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L’auto elettrica si sta scaricando, come il capitalismo

L’automobile, oltre a essere il simbolo del tipo di “libertà” promessa dal capitalismo (individuale, ma solo se te la puoi pagare), è stata la merce-pivot di tutto il Novecento. Ossia la merce al centro dell’immenso sistema produttivo mondiale, per dimensioni di vendita, fatturato, occupati, indotto, abitudini di massa, immaginario. La sua crisi, ancora oggi, destabilizza il sistema.

Sull’auto si sono scaricate anche tutte le responsabilità per il cambiamento climatico. In parte giustamente, in parte maggiore per occultare il peso delle emissioni nocive degli apparati industriali e dei riscaldamenti a idrocarburi, nel nord sviluppato del pianeta.

Il passaggio a motori basati su energie alternative ha perciò occupato gran parte delle preoccupazioni in varia misura “ambientaliste” (da quelle autentiche a quelle pelose degli industriali del settore), diramandosi immediatamente tra le diverse soluzioni a disposizione: elettrico, idrogeno, ibrido, ecc.

Siccome la pubblicità è pur sempre l’anima del commercio, uno dei più abili “comunicatori” sembrava aver trovato l’uovo di Colombo: l’auto elettrica per eccellenza, Tesla.

Orde di giornalisti acefali hanno tirato su il mito di Elon Musk e quindi anche le quotazioni di borsa, facendone per qualche settimana l’uomo (teoricamente, ossia in base a quelle quotazioni) più ricco del mondo.

Ricordate il numero di puntate che Repubblica o il Corriere gli hanno dedicato per farne l’ultimo simbolo dell’”uomo fatto da sé”? Già dimenticate, eh? Ora sono occupati a promuovere le pischelle che fanno i soldi (molti meno di Musk) mostrandosi su OnlyFans…

Nel mondo reale, quindi, improvvisamente l’auto elettrica si sta rivelando un mito insostenibile. A dirlo è stato nientepopodimeno che Akio Toyoda, padre-padrone della Toyota (che si trascina dietro anche Lexus e Daihatsu), ovvero il marchio che vende di più al mondo e soprattutto può vantare parecchi record di affidabilità per i suoi prodotti. Insomma: il Numero 1 dell’auto dice che il futuro dell’auto non sarà elettrico. Con buona pace dell’Unione Europea che ha fissato al 2035 la data limite per l’abbandono di benzina  e diesel.

Non per ragioni “ideologiche” o per un atteggiamento “conservatore”, ma proprio perché crea più problemi di quel che intendeva risolvere. Anche su piano ambientale.

Gli scienziati più seri, già oltre venti anni fa, avevano avvertito che le “energie alternative” per i motori erano in realtà un ballon d’essai, quanto ad “ecologia”: un semplice spostamento del costo ambientale dal luogo di circolazione delle auto (allora quasi soltanto o soprattutto l’Occidente neoliberista) ai territori di estrazione delle materie prime occorrenti (dal litio in giù).

Anche l’idrogeno è stato un mito tutto sommato breve. Bisogna infatti produrlo, nonostante sia l’elemento più presente sulla Terra. E con diversi procedimenti che sono in ogni caso ad energia negativa, come impone il secondo principio della termodinamica (l’elettrolisi dell’acqua, il reforming del gas…).

Ora ci si aggiunge il colpo di grazia: il parere dei consumatori. Le auto elettriche o ibride costano molto di più, ma soprattutto non vanno lontano quando si usa solo l’energia elettrica. Le reti di ricarica sono troppo rarefatte e i tempi necessari per “fare il pieno” sono incompatibili con il viaggiare.

Idem per le “ibride”, che in realtà hanno una certa utilità ma limitatamente al traffico cittadino. Poi, se vuoi ricaricare la batteria o fare viaggi più lunghi, vai a benzina come prima. E infatti la parte del settore auto che tira di più è quella … dell’usato! Altro che “sostituzione”, insomma.

Cambiare un intero sistema di produzione richiede una programmazione a partire dai dati scientifici. Le “improvvisazioni” di singoli imprenditori possono attirare per qualche tempo investimenti e pubblicità, ma difficilmente possono diventare soluzioni adeguate a “dirottare” un modo di produzione.

Era stato possibile agli albori del capitalismo, quando tutto era ancora da inventare, scoprire, manipolare (dalle materie prime alle tecnologie produttive, alle macchine). Quando al di fuori della “fabbrica” tutto sembrava ed era “in-finito”.

Oggi il mondo è industrializzato pressoché totalmente. Le materie prime hanno limiti chiarissimi di disponibilità. Le tecnologie che ci sono e quelle che si sperimentano, idem.

E la “narrazione” dei media, per quanto servile, non copre questa realtà di fatto. L’in-finito è finito, bisogna fare i conti con quel che c’è secondo le leggi del “ricambio organico”…

Un’analisi più dettagliata della situazione specifica, come spesso accade, la fornisce l’ottimo Guido Salerno Aletta su TeleBorsa, che non è una testata “comunista” o “ecologista-integralista”.

Segno che il limite è stato incontrato. E l’urto comincia far male…

*****

Abbiamo già perso tutti la Tesla?

Guido Salerno Aletta – Agenzia Teleborsa

Il mercato non sembra più credere più ai miracoli: il futuro dell’auto elettrica si è fatto assai confuso, e non è stato solo Akio Toyoda, il numero uno di Toyota oltre che presidente di Japan Automobile Manufacturers Association l’associazione dei costruttori di automobili giapponese, a lanciare l’allarme: “E’ un business immaturo, con costi energetici e sociali insostenibili“, ha affermato, confermando la scelta di lavorare su modelli ibridi.

Insomma, l’alimentazione tradizionale rimane comunque quella preferibile, insieme a quella elettrica da attivare in condizioni favorevoli, quando si circola a bassa velocità e nei centri urbani.

A dicembre di tre anni fa, alla fine del 2019, la straordinaria performance di Tesla non era neppure cominciata: al Nasdaq il titolo veniva scambiato ad appena 18,08 dollari, una sciocchezza rispetto alla straordinaria performance di 384 dollari raggiunti nei primi di novembre del 2021, appena un anno fa.

Da allora, il titolo non ha fatto altro che scendere, fino ad arrivare ai 109,10 dollari del 27 dicembre, ancora in calo di ben 14,05 dollari rispetto alla chiusura precedente, ritornando al valore che aveva toccato il 1° luglio del 2020.

C’è di vero che a Tesla non hanno giovato affatto né l’avventura di Twitter, la piattaforma social su cui Elon Musk ha puntato tanti soldi e la sua reputazione di imprenditore dal tocco infallibile, né la notizia che a fine di novembre lo stesso Musk abbia venduto 22 milioni di azioni per un controvalore di 3,6 miliardi di dollari. Una decisione, questa, che non poteva che deprimere il valore del titolo.

C’è di vero, però, che un forte calo del valore delle azioni si era già verificato a partire dallo scorso mese di luglio, quando le azioni di Tesla erano tornate a quota 293 dollari: Musk ha venduto quando il mercato era già in calo.

Anche l’altra avventura imprenditoriale di Musk, quella della gestione della costellazione satellitare Starlink, sembra ormai più legata alle connessioni attivate in Ucraina ed a quelle ipotizzate in Iran per superare il deficit delle reti di un Paese in guerra e le possibili censure governative a Teheran: per il resto del mondo, le reti di telecomunicazioni tradizionali sono più che adeguate ed i prezzi accessibili.

Ci sono poi le notizie sulla produzione della Tesla in Cina che non sono confortanti: approfittando delle festività per il Capodanno, lo stabilimento di Shanghai si fermerà questo mese per ben 17 giorni, dal 3 al 19, lavorando quindi solo dal 20 al 31. Davvero troppo poco.

La domanda non tira come ci si attendeva, nonostante un taglio del 9% dei prezzi dei due modelli più famosi, la Model 3 e la Model Y.

Si annunciano innovazioni anche sul fronte dei nuovi modelli della marca statunitense, per ridurre sia i costi di produzione che i prezzi di vendita: nonostante gli incentivi pubblici e gli sconti dei produttori, i recenti aumenti delle bollette elettriche hanno raffreddato di molto gli entusiasmi iniziali.

Anche la Nio, la principale concorrente cinese di Tesla, sta affrontando le medesime difficoltà: non solo un forte calo in Borsa e consegne inferiori alle attese, ma soprattutto trentamila unità in meno rispetto alle 450 mila previste per l’ultimo trimestre di quest’anno.

Nonostante l’entusiasmo per la ripresa del mercato europeo, nei primi dieci mesi del 2022 sono state registrate vendite in calo del 31,1% rispetto allo stesso periodo del 2019, prima che iniziasse la pandemia. E, comunque, tra gennaio ed ottobre di quest’anno c’è stato ancora un calo del 7,8% rispetto allo stesso periodo del 2021. Il mercato dell’auto sembra davvero molto debole.

Il paradosso è rappresentato dall’andamento del prezzo delle auto usate, che nel giro di tre anni è aumentato del 30%: In Italia, a luglio di quest’anno, il valore medio di un’automobile usata è di 21.600 euro, ossia il 21,7% in più rispetto al mese di luglio del 2021 e il 33,6% rispetto allo stesso mese del 2019.

I lunghi tempi di consegna delle nuove auto, ormai tutte elettriche o almeno ibride, gli elevati costi iniziali, le incertezze su quelli di gestione hanno contribuito a raffreddare gli entusiasmi.

Paradosso dei paradossi, poi, l’età media delle auto in circolazione sta aumentando anziché diminuire: nel 2021 per ogni 100 automobili vendute solo 28 erano nuove di fabbrica, mentre 37 avevano meno di 10 anni di vita e addirittura 35 auto ne avevano più di dieci.

Nel 2010, in proporzione, le automobili nuove erano state 39, quelle usate ed immatricolate da meno di 10 anni erano state 47, e quelle con oltre 10 anni di vita erano state 14. Nel 2021, le auto acquistate di seconda mano, con più di dieci anni di vita, sono più che raddoppiate rispetto al 2010.

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38 Commenti


  • leonardo

    Il fatto che i capi dell’industria automobilista occidentale, che ha fatto fortuna sul motore a scoppio, si esprimano contro l’auto elettrica non è né sorprendente né significativo riguardo ai destini dell’auto elettrica stessa. Idem per quanto riguarda gli andamenti azionari che riflettono circostanze congiunturali. Inoltre il business model di Tesla non può essere rappresentativo dell’andamento generale del mercato automobilistico. Occorrono analisi strutturali più serie e approfondite …


  • Roberto

    Articolo quasi imbarazzante per la quantità di inesattezze presenti. Una ad esempio: Tesla non ha mai speso un dollaro in pubblicità.


    • Redazione Contropiano

      Non sappiamo dire, onestamente, se Tesla abbia mai speso un dollaro di pubblicità (ma qualcosa abbiamo visto, in giro, e non crediamo sia stato gratis).
      Ma che Elon Musk, e a cascata le sue creature, siano beneficati di default di ogni messaggio comunicazionale possibile, è una certezza consaputa da tutta la popolazione (occidentale, se non altro)


  • Bep

    Quindi?! Contro il capitalismo…contro la uto elettrica..ibrida o a idrogeno…la vostra soluzione qual’è…il cavallo??


    • Redazione Contropiano

      Guardare in faccia la realtà è il punto di partenza per trovare le soluzioni. Se quelle già esistenti non funzionano – lo dice “il mercato” (produttori e consumatori), gli scienziati (le difficoltà e i problemi attengono alla fisica, oltre che alla disponibilità materiale di alcune materie prime, ecc) bisogna prenderne atto.
      In regime capitalistico ciò non può avvenire facilmente. E a quanto pare certe reazioni ce lo confermano.


  • Mauro

    Per produrre energia elettrica x la ricarica dei motori elettrici devo comunque usare o combustibili fossili o il nucleare.. è proprio il concetto di una macchina a capoccia (o addirittura due se non tre a famiglia) che non và…


  • Nuccio Viglietti

    Auto elettrica rappresenta summa di conclamata confusione mentale imperante tra larghi strati di coloro che ancora ritengono di essere padroni di pianeta. Rendiamo edotti coloro che avrebbero mezza idea di comprare… e citrulli che già ci sono cascati che… auto elettrica quando entra in concessionario ha già inquinato più di auto con motore a scoppio che va in demolizione!…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/


  • Peter

    Grande disinformazione,
    siete a dir poco imbaarazzanti


    • Redazione Roma

      meno maale che ci sono i saaputoni a ricodaarcelo


  • Alessandro

    E la dimostrazione che le auto elettriche sono bidoni viaggianti servono solo per fare buttare i soldi alla gente dopo immatricolate non valgono nulla soldi buttati al vento….gli ambientalisti da strapazzo non le vogliono nemmeno loro


  • Paolo

    Secondo uno dei siti di riferimento per le statistiche sul cambiamento climatico, OurWorldinData, il settore dei trasporti contribuisce al 16,2% delle emissioni su scala globale (dati aggiornati al 2016). le automobili concorrono per un 11,9%. le emissioni solo per 1/3 in quanto intervengono anche il consumo delle frizioni e dei freni oltre che all’usura dei fondi stradali. Quindi con la spinta ideologica verso l’auto elettrica, se tutte le auto al mondo, istantaneamente fossero convertite in elettriche, avremmo risolto il problema dell’inquinamento ambientale e del surriscaldamento globale solo per un misero 3,95%. Penso che sia meglio porsi la domanda del ‘ chi e perché spinge verso una transizione sociale dove le diseguaglianze saranno sempre maggiori per sempre più gran parte della popolazione.


  • Francesco

    Sembra la solita retorica antisistema, non c’è niente di scientifico in questo articolo, l’auto elettrica inquina come una qualsiasi auto a combustione interna tranne che non emette anidride carbonica e fumi tossici perché è priva del tubo di scarico, non consuma combustibili che bisogna importare. Costa di più per ora finché non diminuisce il costo delle batterie, ha un motore che presenta un rendimento quasi triplo rispetto ad uno a combustione interna… a dispetto di tutte le teorie complottistiche.


  • Eugenio

    secondo me la scelta per le auto eletriche deve essere una scelta libera,è non inposta,poi vi siete chiesti come faranno tutte le persone che abitano nei paesi nordici dove la temperatura scende anche fino a meno 40 gradi?come so io un motore diesel puo rimanere sempre acceso mentre come si farebbe con un eletrico?gli ambientalistici ci riflettono su questo?oppure se ne fregano altamente?avrei molto altro da scrivere ma mi fermo quì,vorrei sapere cosa ne pensate.


  • Marco

    Il sistema dei trasporti ed il sistema di approvvigionamento e distribuzione di energia elettrico non è ancora pronto per una diffusione su larga scala delle vetture elettriche.
    Poiché il parco vetture circolante è super inquinante è necessaria una graduale elettrificazione e tale transizione energetica può essere ecologica a partire dall utilizzare da subito le tecnologie green gia disponibili per le autovetture ed anche per i sistemi industriali. Oggi esistono sistemi catalizzatori avanzatissimi per i motori a combustione dei sistemi di trasporto: bisogna obbligarne l’impiego e la diffusione. In parallelo bisogna disegnare la roadmap di produzione dell energia elettrica e riconsiderare quindi il nucleare oltre alle.energie rinnovabili. Per le centrali nucleari sicure ci vogliono almento 15 anni: vi fidereste delle centrali cinesi costruite in 5 anni e anche meno?
    Quindi il 2035 come data ultima per vendere in Europa vetture a motore a combustione interna come si sostiene?


  • Alex

    l’articolo è inesatto per quanto riguarda le ibride, sono utili in tutti i contesti specialmente quello urbano. Scrivere ok, va benissimo, ma sapere di cosa si scrive è imperativo. Buon anno


    • Redazione Contropiano

      Spiace dover far notare che l'”utilità delle ibride”, limitatamente al traffico urbano, è esattamente quanto scritto nell’articolo…


  • Gianni

    bello il motore elettrico, non c’è che dire… allo stato attuale però manca come alimentarlo, di Tesla a 110 in autostrada ne incontro parecchie. ogni tanto quando le supero con la Yaris del 2004 rosicano e fanno delle accelerate prodigiose ma dopo poco stanno in scia ad un Autobus per recuperare.


  • Enrico

    Io scrivo da possessore di auto elettrica e da appassionato d’auto e moto. L’auto elettrica è una grandissima invenzione, che sia più inquinante dell’auto termica ci credo poco. Vi posso garantire che a fronte di un prezzo più alto dell’auto tradizionale (ed è qui che sta il tranello delle case automobilistiche) si spende meno della metà rispetto all’auto diesel. Purtroppo i prezzi sono alti perché chi produce vuole massimizzare i profitti e lavorare sull’ordine. Avete visto i risultati delle varie case automobilistiche? Vendono meno macchine ma guadagnano di più….sono gli stati che hanno permesso questo adottando politiche incentivistiche scellerate che hanno permesso l’innalzamento dei prezzi e l’annullamento della concorrenza. È tutto studiato per bene, altroché fallimento della case automobolistiche.


  • Roberto

    Aggiungo a quanto detto da Paolo un ulteriore esempio, una nave da crociera inquina come un milione di autoveicoli e ogni grande portacontainer come sei milioni di autoveicoli. Hanno motori giganteschi che sono sempre accesi, non possono essere spenti e utilizzano un carburante denso come la marmellata che sarebbe l’ ultima parte di raffinazione del petrolio. La cantieristica va a gonfie vele e non mi risulta che vi sia una tassa ambientale da pagare quando si prenota una crociera, portacontainer vanno avanti e indietro per portarci tra l’altro tante cianfrusaglie dalla Cina e i ricchi scorrazzano con i loro jet privati senza pagare ecotasse o quant’altro. Noi dobbiamo passare all’ibrido o all full elettric quando solo in Italia si discute di riaprire tre centrali a carbone, possiamo ben dire di vivere nell’epoca dei paradossi, si guarda la pagliuzza e intanto la trave passa… Articolo molto interessante e aderente alla realtà attuale, basta fare un giro negli autosaloni o su autoscout per vedere che veramente le auto usate costano almeno il 30 per cento in più…


  • Pietro

    L’ho detto fin dall’inizio, la mia impressione é che la fine di questa farsa “elettrica” come soluzione del futuro sarà tra 6-7anni, ma mi sa che sarà anche prima. Un processo di transizione ecologica si fa diversamente, mentre qui é evidente che c’è prima il business dei costruttori che hanno idealizzato, meno costi e più profitti, ma si capisce che è un buco nell’acqua…nessuno ha menzionato il Dual Diesel, che sarebbe un buon modo per tamponare alle emissioni e ai consumi, comunque ha ragione Toyota, mentre gli europei stanno facendo l’ennesimo flop, loro stanno orientando le attenzioni su altro.


  • Telio

    credo che un ibrida che si ricarica viaggiando sia oggi la soluzione migliore


  • Cristiano

    Trovo l’articolo molto strutturato e ricco di informazioni, anche troppe, mi sembra un bel minestrone.
    Mi sembra una campagna contro Musk.
    Penso che Toyoda sia un gran furbacchione, si è reso conto che le auto elettriche dei suoi marchi sono molto poco performanti e adesso fa una bella retro.
    Guardate cosa sta succedendo sui dati dichiarati sulla BZ4 e tirate le conclusioni.
    Buon anno a tutti


  • Diego

    Ho trovato molte informazioni interessanti nell’articolo e nei commenti.

    Tuttavia, trovo il tono tranchant (sia dell’articolo che nei commenti) fuori luogo in quanto stiamo parlando di una tecnologia relativamente nuova e in divenire, che coinvolge larghe parti di industrie diverse (es. produzione di energia) e non solo il settore automobilistico.

    Detto in altri termini, produzione, accumulo e consumo di energia pulita hanno ancora un grande potenziale innovativo che non sappiamo bene dove ci porterà (si spera in un mondo più pulito, meno inquinato) ma sappiamo ormai con certezza dove le vecchie tecnologie (motore a scoppio, centrali a carbone, nucleare a fissione, ecc) ci porteranno se non facciamo qualcosa subito.

    L’innovazione porta sempre con sé un certo grado di rischio più o meno elevato, ma senza di essa saremmo ancora nelle caverne, o sugli alberi, quindi pensiamo anche su cosa stiamo investendo al prossimo acquisto in ambito automobilistico.

    Molto probabilmente bisognerà rivedere alcuni concetti non tecnologici perché tutto ciò avvenga, come per esempio l’idea assurda dell’automobile come mezzo di trasporto individuale, o addirittura il funzionamento del sistema economico, ma mi credo che questo sia un discorso che rischia di portarci troppo lontano.


  • Donat Niccolò Damiano

    Quindi io aspetterei a farmi la colonnina elettrica in casa se poi l’auto elettrica non arriverà mai a sostituire il motore termico.


  • Giovanni Ciarrocchi

    Finalmente un articolo che evidenzia la realtà tecnologica limitata della propulsione dei mezzi di trasporto. Non e’ difficile comprendere che se il mezzo da movimentare ha una massa maggiore ha bisogno di piu’ energia, questo e’ il caso dell’auto elettrica, infatti il vero problema e’ quello di produrre sempre più energia. In realtà e’ necessario diminuire la produzione di energia per il bene del pianeta. I motori a combustione di 40 anni fa non sono paragonabili con quelli di oggi per rendimento, però le cilindrate sono sostanzialmente uguali se non aumentate, oggi un motore di 900 cc e’ paragonabile per potenza a un motore di 2000 cc di qualche decina di anni fa. Va compreso che e’ necessario tagliare i consumi/potenze/energia in tutti i mezzi: aerei, navi, treni, tir, auto ecc. un camion puo’ andare a 110km e non 160km come adesso, una nave da crociera anziche’ a 25 nodi puo’ andare a 15 nodi e cosi’ via, questa sarebbe una prima e quasi immediata vera rivoluzione ecologica.


  • Gide

    io mi chiedo quando vedo le stazioni di servizio strapiene come si fara a ricaricare tutte le auto in fila visti i tempi ,per l inquinamento non saprei i vantaggi veri forse in citta,ricordiamoci che anche le vacche inquinano e pare non poco


  • Eugenio

    Bisogna pensare anche allo sfruttamento minorile,ma nessuno ne parla si pensa solo a far arricchire qualcuno,e magari fra qualche anno l’elettrico verrà accantonato,oppure verrà usato solo per andare a passeggio nelle città,io mi tengo ancora per molto la mia Diesel.Buon anno a tutti


  • Stefano

    Stiamo ancora guardando al fenomeno con la testa del secolo scorso.
    Parlare della sola auto elettrica in questo momento è come mettere un pesciolino rosso in una vasca di squali. È un paragone che calza molto, l’auto elettrica si muove attualmente in un ambiente che non è il suo. È per questo che va ancora maggiormente apprezzato quello che ha fatto Tesla (unica vera auto elettrica presente sul mercato) ha costruito per prima l’auto elettrica (in realtà la prima auto elettrica risale agli inizi del 1900) e per prima ha creato l’ambiente in cui poterla utilizzare. Questo è il primo errore che l’articolo contiene Tesla permette in questo momento di utilizzare un auto completamente elettrica per effettuare anche lunghe se non lunghissime distanze senza dover soffrire i problemi che avete evidenziato. Tuttavia la questione va affrontata nell’ambito dello sviluppo di un tema più ampio che è il cambio dell’attuale modello energetico.
    Il nuovo modello energetico è già stato “deliberato” da tutti gli stati a livello mondiale (chi più chi meno) e si basa sulla realizzazione di 5 pilastri:
    1. Passaggio alle energie rinnovabili
    2. Conversione degli edifici in centrali produttive
    3. Idrogeno e altre tecnologie per l’immagazzinaggio dell’energia prodotta da fonte rinnovabile
    4. Tecnologia Smart Grid della rete elettrica.
    5. Trasporti non alimentati da fonti fossili.
    Concludo affermando che tutti noi dovremmo ambire alla veloce conversione, l’adozione di questo nuovo modello o meglio stile di vita ha già dimostrato dove applicato di migliorare tutti i paramenti economici e sociali.


  • Claudio Soncini

    Secondo me un buon compromesso al fatidico 2035 sarebbe stato l’obbligo progressivo della diminuzione di consumo di carburante per cilindrata, ad esempio per un 1000 cc 2, 5 l100km entro una tale data, 2,0l100km lo step successivo e così via.
    Credo che in questo modo si sarebbe dato il via a vere innovazioni….
    Un buon inizio in questo senso lo ha proposto NISSAN con un piccolo motore termico che alimenta l’auto elettrica, se sviluppato a dovere porterebbe ad importanti risparmi di carburante con conseguenti minori emissioni.
    Per quanto riguarda le auto full Electric un aspetto che pochi rimarcano riguarda il PESO delle vetture, ci sono auto vicine ai 28 q.li che hanno un consumo clamoroso di pneumatici e freni che rilasciano particelle tutt’altro che salubri ma di questo se ne parla poco o niente….


  • Fabrizio

    da proprietario di auto elettrica non ambientalista ti consiglio di cambiare argomento per i tuoi articoli…


  • Ale

    secondo me la veritá sta a metá. in tutto: nel fatto che a ciclo totale l auto elettrica inquini come una termica, nel fatto che se tutte le auto fossero elettriche si salverebbe il pianeta, nel fatto che chi costruisce auto abbia a cuore il pianeta più che il profitto, nel fatto che alla politica e a chi decide questi cambiamenti enormi interessi a fondo il bene dei cittadini e faccia tutto il possibile affinchè tutti riescano ad utilizzare la propria auto e non solo chi ha i soldi per cambiarla ogni 4 anni. Una cosa è certa: chi sta bene, ha stipendi e pensione da nababbi ha poco fa preoccuparsi se ogni 4 anni gli viene detto di buttare l auto per una nuova …che vada ad acqua a benzina a batteria o ad aria. importante che sia bella, faccia 0 100 in 3 secondi …


  • Pierpaolo

    Articolo che mi sembra alquanto superficiale, affermazioni come quella di Tanada sono semplicemente opinioni, nulla di più. La Toyota ha derubricato l’auto elettrica, ma c’è sempre tempo per cambiare idea. Altre affermazioni discutibili sono quelle che un auto elettrica costa più di una normale, che i tempi di ricarica sono troppo lunghi o che i tempi di consegna sono lunghi. Tutte opinioni opinabili, anche perchè non supportate da FATTI.
    FATTO 1: ho avuto due auto elettriche, la prima una Zoe usata è servita a farmi conoscere e capire la potenzialità dell’auto senza conbustibile solido. Poi sono passato ad una KIA nero che con la sua autonomia di oltre 400 chilometri è veramente notevole. I tempi di ricarica oltre che slow quando si è a casa con cavo collegato alla presa domestica sono economici, molto di più dell’uso dei carburanti…
    Il gasolio è a 1.93 euro e la super a circa 1.85, e senza i sussidi governativi questa tendenza non può che aumentare. La manutenzione delle auto elettriche è meno costosa di quelle tradizionali, sapete com’è, meno componentistica perchè il motore è sostituito dalle BATTERIE. Dimenticavo mentre faccio la spesa al supermercato e mi collego ad una colonnina di ricarica a velocità fast posso fare il pieno a metà in un oretta, senza considerare che c’è il recupero da frenata e rotolamento. Studiate….


    • Redazione Contropiano

      Prendiamo atto del fatto che, secondo te, Toyota non capisce molto di mercato dell’auto.


  • Giuseppe

    Grande Pierpaolo, le persone che danno consigli le ammiro ma quelle che danno consigli con arroganza le venero proprio…”studiate”…ma certo, ora vengo da te e mi spieghi tutto quello che non sappiamo, ossia che siccome tu hai avuto una buona esperienza con le elettriche quello che la redazione ha descritto bene non ha senso. Penso invece che il problema non sia quello per cui un veicolo elettrico possa o meno funzionare bene ma l”impatto sociale, ecologico, economico e geopolitico che tale scelta imposta da istituzioni ottuse e lobbiste avra” certamente sui lavoratori, sugli imprenditori e sulle future generazioni che saranno probabilmente meno “libere” di muoversi in un mondo dove anche il mercato dell”auto diverra” appannaggio pressoche” assoluto di un unico grande “padrone” cinese.
    Comunque, ho gia’ in mano un bel libro di elettromagnetismo cosi” mi convincero” bene ad acquistare una Tesla….grazie ancora per il consiglio Pierpaolo (come Pasolini, ma ben altra arguzia mi sa…).


  • Ruggero

    ma dove si dovrebbero collocare le auto alimentate a GPL.nessuno non ne parla quasi mai e penso visto che il GPL è lo scarto della raffinazione del petrolio ne avremo sempre a sufficienza per alimentare le auto che tra l’altro inquinano meno


  • mio

    Ma quanto vi pagano i colossi del petrolio per continuare a scrivere contro l’elettrico? Finitela di scrivere stupidaggini (e da quanto vedo nei commenti la gente non vi crede), l’elettrico oggi ha tanti difetti ed è solo agli albori della sua storia ma è il futuro. Il motore elettrico è molto più efficiente di quello termico. Il motore a benzina brucia un combustibile, produce calore e COME EFFETTO COLLATERALE genera energia cinetica. Da un punto di vista termodinamico, le auto a benzina sono delle enormi stufe a petrolio che fanno anche un po’ camminare. Lo volete capire o no che continuare con questa mentalità da macchina a vapore nel 2023 è da uomini delle caverne?


  • Giuseppe

    Ecco Mio, un altro che ci vuole insegnare il futuro della mobilità…se un’auto a motore endotermico è una stufa allora potremmo dire che il motore di un’auto elettrica è una grande lavatrice ad altissima efficienza ma alimentato da un bel mattone di batteria grande e pesante dall’autonomia aleatoria e molto dipendente da diversi fattori che rendono l’auto elettrica (peraltro più antica di quella termica in quanto inventata prima) assolutamente inaffidabile, oltre che molto costosa per la classe medio-bassa e per nulla eco-sostenibile visto che l’energia necessaria alla ricarica arriva e continuerà ad arrivare prevalentemente da metano/carbone/nucleare e assai poco dalle rinnovabili…le stesse materie prime (metalli rari e non di vario tipo) sono forte di grande inquinamento sia in fase di estrazione/assemblaggio/smaltimento e consegnerebbero forse l’unico mercato (quello dell’auto) di cui l’Europa può ancora vantare qualche buon risultato alla Cina che ormai spadroneggia su tutto.
    L’auto elettrica è solo una bella bufala per la classe lavoratrice (intesa in senso lato) visto che è chiaro che non sono auto alla nostra portata economica, per nulla ecologiche, sicuramente poco improntate alla flessibilità di utilizzo e che porterebbero allo sconvolgimento del mercato del lavoro connesso a produzione diretta e indotto col rischio di un massacro sociale senza precedenti e dall’altra un ottimo affare per le nuove lobbies delle batterie (non meno subdole di quelle del petrolio).
    Firmato un dipendente pubblico pagato (e poco) dallo Stato e per nulla dai petrolieri che, ben inteso, non sarebbero comunque vittime dell’auto elettrica visto che il resto del mondo fuori dalla UE ha scelto una strada ben diversa e ben più intelligente dal punto di vista energetico, ossia quella della diversificazione delle fonti che non escluderebbero le fossili (incluso il petrolio) ma punterebbero, tra le altre cose, su efficientamento dei motori esistenti e politiche energetiche net zero.


  • ernst stavro blofeld

    Se ti prendi una ibrida, devi tenere presente che verra’ presto un momento in cui la resa delle batterie, intesa come capacita’ di ricarica, e perdite di ricarica, saranno taliche ti ritroverai a viaggiare sempre piu’ spesso a spese del motore termico, con piu’ spese per il carburante, meno rendimento e piu’ inquinamento

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