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Strage di Viareggio, oggi pomeriggio presidio a Roma di fronte al Csm

Con la sentenza sulla strage di Viareggio, nella quale 32 persone morirono nelle loro case incendiate dall’esplosione del GPL fuoriuscito da una cisterna trasportata dal treno deragliato in stazione, la Corte di Cassazione ha affermato che la responsabilità delle imprese produttive che operano nel Paese non è perseguibile per eventuali danni provocati alla cittadinanza tutta, nell’esercizio della stessa impresa.

Con la decisione di far decadere l’aggravante per violazione della normativa sulla sicurezza sul lavoro (così come prevista dal decreto legislativo 81/2008), per i reati contestati di omicidio e lesioni plurimi, la Cassazione ha consentito alla maggior parte degli imputati di beneficiare della prescrizione dei reati a loro ascritti nelle due sentenze precedenti, rimandando tutti a nuovo processo d’appello per la ridefinizione delle pene con un inaccettabile depotenziamento dell’impianto accusatorio originario.

Questa sentenza oltraggia le sacre aspettative di giustizia dei familiari delle 32 vittime e porta un attacco gravissimo al diritto di tutela della salute e della sicurezza di cittadini e lavoratori tutti, e questo a fronte del tremendo crescendo degli infortuni mortali sul lavoro, soprattutto nell’ambito delle attività ferroviarie.

A fronte di questo scenario, si rende necessaria una forte e immediata risposta per riaffermare con determinazione la prevalenza dei diritti delle persone su quelli del profitto d’impresa, all’interno della campagna lanciata da USB per introdurre il reato di omicidio sul lavoro.

Per questo, a fronte dell’urgenza di tale risposta, la confederazione Usb ha indetto per martedì 12 gennaio 2021 a partire dalle ore 15.00 in piazza Indipendenza un presidio di protesta davanti la sede del Consiglio Superiore della Magistratura. Il presidio è aperto a tutte le forze democratiche che condividano questi obiettivi.

Usb sostiene e sosterrà ogni iniziativa utile a mantenere permanente la mobilitazione più ampia contro questo grave tentativo di subordinare lo stesso diritto alla vita di cittadini e lavoratori tutti al profitto privato delle grandi imprese.

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