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Anche in Portogallo esplode il conflitto sulla casa. I movimenti chiedono lo sciopero generale

Nella notte tra sabato e domenica, la polizia portoghese ha smantellato violentemente le acampade a Lisbona e Oporto, diventate i centri della protesta sociale per il diritto alla casa e contro il carovita.

Il violento sgombero era avvenuta nella centralissima piazza del Rossio a Lisbona, e nella piazza Dom João I a Oporto. Gli attivisti hanno cercato di opporre resistenza, ma la polizia è intervenuta pesantemente utilizzando manganelli, taser e addirittura i cani.

A Lisbona il sindaco ha giustificato lo sgombero della tendopoli con la scusa di dover installare il mercatino di Natale.
Il bilancio dell’operazione è di 13 attivisti arrestati e di 93 feriti o contusi. Il fatto più grave è avvenuto a Oporto dove un agente, vistosi circondato dai manifestanti, ha estratto la sua pistola minacciandoli.

Ma nella serata di domenica, migliaia di persone sono tornate a occupare le piazze di Joao I, a Oporto, e di Pedro IV più conosciuta come piazza Rossio, a Lisbona, scenario dello sgombero violento delle accampate per il diritto alla casa. Qui hanno dato vita a due grandi assemblee popolari.

Le principali rivendicazioni sono quelle dell’imposizione di un tetto agli affitti, la sospensione degli sfratti, l’aumento della quota di edilizia pubblica e la limitazione dell’attività dei fondi avvoltoio nel mercato immobiliare.

La destra ha accusato i manifestanti di essere dei “facinorosi”, affermando che le acampadas sfregiano il decoro urbano e si fa forte di una legge che proibisce la manifestazioni notturne. Ma il Tribunale Amministrativo di Lisbona in una sentenza ha decretato che il divieto alle manifestazioni notturne, previsto da una legge del 1974, non è da ritenersi automatico né assoluto.

Già all’inizio di ottobre la polizia era intervenuta contro le acampadas, prima ad Oporto e poi a Lisbona, ma dopo ogni sgombero gli attivisti avevano rimontato le tende.
In Portogallo, così come in Spagna o in Italia, il problema della casa è ormai una emergenza sociale per settori sempre più consistenti della popolazione. Ad aggravare la situazione si è poi aggiunto l’aumento dei prezzi che ha aggravato l’aumento record degli affitti e dei mutui.

Scrive Pagineesteri.it che “La situazione esplosiva è il prodotto di vari fattori. Da una parte la turistificazione, con l’aumento abnorme dei flussi di visitatori, ha drogato il mercato degli affitti e ridotto fortemente l’offerta per i residenti. A ciò occorre aggiungere le politiche dirette ad incentivare pensionati, nomadi digitali ed expat provenienti da altri paesi – spesso con livelli di reddito assai più alti rispetto a quelli del Portogallo – a trasferirsi nel paese. Il boom di richieste ha attirato investitori stranieri e fondi di investimento, che hanno alimentato la speculazione. Mentre la domanda di alloggi cresceva anche a causa dell’aumento dei flussi migratori provenienti soprattutto dalle ex colonie portoghesi”

Il Portogallo sta vivendo la peggiore crisi abitativa dell’Unione Europea: secondo Eurostat, i prezzi delle case in Portogallo sono aumentati in media del 180% tra il 2015 e la fine del 2025, rispetto a una media UE del 64,9%, e con un salario minimo che non raggiunge i 1.000 euro, pagare 1.200 euro al mese per un bilocale è diventato impossibile. A Lisbona, in particolare, gli inquilini spendono il 116% del loro stipendio per l’affitto.

Il governo portoghese, in mano alla destra di Alleanza Democratica, ha varato delle leggi che rendono gli sfratti più rapidi e facili, aumenta le prerogative per i proprietari degli immobili e fornisce loro agevolazioni fiscali, cancella il tetto all’aumento del prezzo degli affitti ed elimina la tassa imposta alcuni anni fa sugli appartamenti turistici.

I movimenti portoghesi di lotta per la casa, hanno dato vita al coordinamento “Casa para viver”, che ha lanciato un appello ad una nuova mobilitazione per il prossimo 14 novembre, chiedendo ai sindacati portoghesi di indire uno sciopero generale che metta al centro il diritto all’abitare, così come avvenuto in Italia e previsto per l’11 novembre in Spagna.

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