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Fascisti in competizione

In uno c’era tutto il milieu del nazifascismo europeo, nell’altro uno degli esponenti dei Forconi. I fascisti cercano di strumentalizzare gli effetti sociali della crisi. Una sinistra troppo politicista e subalterna a Monti rischia di spianargli la strada.

Una associazione in via Caracciolo (al Trionfale), è stata la location che ha ospitato l’incontro di decine di nazifascisti europei convenuti a Roma su convocazione del Movimento Sociale per l’Europa, un’altra delle innumerevoli sigle del mosaico nero. Lo hanno fatto ieri, approfittando magari che molti militanti antifascisti della capitale erano andati in Val di Susa per la manifestazione contro la Tav.

Il tema del meeting nazifascista, era “Liberare l’Europa dalle oligarchie finanziarie transnazionali”. Un dichiarazione di intenti difficilmente contestabile, assai meno lo sono i suoi inquietanti sostenitori convenuti a Roma da diversi paesi europei. Secondo un giornalista de La Repubblica nella sala, davanti alla bandiera rosso-bianco-nera del partito (stessi colori della bandiera nazista), ci sono  –  stando a quanto riferiscono alcuni presenti  –  i francesi di Troisième Voie (Terza via), guidato da Serge Ayoub, l’ex leader degli skinhead di Parigi, delegazioni dei gruppi del Movimento Sociale Repubblicano spagnolo (MSR), la cui ideologia è fondata sulla politica della destra sociale, con ispirazioni terzoposizioniste e del nazionalismo rivoluzionario. Ma non mancano i greci (di “Patria Hellas”), i belgi di “Euro-Rus” e una delegazione di “Corsica Patria Nostra”. Tra i relatori figurava Luca Romagnoli, segretario nazionale della Fiamma Tricolore,

Secondo la Repubblica il MSE, avrebbe già iniziato a lavorare alla riaggregazione di varie realtà della estrema destra romana. Condivide la sede via Ottaviano con un’altra formazione neofascista “Lotta Europea”, e collabora anche con “Roma-Nord”, gruppo fascista che nella capitale ha recentemente firmato alcuni blitz contro Equitalia e le banche.

Ma ieri è stata anche una nuova giornata di competizione aperta tra le schegge del neofascismo italiano. Infatti non lontano, all’Hotel Cicerone, nelle stesse ore del convegno dell’MSE, l’altro polo neofascista (quello finanziariamente più ricco) Forza Nuova ha organizzato un altro incontro, sempre sulla questione Europa, al quale è stato invitato uno degli esponenti più noti del movimento dei Forconi, Martino Morsello, che pure aveva già partecipato al congresso di Forza Nuova a dicembre a Tivoli. Il tema del convegno era: “Dalla rivolta popolare alla sovranità monetaria”. 

Sabato prossimo poi scenderà in piazza a Roma La Destra di Storace con una manifestazione nazionale precedentemente convocata e poi rinviata a causa della neve. Questa iniziativa ha costretto tutti i gruppi neofascisti alla fibrillazione per cercare di non essere assorbiti o occultati dalla Destra.

I fascisti si sono ancora una volta divisi e riuniti in due luoghi diversi, ma gli argomenti di discussione, sotto molti aspetti, coincidono, così come pure gli obiettivi. Il tema della crisi e di una Europa dominata dal capitale finanziario e dalle banche, mette il sollecitazione tutti gli ambiti e spesso con denunce che sembrano somigliarsi tra loro. Ma, oltre che sulla memoria storica e l’identità, è sulle soluzioni alla crisi che ci si divide, anzi che occorre accentuare la lotta per impedire la penetrazione e l’egemonia dei fascisti dentro i settori popolari e quelli colpiti dalle misure fiscali del governo e dai diktat dell’Unione Europea. Quelli del Movimento Sociale per l’Europa dichiarano infatti “Auspichiamo una rivoluzione che parta dalle comunità di popolo, caratterizzate da forti legami identitari, di cultura, di lingua e di sangue. Ogni popolo europeo ha un’origine comune, ha ricevuto in dono dagli antenati indoeuropei un testimone pesante, una terra sacra chiamata Europa”. Se non andiamo errati è proprio perché offuscati da queste balordaggini che tra il 1939 e il 1945 i popoli e i paesi europei si sono scannati tra loro causa del nazifascismo e del liberalismo, due tragedie della storia perfettamente compatibili tra loro, checché ne dicano i nazifascisti, i quali dai governi liberali e liberisti si sono trovati la strada spianata. Un rischio questo che corre anche la sinistra “istituzionale” italiana se continuerà a essere subalterna al governo Monti piuttosto che ingaggiare una sfida aperta per soluzioni alternative e radicali alla crisi, a partire dal non pagamento del debito, dalla nazionalizzazione delle banche e dalla riaffermazione della democrazia contro il dogma della governance.

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