“La Germania corre il pericolo di entrare in conflitto violento con la Russia“. Questo è quanto ha dichiarato ieri, lunedì, il direttore del Servizio Federale di Intelligence (BND), Martin Jaeger, durante un’audizione pubblica al Bundestag.
Il quotidiano tedesco Handesblatt riferisce che secondo il capo dei servizi di intelligence tedeschi “Il confronto che stiamo vivendo con la Russia ha una qualità nuova, più pericolosa.“
Nella stessa audizione il capo dell’altro servizio tedesco di intelligence (BVF) Sinan Selen, riferendosi ai droni all’aeroporto di Lipsia ha dichiarato che “Le tracce portano molto chiaramente alla Russia.”
Infine anche il capo del terzo servizio di intelligence (MAD) Martina Rosemberg ha dichiarato che la situazione sta ulteriormente peggiorando, motivo per cui i servizi segreti tedeschi devono adeguare le proprie capacità a quelle delle altre agenzie partner europee. Con una dichiarazione minacciosa chiaramente rivolta al fronte interno, la Rosemberg ha affermato che “le forze armate tedesche sono minacciate da diversi pericoli provenienti sia dall’esterno che dall’interno“.
Per il capo del BND Jaeger la leadership russa vuole “garantire che in futuro non vengano prese decisioni politiche contro Mosca a Berlino e nelle altre capitali europee“, sottolineando che il Cremlino ha l’obiettivo di interrompere il sostegno europeo all’Ucraina.
E’ evidente che il riferimento dei capi dei servizi segreti tedeschi sulla minaccia “interna” a questo punto sia esplicito almeno quanto quello sulla minaccia “esterna”. E questo è un grave sintomo sia dell’isteria che delle pulsioni autoritarie contro chi si oppone alla guerra e al militarismo, in Germania come negli altri paesi europei.
La scorsa settimana migliaia di studenti tedeschi erano scesi in piazza contro la leva militare e la reintroduzione della coscrizione.
Sabato invece decine di migliaia di persone hanno partecipato alle manifestazioni contro la guerra e il militarismo che si sono svolte nelle principali città della Germania.
“Antimilitaristi e anticapitalisti giovani e vecchi hanno manifestato insieme il loro ‘no’ alla guerra e al riarmo in strada nel fine settimana” scrive Junge Welt il giornale della sinistra alternativa tedesca. Le proteste hanno visto mobilitazioni a livello nazionale a Berlino e Stoccarda. “Migliaia di persone hanno raccolto l’appello dell’iniziativa “Mai più guerra – Deponete le armi” e di altre organizzazioni“.
I mass media ufficiali e guerrafondai tentano di minimizzare e criminalizzare la crescente ondata antimilitarista in Germania, ma il tono delle dichiarazioni dei capi dei servizi di intelligence tedeschi confermano la crescente preoccupazione del governo e dei sostenitori del “Partito della Guerra”.
E le preoccupazioni della leadership tedesca si spiegano molto chiaramente. Friedrich Merz era arrivato domenica mattina a Kiev con un treno speciale per una visita non annunciata pubblicamente. Nella delegazione erano presenti anche la ministra federale dell’Economia Katherina Reiche e dieci rappresentanti di aziende tedesche degli armamenti e dell’energia.
Il governo tedesco ha annunciato di aver varato un nuovo pacchetto di aiuti per l’Ucraina del valore di oltre 1,3 miliardi di euro. Ma il consenso nei confronti del cancelliere federale Friedrich Merz è sceso a un nuovo minimo nei sondaggi.
Solo il 15 per cento dei tedeschi si dichiara soddisfatto del suo operato, mentre il 79 per cento è insoddisfatto. Per il governo federale il sostegno è ancora più basso, al 14 per cento: anche in questo caso il 79 per cento valuta negativamente il lavoro dell’esecutivo. Più di quattro intervistati su dieci ritengono che il sostegno militare tedesco all’Ucraina sia eccessivo.
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