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Lombardia ago della bilancia. Bersani e Monti provano ad accordarsi

Alle regionali in Lombardia c’è ilrischio concreto che Berlusconi possa vincere, è una partita ancora tutta da giocare, ma evidentemente questo gioco per Bersani non vale la candela, per cui meglio tirare fuori le carte da sotto il banco e chiamare Monti per chiedere un confronto per un accordo. Sia chiaro, non parliamo di una desistenza coatta, non sono gli stessi toni utilizzati verso Rivoluzione Civile, oramai acerrimo nemico, parliamo di una richiesta  indiretta di un confronto che è di per sè il presupposto di quello che avverrà a breve in parlamento dopo le elezioni. L’apertura di Bersani inoltre rischia pesantemente di snaturare la lista che si presenta alle regionali dove la sinistra etica si presenta unita alle elezioni con il PD ed è stata chiara su questo punto, nessuna apertura ai centristi. Quella di Bersani è insomma un’apertura unilaterale, sbagliata tatticamente e politicamente, che rischia di fare molti danni. Un’apertura questa che si trasferisce però sul piano nazionale. Qualunque sia infatti la risposta di Monti da oggi il dialogo tra Monti e Bersani si fa sulla sostanza. Va dato atto comunque che Bersani non lo ha mai negato, di fatto è scritto  nella carta d’intenti del PD, nelle interviste estere rilasciate dopo le primarie. La novità semmai è che per la prima volta questo schema si apre in un passaggio politico significativo, quello delle regionali in Lombardia.

“Noi abbiamo messo in campo una proposta civica – dice Bersani – c’è qualcuno che si chiama Scelta civica, vedi mai che faccia una riflessione, finché ci si punzecchia è la campagna, poi si ha la sostanza, vince chi arriva primo”. Non è una banalità guardare in faccia il rischio che Berlusconi e la Lega tengano ancora il comando in Lombardia – dice Bersani – è una cosa seria, una posizione europeista deve fare una riflessione sulla Lombardia”. In poche parole se il PD -SEL non ce la fà da solo, meglio chiedere a Monti ed ai centristi il voto utile per governare. E’ la feroce logica del bipolarismo. Poco conta che Monti ha portato avanti le politiche di Berlusconi, poco conta che le sue ricette sono peggio di quelle della Merkel. L’importante per Bersani è governare, anche se questo vuol dire governare con la destra tecnocratica contro il populismo di Berlusconi. In politica però non tutto avviene per caso, se Bersani chiama Monti per la Lombardia, allora vuol dire che l’apertura è destinanata a consolidarsi da qui a breve in parlamento appena passate le elezioni politiche. Non è questione di voti e maggioranze, il rischio che Berlusconi possa vincere non c’è, quella di Bersani è innanzitutto una scelta politica, chiudere a sinistra, lasciare Vendola a fare l’ammortizzatore  e aprire al Montismo. Bersani del resto lo ha promesso ai mercati, ed i mercati in questa partita di giro contano parecchio.

da Controlacrisi.org

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1 Commento


  • michel

    I faccioni elettorali sono ormai dei sepolcri imbiancati. Invece di votarli mandateli all’inferno insieme al loro dodazzo clientelare.

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