È l’ennesima cronaca di una morte annunciata quella di cui è rimasto vittima un corriere della filiale piacentina di BRT.
Non si tratta né di casualità, né di incidente, quello che è avvenuto; è conseguenza dello sfruttamento brutale dei lavoratori addetti alle consegne cosiddette “dell’ultimo miglio”.
BRT, non differentemente dalle altre multinazionali della logistica, basa la propria competitività nel mercato sulla velocità di consegna e sul contenimento del costo del lavoro. In altre parole i corrieri devono correre all’impazzata e recapitare centinaia di pacchi.
Lo stress a cui questi lavoratori sono soggetti è devastante e le condizioni climatiche stagionali non fanno che amplificare gli effetti negativi.
Numerose testimonianze provenienti dal magazzino di Caorso confermano che la vittima fosse oggetto di continui cambi di zona di lavoro e di consegne plurime.
USB da mesi contrasta la politica aziendale di BRT e dei suoi fornitori di servizi che siglano accordi solo con le sigle sindacali compiacenti per “premi di produzione” con soglie di produttività troppo alte e che penalizzano il ricorso alla malattia.
Il risultato? Per uno stipendio che consenta di arrivare almeno a fine mese si va a lavorare anche se si sta male con la conseguenza di mettere a repentaglio la propria sicurezza, quella degli altri utenti della strada, la vita …
Domani i lavoratori BRT di Caorso saranno in sciopero per l’intera giornata con presidio alle ore 09.00 davanti alla Prefettura di Piacenza e alle ore 11.00 davanti al monumento ai caduti sul lavoro al quartiere Farnesiana.
USB ha indetto lo stato di agitazione nazionale nell’intera filiera BRT con assemblee autoconvocate.
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