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Cgil: alla “Perini” di Lucca un congresso vero

Vero per la partecipazione, l’attenzione, il dibattito e le modalità (relatori dei due documenti, delegati candidati in entrambe le liste, al termine dell’assemblea gli iscritti presenti hanno ritirato la scheda e votato e al termine del voto l’apertura dell’urna e lo scrutinio pubblico). Quindi “vero”, indipendentemente dall’esito del voto.
La “Perini”, azienda produttrice di macchine per cartotecnica, è l’azienda metalmeccanica più importante della provincia di Lucca. Più “importante per numero di dipendenti (circa 450) e per le lotte e le iniziative nel corso degli anni. 
Una sala mensa affollata di operai/e ed impiegati/e fino al termine dell’assemblea con una partecipazione di lavoratori e lavoratrici non iscritti o iscritti ad altri sindacati. Nel dibattito diversi sono stati gli intervenuti.
Le Rsu/Rls della “Perini”, in questi anni, si sono distinte anche e particolarmente per la solidarietà ed il sostegno alla battaglia sulla strage ferroviaria di Viareggio del 29 giugno 2009 partecipando alle manifestazioni, ad iniziative e udienze processuali. Mediante il Fondo sociale dipendenti hanno sottoscritto, con due versamenti postali, di 660 e 500 €, per la “Cassa di solidarietà” dei ferrovieri. Una Cassa che sostiene i ferrovieri multati, sospesi e licenziati dalle ferrovie per le iniziative e le lotte in difesa della sicurezza e della salute. I lavoratori e le lavoratrici della “Perini” hanno, così, dimostrato concretamente cosa sia la solidarietà vera. E per questo ferrovieri e familiari delle Vittime di Viareggio li ringraziano e saranno loro sempre grati.
Il risultato del voto alla “Perini” per il Congresso nazionale della Cgil è stato imprevedibile e straordinario. Imprevedibile perché non era immaginabile un consenso così largo al documento “Il sindacato è un’altra cosa” e straordinario per aver sfiorato il 90% di voti.
Avevamo la consapevolezza che, per vari motivi, questo sarebbe stato un congresso “diverso” dove il nostro documento avrebbe, comunque, raccolto consensi, ma non fino a queste dimensioni.
Il voto della “Perini” è stato un voto di aperta critica alla politica generale della Cgil, un voto che ha raccolto il dissenso ad una politica devastante. La realtà è sotto gli occhi di tutti, i fatti sin troppo chiari hanno la testa dura!
Nonostante vi fossero delegati candidati nei due documenti, questo voto non ha niente a che vedere sull’operato di questo o dell’altro delegato. I delegati Rsu e Rls tutti, in questi anni hanno mostrato di essere all’altezza della situazione sia sulle vertenze aziendali, sia sul giudizio della politica nazionale della Cgil e del suo gruppo dirigente che, invece, non lo è stato per niente di fronte alla gravità della situazione generale. 
Il voto della “Perini” deve (dovrebbe) far riflettere i dirigenti della Cgil per l’assenza di democrazia, autonomia, indipendenza, e soprattutto per non aver mobilitato la classe lavoratrice contro politiche, leggi ed accordi fallimentari e perdenti. E dovrebbe far riflettere anche i dirigenti della Fiom per aver sottoscritto il documento 1 del gruppo dirigente della Cgil e di cui prima firmataria è la segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso. 
Questa scelta di Landini e dei dirigenti Fiom è apparsa a operai e lavoratori incomprensibile con il rischio di sconfessare le battaglie e le lotte della Fiom di questi anni. Per noi, si è trattato, semplicemente, di un madornale errore.

8 febbraio 2014

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