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Borse mondiali. Dopo la tregua, nuova giornata difficile

Partenza in calo per tutte le Borse europee sul ritorno dei timori legati alla crisi dei debiti sovrani anche dopo i segnali della Federal reserve sulle difficoltà di proteggere a lungo termine gli investitori. Il clima sul mercato del titoli di Stato europei è tranquillo, ma l’indice Stxe 600, che fotografa l’andamento dei principali titoli azionari sui listini del Vecchio continente, cede circa un punto percentuale, scendendo dai massimi delle ultime due settimane. In avvio di contrattazioni erano le banche (Dexia -2,75%) ad attirare la maggior corrente di vendite, poi sono peggiorati i titoli delle costruzioni e delle auto. In leggero calo il produttore di alcolici SabMiller (-1,3%) dopo l’Opa ostile lanciata contro il concorrente Foster’s. Di seguito, gli indici dei titoli guida delle principali Borse europee: – Londra -1,24% – Parigi -1,45% – Francoforte -1,38% – Madrid -1,19% – Milano -1,43% – Amsterdam -0,98% – Stoccolma -1,67% – Zurigo -0,96%

I timori per un rallentamento globale dell’economia spingono ancora le quotazioni dell’oro, che salgono per il quarto giorno consecutivo: le contrattazioni sono in leggero rialzo sui mercati asiatici dove il metallo prezioso è quotato a 1.792,15 dollari l’oncia.

Per Standard & Poor’s è «stabile il rating sulla Francia». Lo ha indicato il responsabile per la Francia dell’agenzia di rating, Carol Sirou, in una intervista radiofonica. «Abbiamo fiducia nella stabilità del rating tripla-A», ha detto Sirou

La Borsa di Tokyo si appesantisce nel finale e chiude a -1,25%, a ridosso dei minimi intraday, in scia alle turbolenze sul debito di Eurolandia, ai timori sulla tenuta dell’economia globale e all’attesa della diffusione di indicatori macroeconomici Usa, tra cui spicca quello sul settore manifatturiero dell’area di Philadelphia. Il Nikkei torna sotto quota 9.000, a 8.943,76, cedendo 113,50 punti: la flessione dell’export del 3,3% registrato dal Giappone a luglio (meglio del -4,4% atteso) non ha compensato la sfiducia per la persistente solidità dello yen sul dollaro che, pur salito sui mercati di Tokyo a 76,66, si è avvicinato al minimo storico di 76,25 nelle contrattazioni di New York. Al tal proposito, ministero della Finanze giapponese e Bank of Japan (BoJ) hanno avuto un consulto questa mattina sulla dinamica delle valute, anche in vista di possibili azioni «future».

Il punto di vista di Confindustria, ovvero de Il Sole 24 Ore, alle ore 13.

Timori sulla crescita, pioggia di vendite sui mercati. Tonfo di Fiat a Milano


Dopo una serie di sedute di relativa calma, sui listini ritorna la paura. Dopo una mattinata di ribassi contenuti le piazze continentali scivolano in pesante calo. Alle 12 le peggiori sono Francoforte, con il DAX 30 che cede il 3,32% e Piazza Affari con gli indici FTSE MIB e FTSE IT All Share che cedono riapettivamente il 3,35 e il 3,10 per cento. Male anche il CAC 40 di Parigi (-2,47%), il Ftse 100 di Londra (-2%) e l’IBEX 35 di Madrid (-2,92%).

Male Fiat a Piazza Affari
Forti vendite sul comparto auto. L’indice Eurostoxx settoriale cede il 4%. Ne pagano le conseguenze i titoli della galassia Agnelli a Piazza Affari. Fiat (-7,29%), Fiat Industrial (-6,05%) e la controllante Exor (-5,52%) sono i più colpiti sulla piazza di Milano. Ieri le quotazioni avevano risentito dei dubbi sull’alleanza con l’indiana Tata e della flessione delle immatricolazioni in Brasile dove, nei primi 15 giorni di agosto, Fiat ha perso il primato tra i costruttori, superata da Volkswagen. Tra i titoli principali male anche Intesa Sanpaolo che cede il 5,24%.

Morgan Stanley rivede al ribasso le stime del Pil globale
I listini scontano i crescenti timori sulla tenuta della ripresa mondiale. Gli esperti di Morgan Stanley hanno rivisto in netto ribasso le loro stime sulla crescita economica mondiale di quest’anno, a +3,9% dal +4,2% indicato precedentemente. Più marcata la correzione delle previsioni sul Pil del 2012, a +3,8% da +4,5%. Nel 2011, secondo la banca d’affari, la crescita economica dei dieci principali Paesi al mondo dovrebbe essere di appena l’1,5%, stima corretta dall’1,9%, Performance che poi dovrebbe accelerare al 2,4% nel 2012.

Timori di stretta creditizia
Preoccupazioni sulla crescita arrivano anche dall’ultimo sondaggio dell’agenzia Fitch. La maggioranza degli intervistati si dice pessimista sulle prospettive di crescita in Europa e Stati Uniti, preferendo puntare sui mercati emergenti. Tra gli elementi del sondaggio spicca anche il timore per il settore del credito. La maggioranza degli intervistati pensa che nei prossimi mesi si andrà incontro ad una stretta nella concessione di prestiti da parte delle banche. Cresce poi la quota di chi ritiene che la qualità del credito sarà un fattore di crescente criticità nella valutazione del rischio.

Spread sui titoli di stato
In calo sotto la soglia dei 270 punti il differenziale tra il bund tedesco e il btp decennale italiano. Lo spread è sceso a quota 268,7 punti, contro il picco più alto toccato dall’apertura della giornata di 274 punti. L’euro è in leggero calo sul dollaro a quota 1,4411.

In calo il prezzo del greggio
Prezzi in calo per il petrolio sul mercato elettronico after hours di New York. I futures sul greggio consegna settembre hanno limato le quotazioni di 56 cents a 87,02 dollari il barile. Sugli scambi pesano, secondo gli analisti, i timori di rallentamento dell’economia in Europa e negli Stati Uniti.

Vendite al dettaglio in Gran Bretagna
Tra i dati macro di giornata si segnala quello sulle vendite al dettaglio in Gran Bretagna cresciute in luglio dello 0,2% rispetto al mese precedente mentre sono rimaste invariate rispetto al luglio 2010. Il dato è peggiore delle attese degli analisti che erano per un rialzo dello 0,4% sia su base congiunturale sia tendenziale. Da registrare che in luglio le vendite di prodotti alimentari sono aumentate dello 0,7% su mese, ma sono calate dell’1,6% su anno.

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1 Commento


  • ILARIO GERMINARIO

    MUOIA SANSONE CON TUTTI I FILISTEI

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