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Roma. I beni comuni in via Crucis al III Municipio

Via crucis laica per la salvaguardia del bene comune del Municipio III°.

Grande partecipazione popolare al corteo del 2 marzo 2013, proposta dai comitato del III° Municipio (Per la difesa di Villa massimo, Progetto Urbano San Lorenzo, Villa Blanc, Via Como, NO PUP V.le XXI Aprile, Decoro Urbano) simbolicamente “Via Crucis laica”, a cui non è stato negato il sostegno da parte del Consiglio Metropolitano, Nuovo Cinema Palazzo, Comitato ciclabile Nomentano, Italia Nostra, Salviamo Il Paesaggio, Respiro Verde e Lega Ambiente.

La marcia è partita dal quartiere San Lorenzo effettuando le 7 soste (Ex deposito ATAC Via Lega Lombarda, Palestra Campo Artiglio, Piscina Via Como, Pineta Villa massimo, PUP V.le XXI Aprile) previste dagli organizzatori, da tempo al centro di polemiche e di ferma opposizione, giungendo a piazza Winckelman/Villa Blanc.

Preceduti dalla Strabanda di Testaccio, in ogni sosta si sono aggiunti i cittadini con i loro cartelli e striscioni fatti in casa, una composizione del corteo variegata di tanti/e ragazzi/e, donne, uomini, anziani/e, insomma tutte le generazioni unite per gridare forte la contrarietà nel denunciare “le responsabilità della giunta comunale e del Municipio Roma III°”.

Una manifestazione viva, colorata, decisa, che è un monito a tutti coloro, istituzioni e speculatori, che vogliono continuare a persistere sulla cattiva strada del cemento e speculazione del quartiere, nonostante le varie denunce dei comitati e le mancate realizzazioni delle opere di compensazione.

E’ ormai più che evidente come la politica da troppo tempo abbia abdicato agli interessi privati, tramite grandi opere, project financing, operazioni di mercato trasformano i luoghi dove viviamo, accettano la compensazione come una sorta di riduzione del danno, piegando tutti gli aspetti della vita sociale alle necessità della valorizzazione degli investimenti, mettendo in vendita i bisogni, diritti ed esigenze della vita sociale nell’area metropolitana sia adattando gli spazi e i tempi della VITA SOCIALE.

Lo spazio e servizi pubblici ormai sono un terreno di conflitto tra interessi privati e il bene comune, dobbiamo saper gestire le risorse che ci sono, sia naturali e direi anche culturali. Invece le forme di compensazione, quando entrano in campo, presentate come una sorta di risarcimento e ci mettono di fronte alla scelta di accettarle o meno.

Da tempo infatti la lotta per lo spazio e il tempo nelle metropoli è un motivo di conflitto strategico tra la logica della valorizzazione e il diritto alla città. Negli agglomerati urbani lo spazio è sempre meno, perché uno spazio vuoto non messo a valore viene considerato dai “prenditori” uno spreco.

Non solo ma diventando lo spazio vuoto (tali vengono considerate le aree verdi) un bene sempre più scarso, è dis-econonomico che sia gratuito e dunque la sua fruizione deve essere messa a pagamento. Coerentemente a questa logica non potevamo che aspettarci di dover pagare anche il verde pubblico e i giochi per i bambini.

C’è molta materia per discuterne e mobilitarsi, contro le decisioni prese dall’alto senza condividerle in un vero processo partecipativo.

 

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