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25 febbraio, 9 marzo, 31 marzo

Noi, in realtà, sentiamo più forte vergogna per quello che Monti dice all’’estero di noi. Infatti, il Presidente del Consiglio italiano ovunque ha spiegato che in Italia, a differenza della Grecia, le riforme sociali più dure passano senza particolari proteste. E purtroppo ha qualche ragione, ed è per questo che sentiamo maggiore vergogna. Quando Berlusconi si rendeva ridicolo con i governanti altrui, noi eravamo nelle piazze, non ci sentivamo coinvolti. Oggi che i greci vengono massacrati e che in tutta Europa cresce un grande movimento di lotta, fino al tranquillissimo Belgio, non possiamo che vergognarci quando Sarkozy o la Merkel dicono ai greci: “fate come gli italiani”.
La controriforma delle pensioni che c’‘è stata in Italia ha stabilito il sistema più feroce d’’Europa. Nessun paese sviluppato del Continente ha un’’età pensionistica così alta, assieme a un sistema così iniquo, in particolare per le donne e i giovani. In Francia, al solo accenno di un progetto di questo genere esploderebbe il paese. Così pure gli annunci del ministro Fornero sulla cancellazione della cassa integrazione e dell’’articolo 18 preparano centinaia di migliaia di licenziamenti di massa. E per ora le trattative vanno avanti. Privatizzazioni e liberalizzazioni, distruzione di ciò che resta dei servizi sociali sono velocemente in arrivo, mentre la scuola di Profumo sta pienamente realizzando la riforma Gelmini.
I migranti pagano la stessa vergognosa tangente sul permesso di soggiorno imposta dal governo Berlusconi.
Di fronte a tutto questo non c’’è dubbio che la protesta sociale e civile del paese sia stata finora assolutamente inadeguata. Ed è pertanto giunto il momento di provare a smentire Monti, la sua sicurezza, la sua arroganza. Comincia finalmente un percorso di mobilitazione e lotta che speriamo possa, se ci lavoriamo seriamente, ricostruire in Italia quella ’opposizione sociale e politica al governo Monti che è indispensabile per non veder precipitare il nostro paese in un regime liberista peggio di quello berlusconiano.
Si comincia il 25 febbraio, con la manifestazione del popolo della Valle Susa, in lotta contro il più vasto e devastante accordo bipartisan. In quell’’opera inutile, ben più dannosa e costosa delle olimpiadi, si uniscono non solo centrosinistra e centrodestra, ma anche la Lega. In Piemonte, non c’’è neppure la distinzione che c’’è sul governo nazionale. Toccherà poi alla Fiom, il 9 marzo, scendere in piazza contro Marchionne e contro Monti, che traduce in politica di governo le scelte dell’’amministratore delegato della Fiat. E poi, ma non sarà la fine, il 31 marzo ci troveremo a Milano, con la parola d’ordine “Occupiamo Piazza Affari”, per costruire nella capitale finanziaria d’’Italia una grande risposta politica e sociale a quel governo delle banche che, con Monti Merkel Sarkozy, sta distruggendo stato sociale e diritti in Europa. E’’ l’’inizio della lotta, ma finalmente si delinea un percorso di mobilitazione che esce dalle secche degli indugi, delle incertezze, della confusione. Finalmente si parte, diamoci da fare, costruiamo il movimento contro Monti e la sua politica.

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