiche e politiche”, ha affermato Vasapollo, richiamando l’attenzione sulle conseguenze concrete che il blocco produce nella vita quotidiana della popolazione.
* da Il Faro di Roma
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