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Roma. La città si ribella alla cementificazione


“Un nuovo sacco di Roma”, denuncia la Legambiente Lazio che ha presentato su questo un dettagliato dossier con schede e numeri. Da Casal Boccone al Velodromo dell’ Eur, da Ostia all’Agro romano, dalla “riqualificazione” di depositi Atac e caserme: un’immensa cubatura rischia di abbattersi sulla città.
Si tratta di una manovra apertamente speculativa che mette a rischio l’Agro romano e mira a cementificare zone di pregio e periferie.
“È indecente  –  tuona Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio che ieri ha presentato il dossier “Roma al metro cubo”  –  Basta costruttori re di Roma, a pagare non possono essere ancora una volta i cittadini”. Ecco i numeri contenuti nel dossier. A Casal Boccone, nel Municipio IV, sono previsti più di 33 mila metri cubi per i 4 grattacieli da 16 piani e le 11 palazzine, con una evoluzione della rendita fondiaria in rendita bancaria, visto che l’area sarebbe stata ceduta da un costruttore a un noto gruppo bancario a copertura di posizioni debitorie. Con il raddoppio della centralità Anagnina  –  Romanina,
nel Municipio X, ecco più di 790 mila metri cubi. Oltre 1,5 milioni di metri cubi per la valorizzazione immobiliare delle caserme nei municipi I, V, XI, XV, XVII, XVIII e XIX. E ancora, più 48 mila metri cubi per il cambio di destinazione d’uso dell’area dell’ex Velodromo nel municipio XII che da cittadella dell’acqua si trasforma in residenziale. Circa 84 mila metri cubi per i 270 appartamenti per il personale dell’Aeronautica militare tra la centralità Bufalotta e il parco delle Sabine, nel IV Municipio; più 50 mila metri cubi per un palazzo di 6 piani con funzioni residenziali, commerciali e terziarie al posto dell’ex deposito Atac piazza Bainsizza a Prati e oltre 96 mila metri cubi per la “riqualificazione” della vecchia Fiera di Roma.

Ma questo progetto cannibalizzazione, cementificazione e sfruttamento speculativo del territorio, sta incontrando sulla sua strada una opposizione sociale crescente e radicale. Il 6 dicembre i movimenti per il diritto all’abitare a Roma hanno dato vita in maniera unitaria a una giornata straordinaria di lotta e di riappropriazione, che si è conclusa con l’occupazione di 10 stabili pubblici e privati abbandonati all’incuria e alla speculazione. Nello scandaloso silenzio dell’amministrazione comunale e dei media mainstream controllati dai costruttori e dagli speculatori finanziari, la risposta della polizia non si è fatta attendere con gli sgomberi a Settecamini e a Ponte di Nona.
Nonostante gli sgomberi dei giorni scorsi, 5 stabili resistono ancora e sono pronti ad alzare le barricate come accaduto ieri nell’ex clinica di Valle Fiorita, dove la polizia ha dovuto rinunciare a intervenire di fronte alla determinazione degli occupanti e delle centinaia di persone accorse a sostenerli.
I movimenti per il diritto all’abitare di Roma intendono rilanciare la campagna “riprendiamoci la città” attraverso una serie di assemblee territoriali, (le prime si sono svolte a Torrevecchia e Ponte di Nona) e con una riunione cittadina che si terrà oggi al cinema America occupato (Trastevere) alla quale sono invitati a partecipare tutti i comitati, le forze sociali e le realtà territoriali che si stanno battendo contro le 64 delibere urbanistiche con cui la giunta Alemanno sta tentando l’ultimo assalto ai territori, regalando quasi 20 milioni in più di metri cubi di cemento ai costruttori in deroga a un piano regolatore già devastante. Le prossime assemblee territoriali si terranno mercoledi 19 dicembre ore 18 via Anagnina 1782 e venerdi 21 dicembre ore 17 viale delle Province 196.

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