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Crisi aziendali. Sul tavolo del Ministero ce ne sono 87

Al Ministero del Lavoro risultano aperti ben 87 tavoli di crisi aziendali. Whirlpool, Gkn, Elica, Blutec, ex Embraco, Giannetti Ruote sono solo alcune delle aziende chiuse o rischio chiusura che entro i primi di settembre dovranno essere affrontate dall’unità che fa capo alla viceministra, Alessandra Todde.

Per la Whirlpool di Napoli, l’incontro è previsto a fine mese o al massimo ai primi di settembre. Il Ministero assicura che il piano di riconversione è sostanzialmente pronto e sarà presentato prima della scadenza della cassa integrazione. I contatti con le aziende interessate a operare nell’area napoletana con una sorta di consorzio sarebbero in una fase cruciale. I tempi sono stretti e il governo punta ad arrivare all’obiettivo prima delle elezioni amministrative previste per il 3-4 ottobre prossimi.

Per il primo settembre è previsto l’appuntamento al Mise anche sulle sorti di Elica: l’impresa si è impegnata ad avviare interlocuzioni a livello locale per arrivare a presentare un nuovo piano industriale.

Già fissato al 9 settembre il tavolo in presenza a Termini Imerese su Blutec, per rilanciare il sito produttivo con nuovi investitori. In attesa di convocazione a settembre anche l’incontro sull’ex Embraco: dopo la proroga per 6 mesi della cassa integrazione, è stato chiesto a Invitalia di nominare un advisor per il processo di reindustrializzazione e si attendono risposte.

Per quanto riguarda Gkn e Giannetti Ruote, vanno avanti le interlocuzioni con le aziende, che hanno aperto alla possibilità di accettare le 13 settimane di cassa integrazione. Martedì 31 agosto il ministero del Lavoro, insieme alla Regione Toscana e dell’Agenzia regionale per l’impiego, prevede un incontro con Gkn di Campi Bisenzio, Fim, Fiom e Uilm, Federmanager e Mise, Regione Toscana.

Sullo sfondo c’è poi il decreto legge sulle delocalizzazioni. Si stanno limando i testi ma il ministro dello Sviluppo economico, il leghista Giorgetti, non sembra aver apprezzato l’ultima bozza circolata in quanto non è gradita alle imprese. La Confindustria spara a palle incatenate contro Ministro e Viceministra del Lavoro. “Orlando e Todde pensano di colpire le imprese sull’onda dell’emotività di due o tre casi che hanno ben altra origine e su cui dobbiamo intervenire”, afferma Carlo Bonomi, riferendosi ai casi di Elica, Timken e alla Gkn di Campi Bisenzio.

Giorgetti sostiene la linea di Confindustria e mette in campo anche i vincoli europei. “Quello delle delocalizzazioni è un problema che esiste ma le forme d’intervento devono essere compatibili con i principi fondamentali anche a livello comunitario e con l’esigenza che, comunque, il Paese ha di creare un ambiente favorevole agli investimenti esteri che continuiamo a ricercare”, dice. Intanto arriva un atto d’indirizzo, comunicato dal ministro Giorgetti, che prevede che le aziende che riceveranno dal Mise incentivi, agevolazioni o misure di sostegno finanziario dovranno rispettare una clausola ad hoc ed assumere i lavoratori di aziende in crisi.

 

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