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Leggi “ad aziendam”

Stamattina le azioni della Cir del gruppo De Benedetti sono crollate in Borsa. Secondo Milano Finanza infatti sul listino milanese si guarda in particolare a Cir, in flessione del 2,80% a quota 1,70 euro, dopo che nella bozza della finanziaria all’esame del Capo dello Stato sono state inserite due modifiche al codice di procedura civile che potrebbero influire anche sull’attesa sentenza d’appello per il Lodo Mondadori.. Nella manovra economica del governo, infatti è spuntata a sorpresa una modifica al codice di procedura civile che potrebbe “tornare utile” nel sospendere il risarcimento alla Cir di Carlo De Benedetti da parte della Fininvest nel processo civile noto come lodo Mondadori.

Con due modifiche al codice di procedura civile, la norma sospenderebbe in appello l’esecuzione delle condanne civili che superano i dieci milioni di euro, e fermerebbe in Cassazione quelle che vanno oltre i 20 milioni di euro in cambio di una idonea cauzione. Si tratta di una norma che si adatterebbe perfettamente al caso Fininvest, la holding della famiglia Berlusconi condannata in primo grado a risarcire la Cir di De Benedetti con 750 milioni di euro ed in attesa della sentenza d’appello. La norma sarebbe ora sotto la lente di ingrandimento del Colle per una “attenta e scrupolosa valutazione”, mentre alcune indiscrezioni affermano che il Presidente Napolitano, sarebbe tentato di fermarla. Napolitano potrebbe chiedere al governo di toglierla dal decreto e di modificare il testo, perché la norma “salva-Mediaset” non c’entra niente con la manovra.

Ma Berlusconi non è il solo a volere delle leggi “ad aziendam”. Infatti anche l’amministratore delegato della Fiat, Marchionne, insiste affinchè il governo vari una legge – retroattiva peraltro – che consenta di imporre gli accordi imposti dalla Fiat ai lavoratori nonostante l’opposizione di sindacati con forti consensi nelle aziende.”Quello che si sta preparando a sostegno della Fiat di Sergio Marchionne è una legge tesa ad evitare che la magistratura condanni la Fiat” ha denunciato nei giorni scorsi Giorgio Cremaschi “L’amministratore delegato della Fiat è persino più bravo di Silvio Berlusconi nel vendere fumo e nel rispondere con accuse di lesa maestà a chiunque gli chieda notizie un pò più precise sui suoi reali progetti”. Dal canto loro Cgil Cisl Uil non sono affatto indisponibili a procedere nella realizzazione di una legge ad aziendam a favore di Marchionne. “Se serve una legge basta varare una norma che si limiti a ricopiare quello che dice l’accordo interconfederale appena firmato” ha dichiarato alcuni giorni fa il segretario della Uil Angeletti. Un vero e proprio assist per il ministro Sacconi che sta scaldando i motori per soddisfare la richiesta di legge ad aziendam di Marchionne e spazzare via la rappresentanza democratica nei luoghi di lavoro su richiesta di Confindustria, Cgil, Cisl,Uil.

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