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Scontri del 15 ottobre. Poliziotto indagato per falsa testimonianza

Quattro giovani, arrestati duranti gli scontri del 15 ottobre del 2011 sono stati assolti, ma dalla loro assoluzione è scaturito un nuovo procedimento contro un agente di polizia accusato di falsa testimonianza proprio sulle circostanze dell’arresto dei quattro ragazzi. Decisiva per questa svolta del procedimento è stata la testimonianza di una anziana signora – auscultabile e verificabile anche in un famoso video –  la quale  rivolta agli agenti di polizia che avevano fermato i quattro ragazzi aveva più volte cercato di dirgli che: “Non sono loro quelli che dovete prendere, loro stavano buoni”. Proprio quella frase è uno degli elementi che adesso incastrano un agente di polizia indagato con l’accusa di falsa testimonianza per aver stretto le manette intorno ai polsi dei ragazzi estranei agli scontri di piazza.

I magistrati inquirenti ritengono che la testimonianza dell’agente di polizia sia lacunosa per quanto concerne l’arresto di Alessandro Venuto, ammanettato con l’accusa di essere il proprietario del manico di un piccone utilizzato durante i tafferugli. Circostanza falsa, come ha dimostrato il processo al termine del quale Venuto è stato assolto insieme al fratello Giovanni e a due ragazze, Alessandra Orchi e Alessia Catarinozzi. Dal dibattimento conclusosi lo scorso 5 novembre è partita la nuova indagine della procura. Undici mesi fa la decima sezione collegiale, contestualmente all’assoluzione, aveva inviato al pm per la rivalutazione del comportamento di chi procedette ai fermi. Il primo risultato è l’iscrizione dell’agente indagato per falsa testimonianza.

Il 15 ottobre del 2011 Alessandro Venuto stava percorrendo le strade intorno a via Merulana mentre tutto intorno dilagavano gli scontri tra polizia e manifestanti. I poliziotti fermarono i quattro ragazzi perché, secondo quanto scritto nei verbali, Venuto aveva in mano il manico di un piccone. Secondo gli agenti, il giovane aveva lasciato cadere l’oggetto proprio un attimo prima dell’arrivo degli agenti. Il ragazzo però si era rifiutato di firmare un verbale, dove avrebbe dovuto riconoscere di essere il proprietario del piccone. Il processo ha smentito la ricostruzione dell’arresto grazie ai testimoni della difesa. Oltre alla signora Roberta Palumbo – immortalata in un video mentre urlava «non sono loro quelli che dovete prendere, loro stavano buoni» – sono state determinanti le parole di altri tre ragazzi che hanno supportato le loro deposizioni portando nel dibattimento anche dei filmati. Le riprese, mostrate in aula, hanno evidenziato che durante la manifestazione Venuto non aveva in mano nessun piccone, arma o altri oggetti pericolosi. Non solo. Il poliziotto indagato ha affermato in dibattimento che Venuto aveva indosso abiti diversi da quelli invece vestiti quel giorno. Ed anche questa circostanza ha incrinato la veridicità del racconto del poliziotto, adesso indagato.

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