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Perino: “basta contestare Caselli, gli facciamo pubblicità”

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Basta contestare il Procuratore di Torino Gian Carlo Caselli durante le presentazioni del suo libro «perchè gli facciamo pubblicità»: lo ha detto uno dei leader del movimento No Tav, Alberto Perino, durante una ‘lezione’ che ha tenuto in serata all’Università di Torino a una settantina di studenti. «Abbiamo contestato Caselli – ha detto Perino – in tante occasioni. Personalmente, non andrei più a contestarlo perchè gli facciamo pubblicità. Senza di noi – ha aggiunto – avrebbe parlato con non più di 20 persone alla volta. Con la nostra contestazione, invece, è passato dalla parte della vittima e si è fatto intervistare da tutti. Se andate a contare i No Tav presenti alle presentazioni del libro e quelli che andavano a sentirlo – ha detto rivolgendosi agli studenti – alla fine eravamo più noi di loro». Perino ha però poi rivolto indirettamente due domande a Caselli sui provvedimenti cautelari nei confronti di 41 attivisti del movimento No Tav colpiti nella maxiretata del 26 gennaio. Nella prima ha chiesto: «Se Spaccarotella, che era un poliziotto, non ha fatto un giorno di galera prima del giudizio della Cassazione e ha continuato a essere in servizio (e poteva reiterare il reato ogni giorno) perchè hanno messo dentro i nostri?». La seconda, invece, è «in base a quale disposizione le ‘forze del disordinè continuano a occupare le aree antistante e retrostante il museo e la cantina sociale della Maddalena, visto che le aree del cantiere sono altrove?». Perino ha spiegato che «esiste un solo disegno del cantiere approvato dal Cipe e non vi sono state, allo stato attuale, modifiche valide. Allora – ha concluso – la legge dovrebbe valere per tutti o per Ltf è diversa?»

Sul procuratore Caselli oggi è giunta anche una presa di posizione – esattamente rovesciata rispetto a quella di Perino – da parte di Beppe Grillo. «Il giudice Caselli è uno di noi. È il miglior sponsor del movimento No Tav»: scrive con evidente ironia in un articolo il comico-leader politico. «Caselli che equipara i No Tav ai camorristi – dice Grillo – è il miglior spot contro lo sperpero di 23 miliardi di euro per fare un tunnel per un traffico merci inesistente». «Con l’arresto di 26 persone in tutta Italia e la notifica di 15 obblighi di dimora prima del processo – si legge – Caselli ha creato una pandemia No Tav. A Trento, Macerata, Palermo, Pistoia, Modena, Genova, Bergamo, Milano, i cittadini che non erano ancora informati dello scempio del territorio e di denaro pubblico in Val di Susa ora lo sono». Per le modalità con cui ha condotto l’inchiesta giudiziaria Caselli, secondo Grillo, «dovrebbe ricevere la cittadinanza onoraria dai comuni di Chiomonte e di Venaus per aver compattato e indignato decine di migliaia di valsusini e italiani». E proprio per questo Caselli dovrebbe «essere ascoltato in religioso silenzio», in modo che possa «sottolineare dal Brennero a Capo Passero che l’impianto accusatorio per gli arresti riferisce di ‘devastante e incontenibile violenza collettiva, preventivamente e strategicamente pianificata’. 

In soccorso del magistrato di Torino corrono invece i servizievoli radicali. «Dopo le Sistematiche contestazioni di gruppi No Tav a la gratuita disistima di Alberto Perino è inevitabile invitare Gian Carlo Caselli a presentare il suo libro in Comune, non in Consiglio Comunale, ma in Comune» ha detto alla stampa Silvio Viale, consigliere comunale nel capoluogo piemontese e presidente dei Radicali Italiani. Anche il capogruppo dell’Idv nel Consiglio regionale del Piemonte, Andrea Buquicchio, si offre di ospitare una presentazione del libro di Caselli all’interno delle istituzioni. Alle prese di posizione più o meno scontate di radicali e Idv si sommano quelle delle realtà locali controllate dal PD. Legambiente ad esempio – pur  ribadendo la propria partecipazione alla marcia di sabato da Bussoleno a Susa – oggi si è premurata di esprimere «piena solidarietà» al procuratore di Torino Gian Carlo Caselli «non solo per la sua storica e inossidabile battaglia a difesa della legalità e della democrazia ma anche perchè sono proprio queste le azioni che danneggiano le giuste ragioni della lotta contro l’alta velocità in Val Susa». Stessa solfa nel comunicato dell’Anpi torinese – evidentemente il PD ha mobilitato tutte le organizzazioni a sua disposizione per far quadrato attorno al magistrato – che esprimer «disapprovazione e condanna» degli episodi di «intolleranza e violenza» contro il procuratore, considerati nientemeno che atti «in aperta violazione della Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza». 

Intanto oggi pomeriggio un centinaio di No Tav hanno realizzato a Bologna una improvvisata manifestazione di protesta davanti alla Stazione Centrale. Verso le 15.30 si sono radunati davanti allo scalo nel piazzale Medaglie d’Oro esponendo uno striscione, scandendo slogan contro l’Alta velocità e distribuendo volantini ai passanti. Verso le 16 si sono poi spostati verso il centro cittadino rallentando il traffico. Infine, dopo aver percorso via Indipendenza e via Rizzoli, il corteo si è concluso in via Zamboni, nella zona universitaria. Una manifestazione analoga era stata realizzata giovedì scorso e altre ne sono annunciate per i prossimi giorni. 

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