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Flávio Bolsonaro è scappato dal Brasile verso gli Usa

Il candidato alla presidenza brasiliana per la destra agli ordini degli Stati Uniti, dopo aver perso il ballottaggio contro Lula, cui un tribunale già ieri aveva sequestrato il passaporto nell’ambito di due inchieste sul riciclaggio di denaro, ha prima raggiunto l’Argentina e da lì gli Stati Uniti.

Lì ha raggiunto in Florida Il fratello Eduardo, a sua volta condannato per  aver cercato di esercitare pressioni e illecite attività di lobbying sui giudici della Corte Suprema. Il suo obiettivo era quello di influenzare e condizionare il processo a carico di suo padre, l’ex presidente Jair, per il tentativo di golpe della fine del 2022 e poi condannato a 27 anni di carcere, che sta peraltro scontando ai domiciliari.

La restrizione relativa a Flàvio, invece,  sarebbe legata a un’indagine su un riciclaggio di denaro relativo ai legami del parlamentare con l’avvocato Willer Tomaz, implicato anche in indagini sui movimenti di fondi nel settore del gioco d’azzardo.

In qualche modo l’aveva lasciato capire in un video con cui si lamentava  di aver ricevuto un’ordinanza del tribunale che gli imponeva di consegnare i passaporti e gli proibiva di lasciare il paese.

Tanto rammarico non avrebbe avuto senso se intendeva davvero restare. Come peraltro dichiarato in tv: “Per resistere al caos, organizzerò l’opposizione.Consegnerò i miei passaporti e mi difenderò da questa aberrazione, che è un chiaro tentativo di intimidirmi. Ma nessuno mi metterà a tacere”. Detto fatto, dopo pochi minuti era già oltre il confine…

La complicità di Javier Milei è evidente: è stato l’unico dei presidenti di destra e centro-destra latino-americani a non avere mandato le congratulazioni a Lula dopo la vittoria, parlando invece di “furto”.

Da Puerto Iguazú, località argentina al confine con Brasile e Paraguay, Flávio Bolsonaro si sarebbe poi recato negli Stati Uniti a bordo di un aereo privato Gulfstream G400, immatricolazione LV-JQW, appartenente alla compagnia Baires Fly S.A.

Secondo le informazioni ottenute dalla testata online argentina Infobae (link 1), la compagnia avrebbe richiesto le procedure doganali e di immigrazione per quattro passeggeri e tre membri dell’equipaggio. L’aereo è registrato in Argentina dal 25 settembre 2020 a nome di tale compagnia.

In precedenza, aveva utilizzato immatricolazioni statunitensi e messicane, tra cui N524GA, N522AC, N522AG, XA-CHG e N152GA. Il velivolo, prodotto nel 2004 da Gulfstream Aerospace, ha 14 posti, due motori Rolls-Royce Tay e un’autonomia stimata tra i 7.000 e i 7.800 chilometri.

Il senatore è indagato per sospetta corruzione e riciclaggio di denaro in relazione al finanziamento del film biografico su suo padre, intitolato Dark Horse. Ci sarebbe poi anche una seconda inchiesta presso il Supremo Tribunale Federale per presunto riciclaggio di denaro relativa a Willer Tomaz, avvocato e amico intimo del senatore, come rivelato dai quotidiani O Estado de S. Paulo e O Globo alla vigilia del ballottaggio. 

Bolsonaro si è in un primo momento rifiutato di ammettere la sconfitta e ha annunciato che avrebbe chiesto  l’annullamento delle elezioni, sostenendo che l’orario di voto prolungato di domenica ha favorito il candidato del partito al governo.

Una posizione particolarmente falsa, visto che alla richiesta di rinviare la chiusura dei seggi di due ore, motivata da problemi ai trasporti e maltempo e all’inizio fatta dal solo Lula, si era però poi associato anche il Partito Libela di Bolsonaro.

Ieri comunque il presidente del Partito Liberale, Valdemar Costa Neto,  un alleato del fuggiasco, ha riconosciuto la rielezione di Luiz Inácio Lula da Silva, proclamata dal Tribunale Elettorale Superiore: una dichiarazione in cui non si è congratulato con il presidente, ma neanche ha menzionato la promessa di Flávio Bolsonaro di chiedere l’annullamento del voto in tribunale.

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