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Fermiamo la ratifica del Ceta da parte del Parlamento italiano

Il provvedimento che prevede la ratifica del trattato Ceta tra Unione Europea e Canada, tornerà in Senato, al voto in commissione Affari esteri,  il prossimo martedì 27 giugno. La coalizione che si è battuta contro il Ttip e il Ceta, ha convocato per martedi alle 10.00 una manifestazione in piazza del Pantheon per chiedere che non venga ratificato dal Parlamento. Eurostop aderisce e partecipa alla manifestazione del 27 giugno a Roma per il NO al Ceta, trattato che completa e estende le misure liberiste e autoritarie dei trattati UE. Eurostop invita a partecipare alla propria assemblea del 1 luglio, che avrà al centro il “No a Euro UE NATO, di cui CETA e TTIP sono solo la estrema conclusione.”

Partito Democratico, Forza Italia e centristi, hanno già dichiarato la ferma intenzione di approvarlo. La decisione coincide con  la volontà del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che partirà nel weekend per un viaggio “coast to coast” in Canada dove rimarrà fino al 1 luglio. Per l’occasione vuole portare il CETA in dono al premier Justin Trudeau, con l’approvazione di almeno una delle camere.

Questa intesa viene spacciata per una risposta al protezionismo di Trump e a sostegno della lotta ai cambiamenti climatici.  Posizione smentita dai numeri e dati oggettivi. Il CETA è iniquo, un regalo per pochi grandi gruppi del cibo, della moda fatta altrove, dell’energia e dell’auto, con impatti pesanti a livello ambientale e sociale, un trattato che rischia di limitare l’agibilità democratica a causa di corti o arbitrati create per proteggere i diritti degli investitori a discapito di quelli dei cittadini. Per questo il CETA non può che allontanare i cittadini dai loro eletti.

E’ davvero incomprensibile, inoltre, come si possa considerare il Canada un partner affidabile nella lotta al cambiamento climatico, dal momento che con le politiche attuali mancherà sia il proprio impegno di riduzione delle emissioni per il 2020 che l’obiettivo al 2030. Il Canada elargisce 3,3 miliardi di dollari l’anno in sussidi pubblici ai combustibili fossili, tra cui l’inquinante petrolio da sabbie bituminose. Lo stesso Trudeau ha supportato incondizionatamente la costruzione dell’oleodotto Keystone XL, un progetto da 8 miliardi di dollari per portare quel petrolio negli Stati Uniti. Senza contare che ha contribuito a siglare un accordo come il CETA, che non garantisce il rispetto delle politiche climatiche negli scambi commerciali e restringe il perimetro dello Stato che intenda arginare le attività inquinanti degli investitori esteri.

 

“Eurostop aderisce e partecipa alla manifestazione del 27 giugno a Roma per il NO al Ceta, trattato che completa e estende le misure liberiste e autoritarie dei trattati UE. Eurostop invita a partecipare alla propria assemblea del 1 luglio, che avrà al centro il No a Euro UE NATO, di cui CETA e TTIP sono solo la estrema conclusione.” 

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