Nei campi della provincia di Mantova un bracciante è morto per un malore, probabilmente per il caldo torrido mentre raccoglieva angurie in un campo. La vittima è un cittadino marocchino, Thahar El Haddad di 55 anni residente nella vicina Castelmassa, in provincia di Rovigo.
Il caldo estremo dovuto al cambiamento climatico, causa gravi rischi legati allo stress termico per la salute e la sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici, soprattutto quelli impiegati in lavori all’esterno, come nel caso del bracciante morto nel mantovano.
Il Consiglio dei Ministri ha varato una norma che prevede la possibilità di ricorrere alla cassa integrazione in deroga per lo stop al lavoro nelle ore più calde, una misura che non copre però l’intero salario previsto ma solo l’80% della paga oraria.
“Riteniamo che questa misura decisamente insufficiente: oltre allo stop al lavoro nelle ore più calde, sia per i lavori all’esterno che per quelli in spazi non adeguatamente ventilati e climatizzati su tutto il territorio nazionale, siamo convinti serva una misura che copra il 100% del salario” scrive l’Usb in un comunicato. In un regime di bassi e bassissimi salari, in molti casi il salario è già insufficiente, non coprendo l’inflazione che sta affrontando in questo periodo tutto il Paese.
Le aziende e le amministrazioni devono garantire misure tecniche adeguate per affrontare il caldo estremo sul lavoro, che da emergenza è diventato purtroppo strutturale, garantendo il diritto alle pause, la climatizzazione dei locali, un adeguata distribuzione di acqua. Le aziende ricevono fondi, ottengono defiscalizzazioni e in ultimo fanno impresa sulla fatica e sulle vite dei lavoratori; le stesse imprese che non investono e non fanno prevenzione in sicurezza: il cambiamento climatico richiede interventi che sono in capo alle aziende che non possono scaricare i costi su chi lavora.
USB si dice pronta alla mobilitazione e sollecita tutte le strutture territoriali, le RSU, RSA e le RLS ad attivarsi nei confronti delle aziende e delle istituzioni preposte al fine di garantire la sicurezza di lavoratrici e lavoratori, non escludendo il ricorso allo sciopero.
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