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Brindisi. Un video e “niente mafia”, per la procura

Sono state alcune telecamere su viale Togliatti che hanno registrato le immagini dalla notte fino all’ora dell’attentato a far ritenere agli investigatori che tra le persone filmate possa esserci l’uomo che ha premuto il pulsante per innescare l’esplosivo. Il volto del probabile attentatore potrebbe essere fissato in quel filmato, dove si vede un uomo che ha in mano qualcosa che somiglia ad un telecomando.

«In termini di probabilità, non in termini di certezza, ci è sembrato di poter escludere la matrice mafiosa» dell’attentato di ieri all’istituto professionale ‘Morvillo Falconè. «Un’analisi condivisa anche dal procuratore nazionale antimafia Piero Grasso. Potrebbe essere un gesto isolato». È quanto ha detto il procuratore di Brindisi Marco di Napoli, nel corso di una conferenza stampa.

Ricostruita anche la parte tecnica dell’eplosione. Il meccanismo di innesco è stato innescato con un telecomando all’arrivo dell’autobus che portava le ragazze provenienti da Mesagne, a un centinaio di metri dal punto dell’esplosione. Al primo passaggio davanti al sensore volumentrico è avvenuta l’esplosione. Quindi l’attentatore voleva colpire esattamente delle ragazze di quella scuola, anche se non necessariamente quelle provenienti da Mesagne.

Un meccanismo dunque “artigianale” solo per quanto riguarda l’esplosivo usato (semplice gas in bombole), ma piuttosto sofisticato sul lato dell’innesco.

Anche il cassonetto della spazzatura entro cui è stato nascosto l’ordigno non è di quelli in uso al comune di Brindisi.

L’impressione è che gli inquirenti abbiano indizi molto precisi e stiano in qualche modo cercando di “far muovere” le persone sospettate in modo da avere ulteriori conferme. Anche la conferenza stampa potrebbe venir letta in questa chiave.

Molto dettagliato anche l’identikit dello stragista. Un italiano, adulto. Escluse quindi tutte le voci impazzite che circolano in questi casi (uno straniero, un ragazzo respinto, ecc).

È portato ad «escludere la pista mafiosa locale» perchè «in questa precisa fase storica la mafia brindisina è alla ricerca di un consenso sociale che non ha più e un atto del genere sarebbe in controtendenza». Invece, secondo il procuratore distrettuale antimafia di Lecce Cataldo Motta, per l’attentato alla scuola Morvillo-Falcone di Brindisi «si può ipotizzare che si tratti di un terrorismo che non è quello nell’accezione tradizionale che abbiamo conosciuto negli anni passati». Anche se «fino a quando non avremo elementi che consentiranno una lettura tranquilla io mi asterrei da valutazioni che possano creare ulteriore allarme».

«È chiaro – aggiunge – che non posso escludere la pista mafiosa ma mi chiedo: perchè le bombole di gas quando c’è sempre stata la disponibilità di usare, ed è stato fatto, dell’esplosivo?». Per il magistrato poi non regge nemmeno l’ipotesi di una vendetta della mafia di Mesagne: «Ci credo poco – dice – mi sembra una reazione spropositata per una retata».

Il pubblico ministero Milto De Nozza, intanto, intorno alle 9 si è recato sul luogo dell’attentato ed ha ispezionato il chiosco che fronteggia la scuola, quello le cui telecamere avrebbero potuto riprendere gli attimi della preparazione dell’attentato. Nella foto si vede una delle due telecamere, che però non è puntata verso l’ingresso della scuola. Anche un’altra telecamere di sorveglianza, quella del negozio Dimensione e Sicurezza, in viale San Giovanni Bosco, non inquadra il Morvillo.

L’individuo che la polizia sta cercando di identificare era appostato in maniera tale da avere visione dell’area che sarebbe stata spazzata dall’esplosione, ed evidentemente da potersi riparare dallo scoppio, dietro il chiosco. L’acquisizione del video, che rappresenta una svolta importante nelle indagini, è dovuta alla prima azione investigativa, quella della racclta sul campo di ogni elemento materiale e testimoniale utile per evitarne la perdita nelle ore e nei giorni successivi. Ora è il momento delle analisi, ha detto il procuratore, e della ricerca di riscontri alle stesse.
Rientra in questo momento di approfondimento la campagna di interrogatori e perquisizioni, tra i quali queli avvenuti la notte scorsa nei confronti di due persone individuate si presume utilizzando proprio i fotogrammi del video, ma poi rilasciate. Per tutta la giornata di ieri, la scorsa notte ed oggi gli investigatori della polizia giudiziaria hanno effettuato controlli e verifiche di posizioni, oltre all’ascolto di numerosi testimoni tra i quali giovani studenti del Morvillo Falcone.

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