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Russia. Sventato attentato tramite i visori per droni, le somiglianze coi “cercapersone” del Mossad

Il Servizio federale di sicurezza russo (Fsb) ha reso noto il 2 novembre di aver sventato una serie di tentativi di assassinio mirati agli operatori di droni dell’esercito russo. Gli esplosivi erano nascosti in occhiali visori per droni Fpv, apparentemente innocui, inviati ai militari russi attraverso canali di volontariato sotto forma di aiuti umanitari.

L’esplosivo al posto della ventola nei visori per droni

Secondo quanto comunicato dall’Fsb, la scoperta è avvenuta nella regione di Volgograd, dove un militare russo ha ricevuto due paia di occhiali da volo Fpv. Il militare, seguendo le procedure di controspionaggio, ha inviato le apparecchiature agli artificieri, i quali hanno scoperto che all’interno degli occhiali la ventola di raffreddamento era stata sostituita con un ordigno esplosivo, progettato per detonare all’accensione del dispositivo.

Le successive operazioni di verifica, condotte in diverse regioni russe, hanno portato al sequestro di un altro lotto di dispositivi dello stesso tipo. Mosca sostiene che questi occhiali sono stati spediti dal servizio di intelligence ucraino attraverso l’operatore postale statale russo “Posta Russa”, camuffati da aiuti umanitari, con l’obiettivo di colpire i piloti dei droni russi operanti nel teatro di guerra.

Gli occhiali FPV sono il terminale di visualizzazione in prima persona dei piloti di droni, ampiamente utilizzati nel conflitto. Ma poiché tali equipaggiamenti sono insufficienti nelle dotazioni militari, molte unità si riforniscono attraverso donazioni civili e canali di crowdfunding, il che offre varie opportunità per infiltrazioni di tipo “contaminazione della catena di approvvigionamento”.

Le somiglianze con l’operazione del Mossad contro Hezbollah

Il modus operandi dell’operazione, al netto del suo attuale fallimento, pone diverse somiglianze con quella effettuata dai servizi segreti esterni israeliani, il Mossad, in Libano nel 2024. Alle 15:30 di quel 17 settembre infatti migliaia di cercapersone in uso ai membri di Hezbollah esplosero simultaneamente in diverse località, anche della Siria. Secondo i dati libanesi, l’attacco terroristico causò almeno 42 morti e oltre 3.400 feriti, tra cui molti gravi che riportarono cecità, amputazioni e traumi facciali.

Da un punto di vista logico, entrambe le operazioni hanno:

  • Identificato un tipo di dispositivo di tipo civile da cui l’obiettivo dell’attentato (Hezbollah o Esercito russo), suo malgrado, è costretto a dipendere;
  • infiltrato un punto della catena di approvvigionamento;
  • trasformato uno strumento quotidiano nell’arma stessa.

La cooperazione militare Israele-Ucraina

La cooperazione militare-tecnologica tra Israele e Ucraina si fa sempre più profonda, soprattutto nel campo dei droni e dei sistemi anti-drone, come affermato tra gli altri dal Jerusalem Post solo nell’ottobre 2026.

Secondo l’ex ambasciatore ucraino in Israele Brodsky, l’Ucraina ha segretamente consegnato a sionisti campioni di droni iraniani “Shahed” e nuovi modelli di droni russi della serie “Geran”, sui cui sarebbero condotti studi inversi su queste armi per comprendere le modifiche tecniche apportate dai russi e sviluppare di conseguenza contromisure nel contesto della guerra aperta all’Iran.

Un funzionario ucraino avrebbe inoltre confermato ai media israeliani che la cooperazione “esiste effettivamente” e che una delle fasi iniziali è stata proprio la fornitura a Israele di droni iraniani “Shahed”. Non è peregrino ipotizzare allora che Israele, dal canto suo, stia ricambiando con l’esperienza nell’ambito dell’intelligence e, chiamandoli con il proprio nome, in attacchi terroristici contro obiettivi civili e militari fuori dalla sua giurisdizione. Ammesso che ne “riconosca” una.

Volano le accuse, ancora poche le notizie ufficiali

Dopo la denuncia dell’agenzia di stampa russa Tass, la Russia ha accusato l’Ucraina dell’attentato, il quale è stato confermato dall’intelligence militare ucraina (Hur). Un funzionario ucraino ha rivelato al Times che l’operazione ha sicuramente portato a dei feriti, anche se è impossibile allo stato attuale una quantificazione credibile. Mosca d’altro canto tace sull’accaduto, probabilmente ancora alle prese con il riconoscimento dell’intera maglia dell’attentato orchestrato da Kiev.

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