Il Burkina Faso sta portando avanti una strategia di rafforzamento della propria sovranità alimentare nella quale la piscicoltura occupa un posto sempre più importante.
Sotto la guida del Capitano Ibrahim Traoré, lo sviluppo della produzione ittica viene inserito nell’”Offensive agropastorale, hydraulique et halieutique 2026-2028“, con un obiettivo preciso, aumentare in modo significativo la quantità di pesce prodotta sul territorio nazionale e ridurre la dipendenza dalle forniture esterne.
Il traguardo fissato per il periodo 2026-2028 è arrivare a 100.000 tonnellate di pesce prodotto attraverso la piscicoltura in gabbie galleggianti e portare al 65% la quota del fabbisogno nazionale coperta dalla produzione locale.
Il progetto si appoggia su esperienze che sono già operative.
A Samendéni, nel sud-ovest del Burkina Faso, la piscicoltura in gabbie galleggianti ha raggiunto 12.206 tonnellate di pesce nel periodo 2024-2025.
Le strutture utilizzate permettono, secondo i dati diffusi dalle autorità, di ottenere mediamente 3-4 tonnellate di pesce per gabbia in un ciclo di 5-6 mesi. Samendéni rappresenta quindi uno dei principali poli della nuova produzione ittica burkinabè e mostra come le risorse idriche possano essere integrate in una strategia agricola e alimentare più ampia.
Il modello non si limita però alla cattura o all’allevamento del pesce già disponibile.
Uno degli elementi fondamentali della strategia è la capacità di produrre internamente gli avannotti, cioè i giovani pesci destinati all’allevamento.
A Bagré, la stazione piscicola produce attualmente circa 150.000 avannotti alla settimana, equivalenti a circa 600.000 al mese.
Il programma di riabilitazione e potenziamento delle strutture punta a portare questa capacità fino a 4 milioni di avannotti al mese.
L’aumento della disponibilità di avannotti è considerato essenziale per consentire a un numero crescente di produttori di entrare nella filiera e aumentare progressivamente la produzione.
A Niofila, un altro sito inserito nello sviluppo della piscicoltura, sono state predisposte 20 gabbie nelle quali sono stati immessi 200.000 avannotti, con una produzione attesa di circa 100 tonnellate di pesce.
L’esperienza di Niofila si aggiunge così a quella di Samendéni e Bagré nella costruzione di una rete di siti produttivi distribuiti sul territorio.
La strategia comprende anche ciò che avviene prima e durante l’allevamento. Per evitare che la crescita della piscicoltura dipenda da input provenienti dall’esterno, il Burkina Faso sta sviluppando la propria capacità di produrre mangimi per pesci.
Nel marzo 2026 sono state inaugurate nuove unità industriali destinate proprio a questo settore.
Gli investimenti indicati dalle autorità superano 1,5 miliardi di franchi CFA e comprendono strutture a Bobo-Dioulasso e Bagré.
Le unità hanno capacità produttive comprese tra 1,5 e 2 tonnellate di mangime all’ora, mentre un’ulteriore unità installata a Bobo-Dioulasso raggiunge una capacità di circa 1 tonnellata all’ora.
La disponibilità di mangimi prodotti localmente viene considerata una delle condizioni necessarie per rendere più stabile e competitiva la filiera.
Parallelamente, il programma prevede la realizzazione di due unità per la produzione di gabbie galleggianti, due unità per la produzione di mangimi e la riabilitazione di dieci stazioni piscicole. Si tratta di un approccio che mira a rafforzare non soltanto la quantità di pesce prodotto, ma l’intera infrastruttura necessaria per sostenere la filiera nel tempo.
La tutela sanitaria costituisce un altro elemento della strategia. Nel 2025 è stata condotta una campagna nazionale di vaccinazione dei pesci.
A Samendéni risultavano già vaccinati 1.330.576 pesci su un obiettivo di 2 milioni.
L’intervento è stato inserito nelle misure volte a proteggere la produzione e a ridurre i rischi sanitari che potrebbero compromettere gli investimenti nella piscicoltura.
La politica alimentare non riguarda soltanto le strutture produttive, ma anche le persone che dovranno far funzionare questa nuova economia.
A Bagré sono stati documentati percorsi di formazione e l’ingresso di giovani nella piscicoltura in gabbie galleggianti, creando nuove competenze professionali intorno alla produzione ittica. Il settore diventa così anche uno spazio per l’attività economica e l’inserimento dei giovani, oltre che uno strumento per aumentare la disponibilità di proteine alimentari.
Un’altra iniziativa significativa riguarda le Forze di difesa e sicurezza.
Al barrage de Soum è stato avviato un progetto di piscicoltura destinato alla riconversione professionale di militari in pensione. Il programma prevede 122 gabbie, con un finanziamento di 1,2 miliardi di franchi CFA, e coinvolge 61 beneficiari.
La piscicoltura viene quindi utilizzata anche come strumento di reinserimento economico e di creazione di attività produttive.
Il quadro complessivo mostra una politica che punta a costruire una filiera nazionale partendo dalle fondamenta: acqua, gabbie, avannotti, mangimi, salute degli animali, formazione dei produttori e incremento della produzione.
Il Governo ha indicato come priorità proprio la disponibilità di avannotti e mangimi, perché senza una fornitura regolare di questi elementi l’espansione dell’allevamento ittico rimarrebbe limitata.
A Bagré, il salto previsto da circa 600.000 a 4 milioni di avannotti mensili rappresenta uno degli interventi destinati a sostenere questa espansione.
La piscicoltura si inserisce inoltre in una politica più ampia di valorizzazione delle risorse idriche del Burkina Faso.
A Samendéni, le autorità stanno lavorando sulla gestione e sulla protezione delle risorse del bacino, che vengono considerate strategiche per sostenere contemporaneamente agricoltura, allevamento e produzione ittica.
L’acqua viene così integrata in una visione che collega diverse componenti della sicurezza alimentare nazionale.
I risultati già registrati vengono utilizzati come base per la nuova fase. Secondo i dati comunicati in occasione del Consiglio dei ministri del 30 luglio 2026, durante la precedente fase dell’Offensive agropastorale, hydraulique et halieutique sono state prodotte complessivamente 58.476 tonnellate di pesce, pari al 58,47% dell’obiettivo previsto per quella fase.
La nuova programmazione 2026-2028 punta ora ad aumentare considerevolmente la capacità produttiva.
Il progetto del Burkina Faso assume quindi una dimensione precisa: produrre sul proprio territorio una quantità sempre maggiore di un alimento importante per la popolazione, sviluppando contemporaneamente le competenze, le strutture e gli strumenti necessari per farlo.
Samendéni, Bagré e Niofila rappresentano tre punti di questa trasformazione, mentre le nuove unità per mangimi, la produzione di avannotti, le gabbie, la formazione e la protezione sanitaria completano progressivamente la filiera.
Con l’obiettivo di 100.000 tonnellate di pesce in gabbie galleggianti entro il 2026-2028 e di una copertura del 65% del fabbisogno nazionale attraverso la produzione locale, la politica portata avanti dal Governo del Capitano Ibrahim Traoré colloca la piscicoltura all’interno di una visione più ampia, fare delle risorse del Burkina Faso, delle sue acque, dei suoi produttori, dei suoi giovani e delle proprie capacità produttive una base sempre più importante dell’alimentazione nazionale.
* da Facebook
- © Riproduzione possibile DIETRO ESPLICITO CONSENSO della REDAZIONE di CONTROPIANO
Ultima modifica: stampa
